FotoLeggendo 2018 una festa per la fotografia (e per Roma)

La nuova edizione di FotoLeggendo rinnova la sua vocazione di festa della fotografia, aperta a nuovi sguardi, spazi, collaborazioni e riflessioni sulla realtà, con un ricco programma di mostre, letture portfolio, premi, incontri e tanti eventi

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BABEL © Michela Battaglia e Stefano De Luigi/Courtesy FotoLeggendo

La primavera profuma di joie de vivre anche i periodi più critici. La nuova edizione di FotoLeggendo è pronta a fare lo stesso, rinnovando la sua vocazione di festa della fotografia, aperta a nuovi sguardi, spazi, collaborazioni e riflessioni sulla realtà. Per la quattordicesima volta, la kermesse organizzata e prodotta da Officine Fotografiche Roma, con la direzione artistica di Emilio D'Itri, torna a lambire i confini della fotografia contemporanea, con prospettive capaci di mettere a frutto rinascita, cambiamento, metamorfosi e un dialogo che contempla anche linguaggi diversi e innovativi. Questo a partire dalle giornate inaugurali (8-9-10 giugno 2018) nella sede di Officine in via Libetta e la mostra delle immagini che ospita con la Babel realizzata da Michela Battaglia e Stefano De Luigi (immagine d'apertura). Un progetto nutrito dalle stesse ibridazioni e radicalizzazioni che hanno determinato fatti di cronaca come l’attentato al Bataclan di Parigi (al quale si ispira).


Traces di Weronika Gęsicka
© Weronika Gęsicka ​​/Courtesy FotoLeggendo


In modo diverso ma non privo di analogie, nello spazio Bubble Loft di via degli Argonauti, le visioni surreali della giovane artista polacca Weronika Gęsicka, con il progetto Traces (Emerging Talent Awards 2016) seguono quelle delle immagini che recupera e manipola insieme alla memoria, riflettendo ironicamente su identità e veridicità, relazioni e imperfezioni del contemporaneo. Nello stesso spazio, The Restoration Will di Mayumi Suzuki segue le tracce della sua memoria familiare (devastata dal terremoto del Giappone del 2011), con un inno alla vita che nasce dalla ricostruzione.

The Restoration Will di Mayumi Suzuki
© Mayumi Suzuki/Courtesy FotoLeggendo

Lo spazio Loft torna ad accogliere anche l'esposizione dei migliori prototipi di libri fotografici selezionati dal prestigioso International Photobook Dummy Award di Kassel, Monsanto e La Crepa. Monsanto®: The Book è la trasposizione in mostra di Monsanto®: A photographic investigation del fotografo franco-venezuelano Mathieu Asselin Page. (vincitore del Fotobookfestival Kassel Dummy Award nel 2016 e dell'Aperture Foundation First Book Award nel 2017). La Crepa (4 edizioni in quattro lingue e 25.000 copie vendute) presenta per la prima volta in Italia (nel cortile di Officine) il progetto nato nel 2013 da un’inchiesta sul primo tragico naufragio sulle coste di Lampedusa, affidata da El País Semanal al giornalista Guillermo Abril e al fotografo Carlos Spottorno (25.000 fotografie, 15 quaderni di appunti, un World Press Photo vinto). Per Le Monde "ha qualcosa del romanzo fotografico, ma nulla di quello che racconta è romanzato: è tutto vero".

La crepa di Carlos Spottorno & Guillermo Abril
© Carlos Spottorno & Guillermo Abril​​/Courtesy FotoLeggendo
Monsanto di Mathieu Asselin Page
© Mathieu Asselin Page/Courtesy FotoLeggendo ​​

Insieme a una mostra sulla fotografia analogica, gli spazi di Officine Fotografiche ospitano anche la vita dei tossicodipendenti di Losanna, documentata da Only God Can Judge Me di Matthieu Gafsou (membro del nuovo collettivo MAPS), spirato dagli scritti di Antonin Artaud e William T. Vollman. Immagini che visualizzano la sfera di emozioni e sensazioni, come fa con la memoria il progetto Past Perfect Continuous di Igor Posner dedicato al ritorno nella sua San Pietroburgo dopo quattordici anni di lontananza.

Durante le sole giornate inaugurali il Circolo degli Illuminati ospita la video istallazione di Buzz Project di Alessandro Cosmelli e Gaia Light, con il ritratto simbolico dell’ecosistema urbano delle metropoli contemporanee, arrivato alla sua ottava tappa, Insieme alle due ultime inedite.

The Buzz Project - Havana Buzz (2017) di Alessandro Cosmelli e Gaia Light
© Alessandro Cosmelli e Gaia Light​/Courtesy FotoLeggendo

In mostra anche i giovani autori selezionati dai diversi concorsi legati a FotoLeggendo. La sopravvivenza delle tartarughe Caretta protagonista del Dead Sea di Carlo Lombardi, vincitore dal Premio Fotoleggendo 2017. Il lavoro di rielaborazione del France 98 di Cédric Calandrau, selezionato per il gemellaggio con il festival francese Boutographies – rencontres photographiques de Montpellier per il Prix Échange Boutographies-FotoLeggendo 2018.

Dead Sea di Carlo Lombardi
© Carlo Lombardi/Courtesy FotoLeggendo
France 98 di Cédric Calandraud
© Cédric Calandraud​​/Courtesy FotoLeggendo

I selezionati del Premio Tabò, contemplano il diario visuale complesso e ben articolato del progetto Oyster di Marco Marzocchi, insieme alle atmosfere informative sulla crioconservazione del -196° -The pioneers of resurrection di Giuseppe Nucci. Una menzione speciale è stata assegnata alla qualità della ricostruzione raggiunta dal progetto Santabarbara di Simone D’Angelo, dedicata alla provincia italiana che ha origine da una sua importante industria bellica.

L'articolato percorso espositivo della rassegna, arricchito da incontri, premiazioni, letture portfolio, presentazioni ed eventi speciali, è ancora lungo e si estende dagli spazi attigui alle Officine e il sovrapassopedonale della Stazione Metro Garbatella che torna ad accogliere la collettiva dei suoi soci, a diversi altri spazi e gallerie private. Tante inaugurazioni chiuse il prossimo 22 giugno dalla grande retrospettiva dedicata a Sylvia Plachy, fotografa e madre dell’attore Adrien Brody, con When it twill be tomorrow al Museo di Roma in Trastevere.

Adrien Brody as Richie Rude 1998 di Sylvia Plachy
© Sylvia Plachy ​​/Courtesy FotoLeggendo

Lo spazio Cowall, ospita le band indie della Generazione Wi-Fi di Giulia Razzauti e il progetto di Andrea Petrosino dedicato alle Case Parcheggio, costruite nel 1980 nel quartiere Tamburi di Taranto, noto per la sua vicinanza all’Ilva, il polo siderurgico più grande d’Italia e una tra le industrie più inquinanti d’Europa.

Il circuito espositivo tocca anche la vita dei giovani richiedenti asilo e rifugiati in Italia, con Displaced di Giovanni Pulice, esposto all’IISS Cine-tv Roberto Rossellini (sede succursale di via G. Libetta), insieme alla collettiva dei suoi allievi. Le storie di famiglia nei campi profughi nella Valle della Bekaa con Lost Family Portraits di Dario Mitidieri all'ISFCI-Istituto Superiore di Fotografia e Comunicazione Integrata.

Lost Family Portraits di Dario Mitidieri
© Dario Mitidieri​/Courtesy FotoLeggendo

Il photobooks Leporello del Pigneto ospita l'installazione di due libri di Valentino Barachini (Prima del Diluvio, Venti Oceanici), presentando La forma del silenzio di Sara Palmieri insieme alla galleria Matèria di San Lorenzo.

Il lavoro minorile in Turchia arriva in mostra nello spazio AAMOD con Haraket di Valerio Muscella. La minacciata dall’obesità alla WSP Photography con Globesity di Silvia Landi. ROAM Photography alla ROAM Gallery espone anche la fusione di migliaia di fotografie di Roma postate su Instagram da utenti di tutto il mondo con #HashtagRoma.

Colosseo di ROAM Photography
© ROAM Photography/Courtesy FotoLeggendo


L'amore? C'è anche quello! In ogni scatto della Susy Nuda fotografata da Lorenzo Sestieri, in mostra alla galleria 001 con la complicità della figlia Valentina Sestieri. "Lorenzo ha incontrato Susy in prima elementare, nel 1964. Lorenzo e Susy sono ancora innamorati." L'amore per la fotografia ovviamente le tocca tutte. Questo però è solo un assaggio di quello che si inaugura venerdì 8 giugno e resta in mostra in alcuni casi fino a settembre. Non vi accontentate!

Susy Nuda di Lorenzo Sestieri
© Lorenzo Sestieri​/Courtesy FotoLeggendo
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