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The (Dark) Fashion Lady: Diane Pernet

Diane Pernet, giornalista, esperta di moda e cinema, blogger, stilista, è una delle icone del fashion system internazionale, con una passione per il nero

The (Dark) Fashion Lady: Diane Pernet
Courtesy Photo

I lunghi abiti color della notte, il profumo d'incenso come una foschia mistica che annuncia l'arrivo, il ragno arrampicato sul velo che sembra una mantiglia da perenne vedova spagnola. E gli occhiali di Alan Mikli che non toglie mai. L'errore è considerarla un'ostinata esponente di movimenti goth. Ma Diane Pernet, giornalista, esperta di moda e cinema, blogger, stilista, si è formata col glam rock di David Bowie (da cui ha adottato le creepers che spuntano dall'orlo delle gonne), i film di Orson Welles e Alfred Hitchcock, i libri di Paul Bowles e Marguerite Yourcenar. E il look di Anna Magnani, che definisce «come di una appena sgusciata dal letto».

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Quanti anni ha? Mah. Fa cancellare con pervicacia la sua data di nascita ovunque, perfino da Wikipedia. Nasce a Washington da una famiglia bohémienne a cui si ribella con un inaspettato conformismo. Il sabato lo passa al cinema, fa la pom pom girl, esce con il bello della scuola ma negli 80 già crea costumi teatrali a New York: poi decide di andare a vivere a Parigi. Lavora per Elle e Vogue, si sposa. Il marito muore a 31 anni. Lei si risposa tre volte. Ma dice: «Ho iniziato a usare il nero perché non volevo pensare troppo a come vestirmi ogni mattina e avere così la mente più libera per creare». Il ragno è un animale porte-bonheur, gli occhiali li inforca dall'83 «per mantenere le distanze». Si interessa per prima agli shortmovie di moda, crea un seguitissimo blog e, dal 2008, il festival di corti A Shaded View On Fashion Film, al Centre Pompidou. Il Met di NY l'incorona fra i pionieri digitali del pianeta.

Oggi crea anche profumi ammalianti come i loro nomi: Wanted, In Pursuit Of Magic, Shaded. Chatta con Alejandro Jodorowsky, Rossy de Palma, Jean-Paul Gaultier, il designer di lingerie erotica Mr. Pearl, l'artista Orlan. Ormai un'icona, si prepara in meno di 20 minuti ma non si immagina da qui a 20 anni. Non prendetela troppo sul serio, non lo fa neanche lei. E cita l'amato Jean Cocteau, armata del suo sorriso enigmatico: «Gli angeli volano perché si prendono alla leggera».

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