Maurizio Galimberti coglie emozioni istantanee e dinamiche del contemporaneo (in mostra a Cortona)

Viaggio in oltre trent’anni di produzione dinamica e all'avanguardia del celebre istant artist di mosaici dada e ready-made

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Maurizio Galimberti - Johnny Depp, 2003 © Maurizio Galimberti

Il fascino intramontabile delle istantanee Polaroid, elevato a forma d'arte dai mosaici dada di Maurizio Galimberti, si è spinto ben oltre la pluralità di punti vista che servono a rappresentare un mito controverso come Johnny Depp. La ricerca espressiva e produzione artistica che il celebre istant artist dedica da anni a scatti singoli, mosaici e ready-made, ci offre una delle rappresentazioni più argute e affascinanti del contemporaneo. Dinamico, sfuggente e nostalgicamente saturo d'immagini prodotte, riprodotte e contraffatte. Lo sguardo ideale per arricchire di prospettive e riflessioni il 70° Congresso Nazionale FIAF (Federazione Italiana Associazione Fotografiche) con una retrospettiva alla Fortezza del Grifalco di Cortona (fino al 17 giugno 2018).

Maurizio Galimberti - Fiorario, 2018
©​ Maurizio Galimberti​


Il singolare viaggio in oltre trent’anni di produzione artistica, approfitta delle opere più significative e originali di Galimberti, per compiere un'esplorazione dei fotomosaici di Polaroid che fanno tesoro della cronofotografia di Eadweard Muybridge, del futurismo di Boccioni e del fotodinamismo di Anton Giulio Bragaglia, quanto della rilettura della storia dell'arte dei ready-made di duchampiana memoria. Immagini modificate molto prima dell'avvento di Photoshop, ricorrendo a "pennarelli, bastoncini di legno, tappi di penna", suggestioni che arrivano dalle avanguardie del Novecento e processi creativi innescati da un pioniere Dada come Marcel Duchamp, dal creatore del movimento Dada Polaroid.

Maurizio Galimberti - Cinquecento, 2003
© Maurizio Galimbert​i

Maurizio Galimberti - Achille Castiglioni, 1994
© Maurizio Galimbert​i

La sperimentazione dei mosaici di polaroid partita dai ritratti, tra talenti istrionici alla Dario Fo e visionari dell'architettura e della progettazione come Achille Castiglioni, conta tanti attori e cantanti presenti alle numerose edizioni del Festival del Cinema di Venezia. Nel 2003, tra questi c'è anche il ritratto di Johnny Depp, finito sulla copertina del Times Magazine inglese, successivamente in quella del libro antologico Portraits che li raccoglie (Silvana Editoriale, 2016). Per Galimberti, il ritratto a cui si sente più legato è però quello di Robert De Niro: "Eravamo al Tribeca Film Festival. Lui era nervosissimo, quasi infastidito. Dopo gli scatti mi buttai a terra per mettere in ordine le Polaroid appena fatte. De Niro rimase in piedi, commosso. [...] Due giorni dopo mi invitò a casa sua per fare i ritratti a tutta la famiglia".

Maurizio Galimberti - Colpo di testa, Zidane e Materazzi, 2006
© Maurizio Galimbert​i

Questo non gli ha certo impedito di estendere sguardo e istantanee alle dinamiche del quotidiano più straordinario, come il colpo di testa tra Zidane e Materazzi, sentito quanto l'Italia campione del mondo di calcio. Paesaggi, architettura e città continuano l'esplorazione di movimento e ritmo del contemporaneo, con la scomposizione e ricomposizione della caleidoscopica visione che invita lo sguardo a spostare l'orizzonte insieme allo skyline delle metropoli del mondo. Un viaggio nello spazio fisico e mentale dei futuristici paesaggi urbani di New York e Roma, da Berlino a Venezia, insieme alla Milano ispirata dalla città che sale di Umberto Boccioni.

Maurizio Galimberti - Yellow Dance, New York, 2006
© Maurizio Galimbert​i
Maurizio Galimberti - Roma, 2003
© Maurizio Galimbert​i

La retrospettiva di Maurizio Galimberti, ospitata nella Fortezza del Girifalco con le mostre del 70° Congresso FIAF e dell’evento Cortona FotograFIAF, è in buona compagnia di quelle dedicate a Stefania Adami, Nino Migliori, Vasco Ascolini, Filippo Venturi, Matteo Ballostro, Michele Crameri, Antonella Monzoni e Augusto Cantamessa, insieme alle immagini del contest fotografico Per Amore, promosso da UNHCR, l’Agenzia ONU per i Rifugiati.

Maurizio Galimberti - George Clooney, 2003
© Maurizio Galimbert​i
Maurizio Galimberti - Moran Atias, 2006
© Maurizio Galimbert​i
Maurizio Galimberti - Sting, 2006
© Maurizio Galimberti
Maurizio Galimberti - Tropea, 2003
© Maurizio Galimbert​i
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