Jimei x Arles 2018: Dalla Cina con furore, amore, premi alle donne e fotografia contemporanea

La fotografia contemporanea arriva dalla Cina con Jimei x Arles 2018, tra i ricordi di domani, rapporti sperimentali e il primo premio fotografico dedicato alle donne vinto da Pixy Liao

Pixy Liao, Play Station, relazione, smalto rosso
Play Station, From series, For Your Eyes Only, 2013 © Pixy Liao © Pixy Liao, vincitrice Jimei × Arles - Madame Figaro Women Photographers Award 2018 / Courtesy of the Artist

Possiamo lasciare andare qualche consuetudine sull'incontro tra Oriente e Occidente, insieme a diversi cliché sul made in Cina, perché il programma del 2018 Jimei x Arles International Photo Festival, sembra deciso a sfatarli (dal 23 novembre 2018 al 2 gennaio 2019). Guardando in faccia il presente con quello che non teme il dialogo tra passato e futuro, come fanno i ricordi di domani della fotografa Lau Wai (Hong Kong, 1982) nell'immagine di apertura, tra gli aspiranti del Jimei x Arles Discovery Award. Lasciando dialogare il meglio della fotografia contemporanea, giunta da tutto il mondo con i ritorni al futuro dei Les Rencontres de la photographie d'Arles 2018, con la fotografia cinese più interessante e all'avanguardia.

Coca Dai, 20130823 - From the series Judy Zhu 2008-2015, 2013
© Dai Jianyong / Courtesy of the Artist

Il ricco programma di mostre, focus orientali, incontri, eventi e premi, intensifica il dialogo alla base della credibilità dal festival cinese. Raggiunta in soli tre anni, con qualcosa come 160.000 visitatori (60.000 solo nel 2017), grazie anche all'impegno di fondatori come Sam Stourdzé, direttore dei Rencontres d'Arles, insieme a RongRong, pioniere della fotografia in Cina e fondatore del suo primo museo, Three Shadows Photography Art Center.

Il Xiamen Photography di Three Shadows, con il Jimei Citizen Square, nel quartiere Jimei, ospitano i contributi del festival in arrivo da tutto il mondo, insieme al North Shore Art District, al centro della vivace e moderna città costiera di Xiamen, diventata patria della moda indipendente della Cina.

Wong Wingsang, Those Days, From The Dazzling Black Series, 2018 - Jimei x Arles Discovery Award
© Wong Wingsang / Courtesy of the artist

Sono le piramidi immaginate da un maestro e fotografo Magnum come René Burri, ad arricchire le otto mostre in arrivo da tutto il mondo con la 49°edizione dei Rencontres de la photographie d'Arles. Insieme alla mostra del New Discovery Award - 2018 Book Awards, la gallery couture Being Human dell'americano William Wegman, o H + dello svizzero Matthieu Gafsou. Dalla Polonia di Wiktoria Wojciechowska con A Pillar of Smoke - A Look at Turkey’s Contemporary Scene Sparks, alla Francia de Les Inachevés - Lee McQueen di Ann Ray e droit à l'image di Christophe Loiseau. E siamo solo all'inizio.

Li Sixiong, Splendid Tranquility, 1985 - Turning point-Fujian photographers from the 1980s
© Li Sixiong / Courtesy of the artist

L'approccio espositivo punta comunque a guardare lontano da prospettive molto diverse. Diciamo anche agli antipodi, spaziando dalla fotografia aerea di Eyes of Sky – 1950s and 1960s Aerial Photos of Southeastern Coastal Cities of China (proposte da Xu Lin e Gu Zheng); alla collettiva che invita a osservarsi (mentre siamo osservati) con You Are Not Paranoid, Observe Yourself Being Watched (a cura di Shanghai e New York MiA Collective) approfittando dei contributi di Chen Xiao, Woo Ram Jung, Lee Youngho, Lu Chong, Luo Xiyu, Jonathan David Smyth, Zhong Jinming e Zhou Yichen.

Lau Wai - Lau Wai, I’m just Wan Chai girl (The Memories of Tomorrow) 2018
© Lau Wai / Courtesy of the artist.
Wang Lujia, In the Park, Xiamen, 1987 Archival Digital Print - Turning point-Fujian photographers from the 1980s
© Wang Lujia / Courtesy of the artist

Artisti e curatori locali di Xiamen sono protagonisti delle due collettive Local Action. Turning Point – Fujian Photographers from the 1980's cura di Zeng Huang, con gli scatti di Chen Yongpeng, Cui Jiannan, Jiao Honghui, Li Shixiong, Wang Jiaolu, Zeng Huang e Zhou Yuedong. If The Sunlight Were A Stage Set… a cura del giovane Xiamen collective Axis Art, con le opere di Chen Min, Chen Zhuo, Chia Wei Hsu, Jin Jing, Luo Shao e il collettivo Happy Bird.

China Pulse e Crossover Photography si concentrano sulle tendenze più attuali della fotografia cinese, selezionate da contesti curatoriali ed esposte con A Long Day in a Regular Year di Li Lang (a cura di Liu Jie) e lo sguardo femminile collettivo di Fluctuation (a cura di Gan Yingying), in mostra con i contributi di Cai Yirong, Cao Mengwen, Du Yanfang, Gan Yingying, Song Shuyang, Wu Mengyuan, Zhou Yang. Solo alcuni degli obiettivi femminili che animano il festival, anche come vincitrici dei suoi ambiti premi.

Song Shuyang, from Mirror Series, 2015-2018 - China Pulse/Fluctuation - nominee 2018 Jimei x Arles – Madame Figaro Women Photographers Award
© Song Shuyang /Courtesy of the artist
Gan Yingying, Flesh and Bones, 2018. Courtesy of the artist - Fluctuation - nominee 2018 Jimei x Arles - Madame Figaro Women Photographers Award
© Gan Yingying /Courtesy of the artist

La scelta dei dieci talenti della fotografia cinese, selezionati da cinque curatori (Dong Bingfeng, Li Jie, Liu Qianxi, Holly Roussell e Wang Yan) ha assegnato il Jimei x Arles Discovery Award 2018 a Lei Lei (1985) con la nostralgia del progetto Weekend, usata come mezzo contemporaneo di usare le immagini, in mostra al Jimei × Arles International Photo Festival fino al 2 gennaio 2019 e ai Rencontres d'Arles 2019, come accaduto per White Night di Feng Li, vincitore della scorsa edizione.

Lei Lei, Potted Landscape Art Exhibition, Bonsai Art Exhibition Office, 1979 vincitore Jimei x Arles Discovery Award 2018
© Courtesy Lei Lei

Spingendosi oltre schemi e ruoli di genere (capezzoli e unghie rosse), con i dieci anni d'amore e accattivante Experimental Relationship (racconta nel volume finito in momination per il First Photobook Award della Paris Photo / Aperture Foundation), è la fotografa cinese Pixy Liao, a vincere la seconda edizione del Jimei × Arles - Madame Figaro Women Photographers Award. Il primo premio fotografico dedicato alle donne in Cina, grazie al sostegno di Women in Motion, programma internazionale del gruppo Kering, lanciato nel 2015 per mettere in evidenza il contributo delle donne alle industrie guidate dall'immagine.

The King Under Me, From the series, Experimental Relationship, 2011 © Pixy Liao, vincitrice Jimei × Arles - Madame Figaro Women Photographers Award 2018
© Pixy Liao / Courtesy of the Artist

Superando i progetti di Chen Xiao e Zhou Yichen, Du Yanfang, Gan Yingying, Liao Yijun, Shao Ruilu, Song Shuyang, Wu Mengyuan e Zhou Yang, la fotografa ha conquistato un premio in danaro (50.000 RMB) e una serie fotografica da realizzare per la rivista femminile internazionale Madame Figaro China, come accaduto per The Bliss of Conformity di Guo Yingguang, vincitrice della prima edizione nel 2017.

Study of vegetables, hand coloured photographs on cardboard, 1980 - Anything That Walks - Vernacular Food Photography from China - Collector’s Tale
Courtesy of The Archive of Modern Conflict

Anything That Walks - Vernacular Food Photography from China (a cura di Ruben Lundgren e Timothy Prus) nutre il percorso espositivo in senso fiugurato con il cibo della raccolta eterogenea di album e foto amatoriali dalla vasta collezione di The Archive of Conflitto moderno, rinnovando l'appuntamento del festival con i tesori del collezionismo fotografico dell'annuale Collector's Tale.

Limb Eung Sik, Job hunting, 1953 - Seoul Photography Museum - Greetings from Korea
© Limb Eung Sik / Courtesy of the artist

Saluti dalla Corea

Il focus che ogni anno il festival dedica alla fotografica di un paese asiatico, con Greetings from South Korea punta sul contingente sudcoreano gli obiettivi di ben tre mostre e altrettante generazioni di fotografi. Tutte curate e prodotte in collaborazione con un museo della fotografia come il The the SongEun Art and Cultural Foundation di Seoul. Un viaggio nel tempo partito con le vecchie e affascinanti stampe in bianco e nero di un pioniere, amministratore, educatore e critico coreano come Limb Eung-sik, esposte con Limb Eung-sik – History Through The Lens (a cura di Seok Jae-Hyun).

Reinventing Our Time (a cura di Seok Jae-Hyun) indaga cosa significa essere coreani nel dopoguerra fotografato da cinque dei suoi fotografi più importanti. Kim Jungman, Koo Bohnchang, Lee Gap-Chul, Min Byung-Hun e Park Ki Ho. Same Seasons, Different Memorie (a cura di Park Haeni) con i contributi di Becco Jungki, Chung Heeseung, Ha Tae-Bum, Kim Seunggu, Yoo Youngjin, riflettono sui tempi che cambiano durante le stagioni della natura umana.

MIN Byung-Hun, MG186, 2010 - Captions Reinventing our time - Seoul Photography Museum - Greetings from Korea
© MIN Byung-Hun / Courtesy of the artist


A toccare la Corea del Nord, spingendosi oltre i confini del formato fotografico, provvede la nuova sezione Project Room, inaugurata da 3DPRK| Portraits from North Korea. Un progetto realizzato dal fotografo di stanza a Lubiana Matjaž Tančič, in collaborazione con Koryo Studio, recentemente pubblicato dalla celebre Jiazazhi Press cinese, specializzata in libri fotografici.

Ri Gyong-sun, 45, Maintaining Ancient History Section, Folk Park Pyongyang - 3DPRK | Portraits from North Korea
© Matjaž Tančič with Koryo Studio

2018 Jimei x Arles International Photo Festival - poster
2018 Jimei x Arles

Pubblicità - Continua a leggere di seguito
Altri da Magazine