#Likes Generations: Giulia Andò & Lia Pasqualino

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Foto di Fabrizio Ferri

Giulia Andò, attrice. «Ho scelto di diventare attrice perché ero affascinata dalle dive. Oggi mi manca Greta Garbo: non amo sbirciare le vite di attori e registi sui social media. Voglio ancora immaginarmi vite a cui non posso avere accesso». Dopo gli studi al Centro sperimentale di cinematografia, lavora soprattutto a teatro, con qualche ruolo al cinema per la regia di suo padre Roberto Andò (Le confessioni e Viva la libertà). È sempre lui a dirigerla nelle repliche a ottobre di Locandiera B&B insieme a Laura Morante. Come sente di essere cambiata con il tempo? «Con gli anni mi sembra diventi tutto più piacevole. Ho l’impressione di riuscire a godermi ogni giorno un po’ di più le fortune che ho. Come se piano piano la nube si assottigliasse e tutto diventasse più chiaro, meno ambiguo».

Lia Pasqualino, fotografa. Palermitana doc, sua nonna Lia Pasqualino Noto è stata pittrice e figura di rifermento in città con la sua galleria per gran parte del Novecento. Dopo aver iniziato come restauratrice di carte antiche, frequenta un corso guidato dalla grande fotografa Letizia Battaglia che la spinge a seguire con forza questa vocazione. Dal reportage alle foto di scena, ai ritratti, da allora ha pubblicato diversi libri ed esposto in tutta Italia. Qual è il cambiamento più grande che ha osservato in Giulia? «La profondità del suo modo di pensare. Se invece penso a me stessa, direi che il tempo mi ha resa più tollerante. Riguardo la mia generazione posso affermare che abbiamo creduto profondamente nel cambiamento, la nostra debolezza è non essere riusciti a realizzarlo».

Foto di Fabrizio Ferri

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