Black Women: Power and Grace, la mostra da non perdere a New York

Il collettivo di fotografi afroamericani Kamoinge torna ad esplorare la forza e la grazia della donna nera con una nuova mostra

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Pat Evans, New York 1971© Anthony Barboza/Courtesy Kamoinge - Black Women: Power and Grace

Il fascino glabro, la pelle scurissima e lo spirito libero di Pat Evans, hanno sedotto il mondo, stravolto standard di bellezza e sfidato la discriminazione riservata alle donne e alle donne nere, sin dagli anni settanta. Non stupisce che la grazia del suo poderoso profilo da dea, colta dall'obiettivo dell'afroamericano Anthony Barboza, sia stata scelta come immagine guida di Black Women: Power and Grace, esposta alla The National Arts Club, Grand Gallery di New York (28 maggio - 30 giugno 2018). Una nuova mostra del pionieristico collettivo di fotografi afroamericani Kamoinge, nato nel 1963 a Harlem (mentre la legge sui diritti civili giungeva al Senato degli Stati Uniti), con l'obiettivo di rivoluzionare l'immagine dei suoi figli più scuri, emarginati e discriminati. Non solo nel mondo della fotografia.

Figli come Eli Reed, primo fotografo nero entrato a far parte della celebre agenzia Magnum Photos e autore dello scatto in mostra che arriva dal profilo Instagram del collettivo, insieme al ritratto di donne nere come Maya Angelou, Maxine Waters e Dionne Warwick che si tengono per mano. Roy DeCarava, oltre ad essere il primo direttore del collettivo è anche il primo artista afroamericano a vincere il Guggenheim Fellowship. Radcliffe Roye è considerato uno dei migliori street photographer americani. Russell Frederick, vice presidente di Kamoinge e tra gli organizzatori di questa nuova mostra, oltre a fotografare il cuore nero di Brooklyn e quello di Barack Obama alla Casa Bianca, è anche l'autore di questo inno alla vera forza vitale del mondo generata dalla donna. Al potere della grazia protagonista dei ritrati da 0 a 100 anni di June DeLairre Truesdale.

Russell Frederick - Blessed, Brooklyn, NY 2009
© Russell Frederick / Kamoinge

June DeLairre Truesdale - Ajama anda Chi, Harlem, NY 2002
© June DeLairre Truesdale / Kamoinge

Kamoinge, che in lingua gikuyu (o kikuyu, Africa orientale) significa «persone che lavorano insieme», da oltre un cinquantennio collabora ad attività espositive, educative ed editoriali di scambio e crescita, per cambiare la percezione stereotipata e stigmatizzata degli afroamericani, promuovendone i valori con i suoi professionisti, sin dalla prima collettiva TheNegro Woman. Tenuta nel 1965, prima dell'avvento delle Black Panther e dell'assassinio di Martin Luther King, dopo quello di Malcolm X che aleggia anche su questa nuova collettiva, con la fotografia scattata il giorno del funerale da Adger Cowans (co-fondatore e presidente di Kamoinge), puntando l'obiettivo sulla forza monolitica della moglie e attivista Betty Shabazz.

Adger Cowans - Betty Shabazz at funeral for Malcolm X, NY, 1965
© Adger Cowans / Kamoinge

Le donne sono protagoniste di Kamoinge e delle sue attività in tanti modi, grazie al contributo degli uomini e le prospettive vibranti di pioniere come Ming Smith, prima fotografa afroamericana entrata nel collettivo e nella collezione del Museum of Modern Art di New York. Seguita subito dopo da Toni Parks, artista impegnata e figlia del celebre Gordon Parks, protagonista di questa nuova mostra con un ritratto scattato da Ronald Herard.

Ronald Herard - Toni Parks, Harlem 2012
© Ronald Herard / Kamoinge

La costante crescita di Kamoinge, fornisce alla rappresentazione della femminilità afroamericana di Black Women: Power and Grace, un mix di ritratti storici e contemporanei, figli di generazioni e generi diversi, dal reportage alla moda, dai contrasti in bianco e nero anni 70 di Frank Stewart, a quelli più fashion e colorati delle signore di chiesa, fotografate nel 2005 da Jamel Shabazz.

Frank Stewart - Contrast in Black and White, 1970
© Frank Stewart / Kamoinge
Jamel Shabazz - Church ladies. New York, 2005
© ​Jamel Shabazz / Kamoinge

La lotta contro cliché, pregiudizi e discriminazione è rappresentata anche dal contributo dei nuovi membri femminili del collettivo, con le tematiche LGBTQ esplorate da Lola Flash, le pratiche spirituali in Senegal di Laylah Amatullah Barrayn, le storie delle donne nere in gran parte trascurate dal movimento #MeToo di Ruddy Roye, mentre l'autoritratto del Delphine Fawundu sfida a ripensare i nomi con i quali chiamiamo le donne nere.

Delphine Fawundu - What Do They Call Me, My Name Is Aunt Sara, 2010 (self portrait with writing on back)
© ​Delphine Fawundu / Kamoinge

Il potere delle donne è sotto gli occhi di tutti, i tempi sono maturi per emancipare sguardi e coscienze sulle differenze che non ci rendono poi così diversi. Lo sguardo sull'universo femminile toccato dalla mostra è molto più ricco, anche se sfiora appena quello in continua evoluzione del collettivo, impegnato a valorizzare l'identità della cultura afroamericana e le potenzialità della diaspora. Argomenti da approfondire, anche approfittando del loro profilo Instagram (o contattando il loro Vice Presidente Russell Frederick @kamoinge. Russell @ gmail. com).

C. Daniel Dawson - Judith Jamison and Michelle, New York 1970
© C. Daniel Dawson / Kamoinge
Salimah Ali, Ada, Queens, N.Y. 2014
© Salimah Ali / Kamoinge
Jules Allen - One for Roy, New York, 2016
© ​Jules Allen / Kamoinge

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