Lucia Pica, elogio dell' istinto

Amore per il colore e una visione: il makeup ci libererà (finalmente) dagli schemi e aprirà a una palette di emozioni.

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AMORE PER IL COLORE E UNA VISIONE: IL MAKEUP CI LIBERERÀ (FINALMENTE) DAGLI SCHEMI E APRIRÀ A UNA PALETTE DI EMOZIONI.

«MENO FANTASCIENZA E PIÙ GIOCO». Parola di Lucia Pica. Secondo la giovane Global creative makeup and colour di Chanel, il futuro sarà meno avveniristico e più ludico. Lucia ha il “domani” davanti agli occhi (ha appena terminato la collezione primavera 2018), però afferma di vivere nel presente, di pensare al “qui e ora”.

Non è una contraddizione?
Può sembrarlo, ma sento il bisogno di creare il mio moodboard personale cercando stimoli nell’arte e soprattutto nella natura. Mi sono accorta che quando viaggio i miei occhi sono trasformati, vedo colori prima impensabili. Sento le vibrazioni di una città, di un bosco, di quello che mi succede intorno. Sicuramente non mi ispiro surfando sul web.

Quale sarà la maggiore innovazione nel mondo del makeup?
L’associazione più immediata è sempre con Blade Runner! Sicuramente arriveremo alla maschera con cui si potrà decidere il look preferito e trasferirlo direttamente sul viso. Stiamo anche lavorando alla stampa in 3D, sarà impiegata soprattutto per gli accessori del trucco. La manualità però sarà sempre imprescindibile.

In anni recenti abbiamo assistito a una rivoluzione nel campo dei fondotinta. Qual è il prodotto su cui si concentreranno i laboratori in futuro?
Rimarremo nel settore delle basi. Una grande innovazione saranno i fondotinta con la color intelligence, che si adattano alla carnagione. In generale le texture saranno minimal, non “urlate”, come l’highlighter con i glitter. Il gusto sarà più sottile e discreto.

Perfezione o naturalezza?
Trovo ci sia analogia con il mondo fotografico: molti cosmetici infatti si sono ispirati a photoshop. Ora però i grandi fotografi hanno un approccio nuovo, cercano la realtà. Non è necessariamente bello ciò che risponde a concetti canonici di perfezione. C’è una sensibilità diversa, la necessità di “sentire” la pelle. Certo, dietro c’è il lavoro della truccatrice: fatto di aggiunte e sottrazioni.

Un prodotto non ancora inventato che le piacerebbe esistesse?
Adoro i glossy eyes: sarà come mettere un top coat sulle palpebre, ma la texture non dovrà essere appiccicosa.

Lo smalto che dura un mese, il mascara settimane. Sarà tutto “long lasting”?
Se è vero che le donne hanno sempre meno tempo per truccarsi, il lusso sarà avere dieci minuti per farlo, non indossare formule tattoo. Personalmente mi annoio troppo facilmente e non credo negli impegni a lungo termine (cosmeticamente parlando). Preferisco la vivacità, il movimento. Dobbiamo lasciarci andare, il makeup è effimero, la sua funzione è (anche) farci uscire dagli schemi.

Di cosa non faremo mai a meno?
Di artigianalità, passione e ricerca, non soltanto scientifica, anche istintiva. Non dobbiamo abbandonare l’elemento ludico a favore della tecnologia. Il makeup è una forma d’arte, non omologazione. I colori sono la nostra speranza.

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