Donna, erotismo e fotografia, messi a fuoco e a nudo da Paris Photo 2018

La più grande fiera fotografica europea torna a Parigi, con un ricco programma dominato dalle donne, davanti e dietro l'obiettivo, un nuovo focus sulla fotografia erotica e

donna africa, angelo, Paris Photo 2018
Malaïka Dotou Sancofa # 4 – 2016, Laeïla Adjovi e Loïc Hoquet, L'Agence à Paris (Galerie Catinca Tabacaru)

Parigi ama la fotografia in tutte le stagioni, ma appassionati e professionisti aspettano il mese di novembre, con un programma di grandi eventi coronato dalla 22 edizione del Paris Photo (8 - 11 novembre 2018). La più grande fiera di foto in Europa è pronta a tornare sotto le cupole vetrate del Grand Palais, estendendosi al resto de La Ville Lumiere, con eventi, feste e mostre collaterali. Un programma articolato, arricchito da una nuova sezione 'curiosa' d'immagini erotiche e un tour espositivo dedicato alla donna davanti e dietro l'obiettivo.

James Barnor - Sick Hagemeyer shop assistant, 1971
© James Barnor (Galerie CLÉMENTINE DE LA FÉRONNIÈRE)
Philip Pocock - Miriam and Bestia Kottbusser Tor, 1982
© Philip Pocock, INDA Gallery

La donna spicca letteralmente il volo con il tour di Paths Elles X Paris Photo curato da Fannie Esouclen, toccando argomenti e riflessioni sull'universo femminile, vissuto e inquadrato da fotografe di ogni età e latitudine. Un mondo complesso e affascinante, incarnato dall'ibridazione culturale e di genere della figura quasi mitologia di Malaïka Dotou Sankofa, realizzata dalla franco-belinese Laeïla Adjovi con Loïc Hoquet. Dallo sguardo lucido sulla complessità identitaria del contemporaneo (a partire da quella di donne e africani), librato dalla poesia e dalle ali (di metallo e cera) della statuaria donna nera che veste indumenti maschili occidentali. Un angelo (Malaika in swahili) che fa tesoro del passato per viaggiare nel futuro, sorvolando la fiera parigina con il dialogo dei fotografi di cinque continenti rappresentati dalla Catinca Tabacaru di New York e Harare nello Zimbabwe.

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Il contributo delle circa duecento gallerie che arricchiscono le sezioni della fiera, compresa quella dedicata ai libri, consente comunque di guardare il mondo delle donne da prospettive diverse. Le fotografie scattate da donne o uomini, spaziano dalla Circe (Kate Keown, 1865) di Julia Margaret Cameron, la madre migrante di Dorothea Lange e le eroine di Bettina Rheims, alla donna della tribù Yawanaw fotografata da Sebastião Salgado, con le signore della notte di Daido Moriyama, o quelle della Chanel Premiere del 1987 di Guy Bourdin.

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Il mondo che contempla la vibrante spiritualità femminile ritratta da Delphine Diallo, ma anche da Cristina de Middel, sembra così distante da quello elaborato da Mickalene Thomas, scelto come immagine ufficiale di questa edizione della fiera. In realtà è solo un frammento (ok, tanti frammenti colorati), dell'universo complesso ed eterogeneo che lascia convivere le modelle di Paolo Roversi, con le donne torturate in Sudan di Andres Serrano, quelle in abito da sirena di Horst P. Horst, con quelli troppo lunghi per le ragazzine di Alec Soth. Anche il colore non accorcia distanza e differenza, dal mare della Monte Carlo di Jacques-Henri Lartigue, alle strade della San Francisco di Pieter Hugo.

Hugo Pieter - Untitled, San Francisco, 2014
Hugo Pieter Courtesy of Stevenson, Cape Town and Johannesburg
Janine Niépce - Fête MLF à Vincennes, 1973 - S. de Beauvoir présidente du mouvement de libération de la femme
© Janine Niépce, per gentile concessione di Polka Galerie

I ritratti della femminilità di Valérie Belin, mostrano quello che desideriamo, insieme a quello che ha il potere d'influenzarci e ingannarci. Lo scatto di Janine Niépce, nel 1973 inquadra anche Simone de Beauvoir, presidente del Movimento di Liberazione della Donna. C'è anche Cindy Sherman fotografata da Martin Schoeller, a riflettere sulla costruzione dell'identità, le strategie di rappresentazione e la natura ambigua della fotografia.

Dalle donne velate nell'Afghanistan dei reportage di James Nachtwey a quelle svelate nell'Iran moderno di Shadi Ghadirian, la distanza è tanta, ma riesce a far dialogare passato e presente, insieme ai ritratti interiori delle donne contemporanee di Trine Søndergaard.

James Nachtwey - Iraq - 2003
© James Nachtwey Archive, Hood Museum of Art, Dartmouth (Galleria CONTRASTO)
Shadi Ghadirian, Like Every Day series, 2002
© Shadi Ghadirian & Silk Road Gallery
Trine Søndergaard - Surrigkap, Dress of Mourning, 2016
© Trine Søndergaard, Courtesy Bruce Silverstein Gallery

Il discorso di genere si estende anche al focus sulla fotografia erotica della nuova sezione Curiosa, di nome e di fatto, con la selezione accurata di Martha Kirszenbaum, recentemente nominata curatrice del padiglione francese alla Biennale di Venezia del 2019 (ad alto tasso di presenze femminili anche quella). Una piccola mostra per scrutare grandi questioni di dominio, sottomissione e potere, con il contributo di maestri del genere come Nobuyoshi Araki, dal realismo viscerale di Antoine d'Agata, alle intriganti indagini sul corpo e la sessualità di Jo Ann Callis.

Jo Ann Callis - Untitled, portfolio Early Color. 1976,
© Jo Ann Callis, courtesy ROSEGALLERY

La punta di un iceberg che ha in serbo veramente tanto, tra una giornata di colloqui e discussioni di artisti sulle donne in fotografia, a cura di Fannie Escoulen e una conversazione tra Daido Moriyama e Simon Bakerm, la mostra di Baptiste Rabichon (vincitore della BMW Residency) e quella degli studenti di Carte Blanche 2018.

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A questo aggiungete tutti gli eventi che toccano diversi spazi culturali della città con la fiera, ma anche con il Fotofever al Carrousel du Louvre (8-11 novembre 2018) e il Salon de la Photo al Paris Expo Porte de Versailles, mentre la Fondazione Henri Cartier-Bresson lascia il vecchio atelier di Montparnasse per trasferirsi nel cuore del Marais (rue des Archives, 79), con la nuova sede inaugurata da una grande retrospettiva dedicata a Martine Franck. Parigi ama la fotografia e anche la donna, tranquilli, non solo a novembre.

Tod Papageorge - Untitled, New York, 1967
© Tod Papageorge, courtesy Galerie Thomas Zander, Cologne
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