L'editoriale del nuovo numero di Marie Claire di settembre 2018

"Non c’è passione nel vivere in piccolo, nel progettare una vita che è inferiore a quella che potresti vivere" Nelson Mandela.

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Non c’è passione nel vivere in piccolo, nel progettare una vita che è inferiore a quella che potresti vivere. Nelson Mandela

Accostamento azzardato. Se le massime del Piccolo Principe hanno segnato la vita sentimentale di molte (tutte vogliono essere la rosa speciale), Nelson Mandela è diventato il filosofo della vita alla grande. Grandissima la sua, e queste parole sembrano perfette per il nostro numero. Le quattro attrici protagoniste delle copertine e interpreti della moda a Venezia hanno aspirazioni internazionali, si cimentano in produzioni e film all’estero, ma non senza difficoltà: «È dura per noi italiani a Hollywood», dice Sara Serraiocco. «Ma vado avanti». Volontà e talento hanno più forza se li sostiene una grande passione.

A Venezia, in questa Mostra che si preannuncia ricca e interessante, arriveranno Bradley Cooper e Alessandro Borghi (sì, non male i due!). A noi raccontano le lezioni imparate, le persone importanti nel loro percorso e come sono riusciti il primo a realizzare il sogno della regia (ma è anche interprete e canta con Lady Gaga) e il secondo a diventare uno degli attori più ricercati della scena italiana: dicono che la sua interpretazione di Stefano Cucchi, il giovane morto in carcere, sia straordinaria.

Niente vite in piccolo: ce l’hanno fatta.

Ci provano anche le donne che ruotano intorno al mondo dei nerd miliardari nella Silicon Valley: ci parlano di sessismo e di lavoro senza sosta (uno dei benefit offerti da certe aziende è il congelamento degli ovuli per programmare la maternità), ma anche di adrenalina e di opportunità da cogliere per proiettarsi nel futuro.

Un altro pensiero di Mandela ha illuminato Andre Agassi nella via alla rinascita. «Io sono il padrone del mio destino. Sono il capitano della mia anima». Il grande tennista degli anni 90 ha finalmente trovato la sua dimensione nella famiglia costruita con Steffi Graf e nella fondazione che sostiene l’istruzione infantile. Lui non ha avuto scelta: invece dello
studio il padre lo costringeva ad allenarsi. Ma è a scuola che spesso si trovano mentori che ci fanno vedere quello che vorremmo diventare,
che ci mostrano gli strumenti per un lavoro che sarà anche una passione. E per lasciar perdere i Bullshit Jobs, come li definisce David Graeber in un libro: i lavori del cavolo.

Il numero è ricco: storie (c’è anche un racconto esemplare di Zadie Smith), sogni (vi portiamo nella haute couture) e molto altro che ci auguriamo vi appassioni.

Le vacanze mi portano in Sudafrica, forse anche per questo “sento” Nelson Mandela.

Sarà un buon rientro.

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