Un manifesto di resistenza per Claude Cahun, Samuel Fosso e Zanele Muholi formato autoritratto

Un autoritratto dice tutto di te, nel caso di Claude Cahun, Samuel Fosso e Zanele Muholi, molto di più: su genere e identità, razza e politica.

Zanele Muholi
Zanele Muholi, Ntozakhe II, Parktown, 2016. Courtesy of Stevenson, Cape Town/ Johannesburg and Yancey Richardson, New York

Un autoritratto dice tutto di te? L'immagine di sé esplorata con la fotografia, da Claude Cahun, Samuel Fosso e Zanele Muholi, mostra anche parecchio sulle dinamiche di razza e politica, genere e identità, rappresentate da ognuno di loro in modo personale e dirompente. Apre una finestra sul mondo che 'milita' contro pregiudizi e discriminazioni millenarie, con la collettiva in mostra al FOMU- Fotomuseum Antwerp di Anversa (fino al 10 febbraio 2019). Claude Samuel Zanele. La sintesi di tre sguardi puntati su se stessi, per indagare quello che li rende tali e unici.

La collettiva ospitata al museo fotografico di Anversa, si guarda allo specchio e nelle immagini riflesse dalla società, approfittando delle indagini condotte da tre noti e apprezzati attivisti visivi, figli di generazioni, generi e culture diverse. Tre differenti percorsi di emancipazione, capaci di ridefinire le coordinate della propria storia personale e culturale, sociale e politica, con la complicità dei curatori, Rein Deslé, Joachim Naudts e Renée Mussai.

L'attivista visiva sudafricana Zanele Muholi (Umlazi, 1972), punta l'obiettivo sul suo corpo, messo a nudo, vestito e truccato, per mettere in scena i diversi personaggi che alludono alla complessità di sé. Lei inquadra il "corpo nero, scrutato, violato e minato" da secoli di discriminazione, rivendicando la sua piena cittadinanza come donna, nera, lesbica e fotografa sudafricana. Ogni autoritratto, scattato in Sud Africa e in America, in Europa o altrove, pone domande critiche su identità e diritti, rappresentazione del corpo (nero) e (in) giustizia sociale. Condivide la dichiarazione radicale di identità, razza e resistenza di una donna di colore nella società globalizzata. Una dichiarazione autobiografica e artistica, oltre che un manifesto di resistenza, condensato anche nelle pagine della monografia Zanele Muholi: Somnyama Ngonyama, Hail the Dark Lioness, edita da Aperture lo scorso luglio.

La ballata delle metamorfosi identitarie del nigeriano Samuel Fosso (Kumba, Camerun, 1962), inizia nello studio di fotografia di Bangui (capitale dell’attuale Repubblica Centrafricana), dove vive e lavora. Dove, dall'età di tredici anni, usa scarti di pellicola per gli autoritratti che invia alla sua famiglia in Biafra. Uno spazio ludico di auto-mimesi, scovato da un ragazzino sveglio, lontano da casa, stimoli culturali e risorse (durante la dittatura di Bokassa). Il suo sguardo è acuto, l'immaginario che crea è fantastico, provocatorio e pronto a trasformarsi insieme ai suoi personaggi.

Samuel Fosso, serie Autoportrait "African Spirits", 1998
© Samuel Fosso, courtesy Jean Marc Patras, Parigi

Fosso diventa protagonista e artefice d'ironiche metamorfosi che anticipano tanta fotografia postmoderna, investendo icone e stereotipi della cultura africana, mescolata con quella afroamericana e occidentale, erotismo e spiritualità. La sua arguta esplorazione di se, scoperta durante i primi Rencontres africaines de la photographie di Bamako (1994), è ora in mostra con altri due sguardi che ne esaltano le peculiarità.

Claude Cahun, Self-portrait 
Self-portrait (reflected image in mirror, checqued jacket) by Claude Cahun, 1928. Jersey Heritage Collections
© Jersey Heritage

«Maschile? Femminile? Ma dipende dai casi. Neutro è il solo genere che mi si addice sempre» Claude Cahun

Spogliandosi delle consuete coordinate di genere e identità, Lucy Renée Mathilde Schwob, meglio nota come Claude Cahun (Nantes 1894- Saint Helier 1954), si spinge oltre travestimento e mimesi. Ogni fotografia di se che l'artista, fotografa e scrittrice francese si scatta, ritrae al meglio la sua vera natura. Il genere identitario dell'esponente dell'avanguardia transgender e membro attivo della scena artistica surrealista, che ha militato nella Resistenza francese durante l'occupazione tedesca, contro ogni forma di privazione della libertà di essere se stessi, per tutta la sua vita.

Pubblicità - Continua a leggere di seguito
Altri da Magazine