L'umanità fotografata da Elliott Erwitt è in mostra con grandi icone, storia e molti cani

L'umanità è piena di contraddizioni, i cani hanno solo più capelli, ma la poesia ci salva tutti ed Elliott Erwitt la fotografa con leggerezza e ironia da tutta la vita (e tre mostre italiane ne sono la prova).

Elliott Erwitt, foto cani
Elliott Erwitt, USA. New York, 1974 © Elliott Erwitt/MAGNUM PHOTOS

90 anni vissuti con parecchia ironia e uno sguardo spalancato sull'umanità, (con una leggerezza tanto profonda da sfiorare la poesia), rendono Elliott Erwitt uno dei reporter più acuti del XX secolo e tra i più longevi della celebre Magnum Photos. Un fotografo dalla verve incontenibile, capacissimo di abbaiare ai cani per strappargli reazioni inaspettate, usando una trombetta (che ora porta legata al bastone da passeggio) per ottene un effetto analogo da ogni genere di persona. Anche se questi stratagemmi non sono serviti a intrufolarsi tra Nikita Khrushchev e Richard Nixon durante un'accesa conversazione, a strappare una lacrima dal volto velato di Jacqueline Kennedy al funerale del marito, o il sorriso di un bambino che si punta una pistola alla tempia. Tutto quello che al momento anima ben tre mostre in Italia, piene di poesia, denuncia e ironia, cani e allegorie della natura umana, strappati alla strada e alla storia.

Elliott Erwitt, Marilyn Monroe, New York, 1956
© Elliott Erwitt/MAGNUM PHOTOS

A Erwitt (nato Elio Romano Erwitz il 26 luglio 1928 a Parigi) dobbiamo la scoperta di parecchi orizzonti, insieme alle sfumature più drammatiche e ironiche di storia e cultura contemporanea. Ritratti intimi di personaggi pubblici del calibro di Marilyn Monroe e baci rubati dallo specchietto retrovisore di auto in contemplazione dell'immenso (e del mare). Forse senza l'aiuto di Erwitt, anche il reportage sulla fine della primavera di Praga di Josef Koudelka, non sarebbe mai arrivato al mondo intero, mentre il suo autore era anonimo, esule e apolide.

Elliott Erwitt, USA. California. 1956
© Elliott Erwitt/MAGNUM PHOTOS

Facendo il giro del mondo con l'agenzia Magnum e da freelance di magazine del calibro di LIFE, Elliott Erwitt ha fotografato di tutto. La tensione di Grace Kelly, fidanzata del principe Ranieri e futura Principessa di Monaco. La sensualità de L'angelo azzurro in frac di Marlene Dietrich, destinato a renderla una grande star in tutto il mondo. Che Guevara e Fidel Castro alle prese con la rivoluzione cubana e J.F. Kennedy mentre si gode un sigaro cubano. L'ironia è chiara, anche se forse non avremo mai la certezza dello zampino di Cuba nell'assassinio del 35º presidente americano.

Elliott Erwitt, USA. New York. 1955
© Elliott Erwitt/MAGNUM PHOTOS

L'obiettivo del fotografo è molto democratico e attratto da quello che resta invivibile sotto gli occhi di tutti, dagli orizzonti urbani di Parigi o New York, a quelli umani e seducenti di Las Vegas. La folla in delirio davanti alla muscolatura da competizione di un giovane Arnold Schwarzenegger, o l'umanità che contempla l'arte nei musei del mondo, protagonista della celebre serie Museum Watchers. Questa foto, scattata al Museo del Prado di Madrid dopo ore di attesa, ritrae di spalle un gruppo di visitatori uomini in contemplazione della Maya Desnuda di Goya, mentre l'unica donna presente nell'immagine si concede la solitaria osservazione della sua pudica Maya Vestida.

Elliott Erwitt, Prado Museum Madrid, Spagna 1995
© Elliott Erwitt/MAGNUM PHOTOS

Questo è un piccolo assaggio di quello che al momento possiamo trovare in mostra in Italia, da Pavia a Torino, passando per Treviso. Elliott Erwitt – Icons, allestita alle Scuderie del Castello Visconteo di Pavia (fino al 27 gennaio 2019), è la prima a chiudersi con un lungo viaggio in momenti pubblici e privati del 900, dallo scatto del celebre incontro di pugilato tra Muhammad Alì e Joe Frazier, all'incantevole chiaroscuro della sua primogenita, osservata dalla mamma e dal gatto, mentre è stesa sul letto.

Elliott Erwitt, Parigi, Francia, 1989
© Elliott Erwitt/MAGNUM PHOTOS

I cani sono come gli umani, solo con più capelli, alla Casa dei Carraresi di Treviso (fino al 3 febbraio 2019), offre una ricca selezione degli scatti puntati su ogni genere di cane e padrone, incontrati lungo le strade del mondo. Un viaggio nelle allegorie della natura umana, incarnate dalla fusione tra cane e padrone di Bulldog newyorchesi che ci tagliano la testa, la compiacenza del bassotto che si gode il sole sulla chaise longue, il Jack Russell al guinzaglio che spicca il salto quando il fotografo 'abbaia', o la dignità del Chihuahua con il dolce vita ad altezza caviglia.

Tanti amici pelosi, ispiratori di campagne pubblicitarie, protagonisti di libri e film che Elliott Erwitt fotografa da anni per tante ragioni diverse: "Molti dei cani raffigurati mi avevano incuriosito per la situazione insolita, altri erano riusciti particolarmente bene nelle fotografie dalla composizione impeccabile e altri ancora sembravano trascendere il loro fascino scontato e spontaneo per divenire allegoria della condizione umana."

Elliott Erwitt, Provenza, Francia, 1955
© Elliott Erwitt/MAGNUM PHOTOS

Elliott Erwitt. Personae, ospitata nelle Sale dei Paggi della Reggia di Venaria Reale (fino al 24 febbraio 2019) chiude il tour espositivo italiano con la prima retrospettiva delle sue celebri fotografie in bianco e nero, affiancate da quelle a colori ancora in gran parte inedite. La retrospettiva curata da Biba Giacchetti, presenta il 'fotografo della commedia umana', insieme al suo dissacrante alter ego André S. Solidor, scagliato contro il mondo di eccessi e stereotipi dell'arte contemporanea. Una coppia avvincente con la quale compiere ancora parecchi viaggi.

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