L'editoriale di Marie Claire di marzo 2020

"Mi sono fatto da solo. Credo di aver avuto per maestri i miei occhi." Michelangelo Antonioni.

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Mi sono fatto da solo. Credo di aver avuto per maestri i miei occhi. Michelangelo Antonioni

Sono sempre stata una bambina curiosa, di quelle che piantano gli occhi addosso alla gente e fantasticano osservando le persone. Crescendo lo sguardo sul mondo si è ampliato, e mai abbassato. Non è un caso sia finita a fare un lavoro in cui l’immagine e l’impatto visivo sono molto importanti. Ma ho avuto altri maestri oltre ai miei occhi.

Quando ho iniziato a lavorare, Elena, che ha 13 anni più di me, è stata una grande mentore. Mi ha sostenuta quando ho deciso di prendermi del tempo per andare a imparare meglio l’inglese, e mi ha insegnato tantissimo. Poi ho cambiato carriera e mondi e ho trovato altre figure fondamentali nella mia crescita, quasi sempre donne più grandi di me.

Ora è il mio turno di sostenere le giovani che hanno passione per questo lavoro, ma nel dialogo con loro cresco ancora anche io. La rivoluzione digitale, poi, ci pone di fronte a una forma di reverse mentoring. Se la mia esperienza è utile a Manuela Ravasio, responsabile della veste digitale di Marie Claire, la sua conoscenza è vitale per me che nasco analogica. Questo per dire quanto sia importante nel lavoro e nella vita trovare punti di riferimento e sostenersi con generosità, facendo network.

Ne parliamo in questo numero ricco anche di incontri davvero speciali: Maria Grazia Chiuri, la direttrice creativa di Dior, che del promuovere le artiste ha fatto una missione. C’è da imparare da uomini grandi come Paolo Conte e Alex Katz. La visione idealista di Samantha Power, giornalista e diplomatica dell’era Obama, è un’ispirazione per chi crede nell’impegno. E poi c’è da divertirsi con Christian Louboutin, maestro delle scarpe e uomo dalle ampie vedute. Marzo è il numero della moda, che questo mese vi farà sognare. La nuova stagione è bellissima, fresca e fiorita, ci parla di libertà. Come quella delle giovani rapper, trapper e cantanti italiane che saranno anche protagoniste della nostra mostra a Milano, in occasione della Fashion Week. Hanno ammaestrato le parole nelle loro canzoni, si ribellano e si insediano con fierezza in un territorio maschile. Le ragazze stanno bene, buona lettura.

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