L'editoriale del nuovo numero di Marie Claire di gennaio 2019

"Io a rete ci vado, e questo, nei momenti più delicati e importanti, è un vantaggio che ho sugli avversari", Roger Federer

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Redazione

Io a rete ci vado, e questo, nei momenti più delicati e importanti, è un vantaggio che ho sugli avversari. Roger Federer

Lo scorso gennaio abbiamo lanciato la sfida della gentilezza. Ora aggiungiamo una nuova missione: creare una rete più umana. Nel mondo digitale che ha ridisegnato le nostre vite, ma anche nei rapporti personali. E abbiamo iniziato a farlo in questo numero.
Siamo stati a Copenhagen per capire come si vive in uno Stato che sa tutto dei suoi cittadini grazie a un codice, il CPR, che registra ogni informazione: dal gruppo sanguigno a ogni centesimo guadagnato. Riccardo Romani ci racconta una società più felice, guidata dalla fiducia. Dove quei dati sono usati in modo efficiente per elevare la qualità dei servizi. Chi non baratterebbe la privacy per un rimborso assicurativo che arriva in nove minuti?

Nel 2019 sarà bello celebrare Leonardo da Vinci, a 500 anni dalla morte: il genio eclettico che ha testimoniato la grandezza dell’Uomo. Potrebbe rinascere oggi? Forse sì, suggerisce Michele Neri, e nei panni di una donna, con una forza generativa positiva. I segnali ci sono e, senza essere Leonardo (sì, il paragone è estremo) nell’aria ci sono voci femminili, fresche e potenti, che portano cambiamento. Abbiamo selezionato 14 giovani under 30 da tutto il mondo, e Cecilia Falcone ce ne parla: ragazze brillanti, attiviste intelligenti, hanno la lucidità per lasciare un segno.

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Emanuela Mirabelli, la nostra photoeditor, ha invece scovato un progetto curioso: una fotografa si è autoritratta come otto delle donne di Picasso, un altro genio dell’arte indiscusso, ma discutibile nelle sue relazioni. Chi l’ha adorato ha subito l’incantesimo del suo narcisismo. E Chiara Gamberale, scrittrice dei sentimenti, analizza le sue “vittime” con la consapevolezza che in ognuno di noi c’è qualcosa di loro. Per rompere l’incantesimo negativo suggerirei il metodo Gaby (capirete leggendo).

Un altro scrittore, Richard Mason, ci spiega invece la Born Free Generation del suo Paese, il Sudafrica. I ragazzi nati dopo la storica elezione di Nelson Mandela (il prossimo 27 aprile saranno 25 anni) hanno un compito audace: vincere le differenze che ancora funestano quella terra bellissima. Mason intanto “fa rete” con la sua Fondazione.

Storie da scoprire e riflessioni sul nostro futuro. Ma anche belle pagine di moda e di bellezza (troviamoci un cotch, una tana per questa fine d’anno). E un gioco molto femminile: come ci vestiremo la prossima stagione? Ivana Spernicelli e il team moda vi propongono i nostri look preferiti dalle sfilate. Prendete nota.

Mancano soltanto i nostri auguri: che sia un anno più leggero (lo so, mi ripeto), pieno di fiducia nonostante tutto. Ma anche più consapevole e umano. Felice 2019!

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