"Uguaglianza di genere e sociale" parola di Hanna Kosonen, ministra della cultura finlandese

Ex campionessa di sci orientamento, 34 anni, ci racconta i segreti per sfondare in politica.

Hanna Kosonen ministra Finlandia
Linda Lukas

Hanna Kosonen ha vinto il titolo mondiale di sci orientamento. È una disciplina in cui lo sciatore si muove in un terreno ignoto, cercando nella foresta il percorso fino all’arrivo. Resistenza al freddo, tecnica e cervello rapido. Quando Hanna Kosonen è entrata in politica, le è sembrata una passeggiata di salute. Il ministro per la Cultura e le Scienze del governo finlandese è un punto di forza della coalizione resa celebre un paio di mesi fa dall’elezione di Sanna Marin, la prima ministra più giovane del pianeta. «Il passato da atleta mi ha aiutato molto», ammette Hanna, «perché so di essere migliore di altri per capacità di concentrazione e resistenza alla fatica. Se una riunione tira per le lunghe, sono l’ultima a mollare. E poi la politica è l’arte di adattarsi, di pensare velocemente a soluzioni alternative. Come nei boschi. Infine non sento lo stress. Non accusare la pressione è fondamentale».

Sono qualità tutte al femminile, non trova?
Forse solo di ex atleti di alto livello, perché la verità è che nella nostra società servono tutti: uomini, donne, giovani, anziani, persone di etnie diverse. Solo così le cose funzionano.

Perché un primo ministro di 34 anni ha fatto notizia in tutto il mondo?
Capisco lo stupore, ma qui è normale. Anzi, non è neppure una vittoria, tenga conto che nella nostra storia abbiamo avuto già due donne capi di governo. Solo quando viaggiamo, capiamo la nostra fortuna. Nelle prime missioni all’estero da parlamentare, assieme al mio assistente, succedeva spesso che i delegati si rivolgessero a lui. Ovviamente come donna dovevo essere io l’assistente. Col tempo ho imparato a farmi riconoscere...

Ma da dove nasce questa formidabile uguaglianza tra i generi?
Non solo tra i generi, ma anche sociale. Le radici sono le stesse. Da noi non esistono scuole private. Dalle elementari in su, non si fanno distinzioni. Nessuno ci fa neppure caso, non siamo educati a rilevarle, le differenze. Dal punto di vista sociale pensi che nell’urbanistica adottiamo un sistema che non prevede zone per soli ricchi. Ogni quartiere e dunque ogni scuola ricevono bambini provenienti da famiglie con i background più disparati. Raccontata così sembra un paradiso. Ma alle ultime elezioni i populisti hanno denunciato il pericolo che gli immigrati (circa 300mila, ndr) minaccerebbero questo equilibrio. E hanno sfiorato la vittoria. Non è un paradiso, dobbiamo migliorare e non siamo immuni al populismo. Forse qui però abbiamo una medicina più efficace per l’integrazione. Che poi è il vecchio modello: una buona scuola per tutti ed equità dei salari. Educazione e cultura prevengono la crescita del problema.

Ci dica la verità, voi potreste fare tranquillamente a meno degli uomini, vero?
Sanna Marin è premier perché è la più brava, lo ha dimostrato ed è sostenuta da molti uomini. Le ricordo però che nel 1906 siamo diventati i primi al mondo a concedere alle donne il voto e la possibilità di una carriera politica. Senza generazioni di uomini formidabili, tutto questo non sarebbe mai accaduto.

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