La fragilità dell'umanità nei ritratti potenti di Rineke Dijkstra

Rineke Dijkstra ritrae la gamma complessa di emozioni e fragilità che l'umanità manifesta nei suoi momenti di transizione

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Rineke Dijkstra -Kolobrzeg, Poland, July 26, 1992 - courtesy of the artist and Marian Goodman Gallery, New York, Paris and London; Galerie Max Hetzler, Berlin and Paris and Jean Mot, Bruxelles

La bellezza è fragile. Vulnerabile quanto l'essenza della nostra natura e la gamma complessa di emozioni che sembrano nutrire la ricerca artistica di Rineke Dijkstra. I suoi ritratti, al pari dei quadri rinascimentali. Visioni che emergono dalle acque del mare come questa Venere betticelliana, con il costume da bagno verde lime ancora bagnato e il corpo colto in un momento di transito. Tra la spiaggia e il mare, l'infanzia e l'età adulta, la fragilità dell'identità e la forza della sua natura, che è un po' anche la nostra. Il suo sguardo è rivolto a noi, attraverso l'obiettivo di una delle fotografe olandesi contemporanee più interessanti, alle quali il De Pont Museum di Tilburg (Olanda) dedica una retrospettiva (fino al 22 luglio 2018). Una buona occasione per guardarci in faccia e dentro, attraverso ritratti tanto noti da meritare il prestigioso Hasselblad Award. Già assegnato in passato a colleghi del calibro di Wolfgang Tillmans, Joan Fontcuberta, Nan Goldin, Lee Friedlander, Hiroshi Sugimoto, Cindy Sherman e Robert Frank.

Rineke Dijkstra - Jalta, Ukraine, July 30, 1993
courtesy of the artist and Marian Goodman Gallery, New York, Paris and London; Galerie Max Hetzler, Berlin and Paris and Jean Mot, Bruxelles

Il titolo di questo scatto si limita a indicare la posizione e la data dell'incontro tra l'a ragazza e la fotografa. Il resto lo fa lo sguardo. Quello della ragazza, della fotografa, di ogni spettatore invitato a identificarsi con i sentimenti universalmente umani, rappresentati isolando ogni soggetto dal contesto. "Per me è essenziale capire che tutti siamo soli. Non nel senso di solitudine, ma piuttosto nel senso d’impossibilità di capire completamente qualcun altro. Cerco di catturare qualcosa della personalità di queste persone, ma allo stesso tempo estrapolare qualcosa di universale che riguarda l’umanità in generale".

La stessa cosa vale per tutti i ritratti della serie Bathers (nota anche come Beach Portraits), scattata da Rineke Dijkstra tra il 1992 e il 1996, poi di nuovo nel 1998. Lungo le coste sabbiose della Polonia in questo caso, di Belgio, Croazia, Inghilterra, Ucraina e Stati Uniti per gli altri. Ad accomunarle è il bisogno della fotografa di cogliere istanti di verità. "Una fotografia funziona meglio quando gli aspetti formali come la luce, il colore e la composizione, così come gli aspetti informali come lo sguardo o il gesto si uniscono. Nelle mie foto cerco anche un senso di calma e serenità. Mi piace quando tutto si riduce alla sua essenza. In un culmine. Un momento di verità".

Rineke Dijkstra - Emma, Lucy, Cécile (Three sisters 2008 – 2014), 2008
courtesy of the artist and Marian Goodman Gallery, New York, Paris and London; Galerie Max Hetzler, Berlin and Paris and Jean Mot, Bruxelles

Il medesimo bisogno ha spinto Dijkstra a estendere a una gamma più ampia di soggetti ed esperienze, la sua esplorazione delle emozioni che investono il cambiamento. La serie Mothers, ritrae le giovani mamme subito dopo il parto, con il loro bambino stretto al petto e i segni del doloroso momento appena superato. La cicatrice del taglio cesareo sul ventre di Saskia, lo slip genico di Julie o il rivolo di sangue sulla gamba sinistra di Tecla.

La bellezza di posa, composizione e dettagli del suo lavoro, si manifestano in modo analogo nella serie Los Toreros scattata in Portogallo, ritraendo diversi toreri subito dopo la corrida. Lasciando raccontare quanto successo nell'arena dai loro volti escoriati, sporchi di sangue e stravolti dalle emozioni. Dedicandosi ai giovani soldati, con Israeli soldiers, li ritrae il primo giorno di leva e subito dopo un'esercitazione di tiro. Park Portraits si dedica invece ai bambini e gli adolescenti che sospendono momentaneamente le loro attività per fissare l'obiettivo da punti panoramici di diversi parchi tematici, dal Vondelpark di Amsterdam al Prospect Park di Brooklyn.

Rineke Dijkstra, Sefton Park, Liverpool, June 10, 200
courtesy of the artist and Marian Goodman Gallery, New York, Paris and London; Galerie Max Hetzler, Berlin and Paris and Jean Mot, Bruxelles

Partendo dal presupposto che serve del tempo (di pochi minuti o di anni) alla persone per rivelare se stesse, alcune ricerche restano concentrate su un unico soggetto ritratto per anni. La serie Almerisa, porta il nome della piccola rifugiata bosniaca, arrivata a Amsterdam con la famiglia dall'età di sei anni e ne ritrae il cambiamento fino a quando non diventa una madre integrata nella società occidentale. La serie dedicata al legionario Olivier, ritrae la sua metamorfosi fisica e psicologica, dal periodo di addestramento in Francia e in Africa, alle missioni in Gabon, Costa d’Avorio e Gibuti.

Dijkstra produce anche opere video come I See a Woman Crying, acquisita da De Pont nel 2010. L'opera è dedicata a un gruppo di bambini in età scolastica, incoraggiati a discutere sul significato di un'opera dipinto da Picasso come The Weeping Woman, dapprima intimiditi poi sorprendentemente acuti come sanno essere i bambini stimolati.

Rineke Dijkstra, Ruth Drawing Picasso 2009 (single-channel video installation with sound, 6 min., 33 sec., looped)
courtesy of the artist and Marian Goodman Gallery, New York, Paris and London; Galerie Max Hetzler, Berlin and Paris and Jean Mot, Bruxelles

Nell'opera video Marianna (The Fairy Doll), il tentativo di trovare una posa naturale spinge la fotografa a non lasciare scampo alla giovane Marianna che si prepara per l'audizione in una prestigiosa accademia russa di balletto. La sala da ballo rosa tappezzata di specchi, non offre nessun nascondiglio alla giovane ballerina, insieme alla certezza che prima o poi la verità verrà fuori.

Marianna (The Fairy Doll) 2014 videostill
courtesy of the artist and Marian Goodman Gallery, New York, Paris and London; Galerie Max Hetzler, Berlin and Paris and Jean Mot, Bruxelles

La retrospettiva arrivata al Museum De Pont, dopo aver toccato il Louisiana Museum of Modern Art di Humlebæk (mezz'ora da Copenaghen), offre un'istantanea del lavoro fotografico e video di Rineke Dijkstra (Sittard, 1959), con un viaggio dal 1994 ad oggi. Dovete solo decidere se siete pronti a intraprendere un viaggio nei tratti emozionanti della vostra umanità.

Rineke Dijkstra - Sasha and Marianna, Kingisepp, Russia, november 2, 2014
courtesy of the artist and Marian Goodman Gallery, New York, Paris and London; Galerie Max Hetzler, Berlin and Paris and Jean Mot, Bruxelles
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