La sublime bellezza della natura e dell'esistenza fotografata da Sally Mann

La fotografia potente e provocatoria di Sally Mann in mostra con mille viaggi nel profondo sud dell'America e dell'anima

Sally Mann, Deep South, Untitled (Scarred Tree), 1998, gelatin silver print image National Gallery of Art, Washington, Alfred H Moses and Fern M Schad Fund Image © Sally Mann

La verità raramente è pura, quasi mai semplice. Questo non ha impedito a Sally Mann di guardarla in faccia e scovarne la sublime bellezza, affermandosi come uno dei fotografi più influenti e provocatori degli ultimi decenni. Quattro per l'esattezza, puntati sull'infanzia senza tabù dei suoi figli e sul corpo distrofico di suo marito, insieme al fascino e le contraddizioni del Sud Americano, dove è nata e non ha mai smesso di vivere. Mille traversate in paesaggi dell'anima e del profondo sud, raccolti in A Thousand Crossings. Il volume edito da Harry N. Abrams lo scorso marzo e la mostra itinerante che inizia il suo lungo tour espositivo alla National Gallery of Art di Washington (fino al 28 maggio 2018). Proseguendo al Peabody Essex Museum di Salem (30 giugno - 23 settembre 2018), al J. Paul Getty Museum di Los Angeles (20 novembre 2018 - 10 febbraio 2019), al The Museum of Fine Arts di Houston (3 marzo-27 maggio 2019), Jeu de Paume di Parigi (17 giugno - 22 settembre 2019), High Museum of Art di Atlanta (19 ottobre 2019 - 12 gennaio 2020).

Sally Mann, Deep South, Untitled (Stick), 1998, gelatin silver print, printed 1999
© Sally Mann Courtesy of the New Orleans Museum of Art Collection of H Russell Albright, MD Image

In realtà, un lungo viaggio nei cicli della vita, della morte e delle passioni fotografate dalla coraggiosa ragazza del sud nata nel maggio del 1951 e cresciuta nella verdeggiante proprietà sul fiume, subito fuori Lexington. Nella stessa Virginia che ha accolto le estati dei suoi tre figli, ritratti senza veli e falsi pudori, insieme alla gioia e il dolore di crescere e cambiare. I veri protagonisti di Imnmediate family, il celebre e controverso album di famiglia e d'arte che le conferisce una notorietà di portata internazionale. Grazie e nonostante, a diverse polemiche e scalpori, ragazzine che fumano e corpi messi a nudo senza ipocrisia e tabù. Come la stessa fotografa scrive in connessione con le foto di famiglia: "Stiamo girando una storia di cosa significhi crescere. È una storia complicata e a volte cerchiamo di affrontare grandi temi: rabbia, amore, morte, sensualità e bellezza. Ma diciamo tutto senza paura e senza vergogna".

Sally Mann, Easter Dress, 1986, gelatin silver print
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La stessa sensibilità viene dedicata al corpo del marito messo a dura prova dalla distrofia muscolare, insieme alla struggente poesia degli scatti di Proud Flesh. Alla madre terra dei suoi paesaggi familiari, da abbracciare con gli alberi, ma anche attraverso i corpi in decomposizione che vi fanno ritorno con What Remains. Tutto quello che resta dei campi di battaglia della Guerra Civile, tra paesaggi gotici, chiese battiste e ritratti ossessionanti di uomini di colore identificati solo dai nomi di battesimo. Tutto quello che ritorna, anche se è scomodo. Compreso il corpo del quattordicenne di colore Emmett Till, brutalmente assassinato per motivi razziali che potrebbe essere stato gettata nel Mississippi, per emergere dalle acque del fiume Tallahatchie.

Sally Mann, Bean’s Bottom, 1991, silver dye bleach print, Private collection Image
© Sally Mann​​

L'intera ricerca fotografica della Mann, segue le tracce sublimi della storia del sud e della natura dell'umanità. Visioni pronte a sfiorare misteri universali come l’amore e la morte, attraverso foto di famiglia, ma anche del paesaggio che condensa la memoria personale, culturale e razziale.

La mostra e il catalogo, arricchito da diversi saggi sullo sviluppo dell'arte della fotografa, offrono una panoramica completa della sue esplorazioni di tecniche e tematiche. Qualche inedito e oltre un centinaio di fotografie del suo linguaggio potente e provocatorio, oscuro e conturbante, sembrano perfetti per contemplare la vita che scorre lungo il fiume, con il suo corso inevitabile.

Sally Mann, On the Maury, 1992, gelatin silver print, Private collectionImage
© Sally Mann
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