Prix Pictet Space: fotografia e sostenibilità in mostra da Torino ad Arles

La sostenibilità inquadrata da grandi fotografi, premiata dal Prix Pictet Space, in mostra da Camera a Torino ai Rencontres d'Arles

image
Benny Lam, Trapped 04 Series: Subdivided Flats, 2012 © Courtesy of Benny Lam (photographs), Kwong Chi Kit and Dave Ho (concept), Prix Pictet 2017

La crisi del nostro modello di sviluppo, richiede da tempo una maggiora attenzione agli stili di vita più sostenibili e alle sue implicazioni a livello ambientale, economico e sociale. Una vera mission per il prestigioso premio internazionale di fotografia Prix Pictet che dal 2008 ne mappa le urgenze e sfide più grandi, mettendo a frutto il valore della fotografia e sostenendo i suoi autori più impegnati. Un lungo viaggio nel pianeta, con gli obiettivi di grandi fotografi puntati su Acqua, Terra, Crescita, Potere, Consumo, Disordine. Giungendo a questa ultima edizione dedicata alla Spazio. Un concetto perfetto per solcare grandi distanze, anche di approcci e visioni, da quelle asfissianti di Tokyo dall'ora di punta, a quelle più aliene delle superfici di Marte. Anche con il tour espositivo, dalla tappa italiana del Prix Pictet Space, alla speciale mostra ospitata dalla 49°edizione del celebre festival di fotografia di Arles che torna al futuro.

Rinko Kawauchi Untitled. Series: Ametsuchi, 201
© Rinko Kawauchi, Prix Pictet 2017


Varia, eclettica e stimolante, quanto la gamma di proposte dei 12 finalisti. Scelti dai circa 700 fotografi selezionati dalla commissione di altissimo livello presieduta da Kofi Annan (e Segretario Generale delle Nazioni Unite), contando Valérie Belin (vincitrice del Prix Pictet Disorder), insieme a un fotografo sensibile all'argomento come Sebastião Salgado.

Il vincitore di questa settima edizione del Prix Pictet e dei (100 mila franchi svizzeri del Premio) è il fotografo irlandese Richard Mosse con la serie Heat Maps. La sua spettrale (e disumana) rappresentazione della crisi migratoria, si spinge nelle ampie zone di stallo dei profughi, oltre i limiti dello spazio e del visibile, dell'etica e dell'estetica.


Continuando a forzare i limiti della fotografia documentaria e della tecnologia, Mosse realizza tutto il progetto con una fotocamera a infrarossi capace di rilevare il calore umano fino a cinquanta km di distanza. Ricorrendo a tecnologia sviluppata dalla ricerca militare per la videosorveglianza, considerata un'arma dal diritto internazionale.

Richard Mosse, Idomeni, 2016. Series: Heat Maps, 2016-17
© Richard Mosse, Prix Pictet 2017


Il progetto vincitore alimenta la riflessione sulla sostenibilità, con la diffusione globale del suo tour espositivo, in dialogo con gli altri finalisti. Spaziando (mai termine è stato così indicato) dai confini dei viaggi migranti e il giornalismo classico del progetto Europe Migration Crisis del fotografo russo Sergey Ponomarev, alle nature morte che decorano gli uffici nel Büropflanz del tedesco Saski Groneberg.

Il collega tedesco Beate Gütschow, con la sua S Series propone un'esplorazione dell'ambiente edificato che renderebbe orgogliosi Bernd e Hilla Becher, ispirandosi a Georges Perecn Species of Spaces: "Vivere è passare da uno spazio all'altro mentre fai del tuo meglio per non sbatterti".

Sergey Ponomarev, Migrants arrive by a Turkish boat near the village of Skala, on the Greek island of Lesbos. Monday 16 November 2015, Series: Europe Migration Crisis, 2017
© Sergey Ponomarev, Prix Pictet 2017
Saskia Groneberg, Untitled. Series: Büropflanze (office plant), 2012
© Saskia Groneberg, Prix Pictet 2017
Beate Gütschow S#24, 2007. Series: S Series, 2004–09
© Bernice and Christopher Franck Collection, Singapore; VG Bild-Kunst Bonn 2017
Pavel Wolberg Ukrainian civilians stand behind a barricade as they watch riot police lines near the Maidan square in Kiev, 2014. Series: Barricades, 2009–14
© Pavel Wolberg, Prix Pictet 2017
Wasif Munem. Series: Land of Undefined Territory, 2014-2015
© Courtesy of the artist and Project 88. The project is partially supported by Samdani Art Foundation, Prix Pictet 2017

Progetti tanto lontani da avere cose in comune. Le Barricades del russo Pavel Wolberg, esplorano confini e conflitti tra manifestanti ucraine e poliziotti antisommossa, mentre il confine sfocato tra il Bangladesh e l'India di Wasif Munem li nasconde con Land of Undefined Territory.

Wolf e Lam viaggiano da Tokyo a Hong Kong, dagli spazi pubblici della città più affollata a quelli privati di quella più ricca d'oriente. Tokyo Compression del tedesco Michael Wolf ritrae i volti dei pendolari Odakyu, premuti sui vetri della metropolitana affollata all'ora di punta. Subdivided Flats di Benny Lam si dedica agli spazi claustrofobici dell'abitare nei bassifondi di Hong Kong, con il progetto ripreso dall'alto delle fasce sociali più basse, deboli e disagiate, commissionato dalla Society for Community Organization (SoCO).

Michael Wolf, Tokyo Compression 18, 2010. Series: Tokyo Compression, 2008–11
© Michael Wolf, Prix Pictet 2017
Benny Lam Trapped 08. Series: Subdivided Flats, 201
© Courtesy of Benny Lam (photographs), Kwong Chi Kit and Dave Ho (concept), Prix Pictet 2017
Sohei Nishino, Diorama Map London, 2010. Series: Diorama Map, 2010–16
© Sohei Nishino, Prix Pictet 2017

I diorami urbani mappati del giapponese Sohei Nishino, sono realizzati da migliaia di stampe scattate nell'arco di mesi per rappresentare anche gli spazi occupati da more, esperienza ed emozione. L'equilibrio quasi zen delle grandi stampe del connazionale Rinko Kawauchi, con la serie Ametsuchi, si concentra sulla tradizione agricola giapponese di yakihata 焼き畑 ("taglia e brucia"). La tecnica in disuso ma sostenibile usata per tagliare, bruciare (sterilizzato e fertilizzare) la vegetazione sui pendii dei rilievi da coltivare.

Uno studio fotografico sulla contaminazione umana degli oceani e delle coste del mondo, include gli studi a lungo termine dell'inglese Mandy Barker, condotto sui detriti di plastica che inquinano le spiagge di Cobh nel porto di Cork, in Irlanda. Il loro aspetto non è pero meno alieno dello spazio infinito esplorato da ma.rs del tedesco Thomas Ruff, il celebre studente dei Bechers e l'Accademia d'arte di Düsseldorf.

Mandy Barker Plamacina retroversta ic. III. Specimen collected from Cobh shoreline, Cove of Cork, Ireland, (Whi- te plastic horse, 3), 2015. Series: Beyond Drifting: Imperfectly Known Animals, 2015
© Mandy Barker, Prix Pictet 2017

Thomas Ruff ma.r.s. 08_II, 2012. Series: ma.r.s, 2010–13
© Thomas Ruff, Prix Pictet 2017


La mostra itinerante dei progetti è accompagnata del libro pubblicato e distribuito in tutto il mondo da teNeues, e dopo Londra, Zurigo, Tokyo, Stoccarda, Bruxelles, Mosca, New York, Città del Messico e San Diego, arriva in Italia. CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia di Torino (23 maggio - 26 agosto 2018) è stata scelta come sede ufficiale per ospitare la presentazione italiana delle opere del prestigioso premio fotografico internazionale dedicato alle tematiche della sostenibilità.



Il viaggio nello spazio del Prix Pictet è però pronto a intraprenderne anche uno nel tempo, con Prix Pictet celebrates its Laureates, lo speciale appuntamento espositivo che porta tutte le sue edizioni a Les Rencontres d'Arles (2 luglio - 23 settembre 2018). Un viaggio che riparte dalla prima, dedicata a Water nel 2008, assegnata al fotografo canadese Benoit Aquin per The Chinese Dust Bowl. Giovedì 5 luglio 2018, il prezioso contributo del Prix Pictet animerà anche la speciale presentazione al Théâtre Antique di Arles, in occasione del quale sarà annunciato il tema della prossima edizione del Prix Pictet.

Pubblicità - Continua a leggere di seguito
Altri da Magazine