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È tutta venata da una grande meraviglia la visione che Ginevra Elkann ha messo in Inspirations (Rizzoli), il volume dedicato agli abitanti della natura che da sempre fanno parte dell'immaginario di Borbonese. Con le mani e il cuore nell'archivio dell'azienda, Ginevra ha ricomposto una bella storia, tutta torinese, che ha per protagonisti: una donna audace (Lucia Ginestrone), l'adrenalina del primo '900, la pernice, il gufo, la farfalla e il cavallo, animali simbolo del brand.

Che rapporto c'è tra arte e zoologia?
Si intreccia con la storia dell'umanità. Le prime immagini dell'uomo primitivo nelle grotte erano animali; nell'antica Grecia erano raffigurati su gioielli e abiti. Li troviamo nei naïf come Ligabue e nei pittori dal Rinascimento. Un grande esempio è Leda col cigno di Leonardo. Poi ci sono le tigri surrealiste di Dalí, i tori cubisti di Picasso, i puppy di Jeff Koons.

Ha letto un trattato di entomologia?
In Pinacoteca Agnelli a giugno abbiamo ospitato, tra le conversazioni sul collezionismo, l'entomologo Fredrik Sjöberg, autore di L'arte di collezionare mosche, storia della sua collezione di sirfidi (mosche). Sjöberg da anni cataloga le specie di mosche dell'isola Runmarö, in Svezia.

Cosa c'era nell'archivio Borbonese?
La natura e i suoi abitanti, la pernice, il gufo, la farfalla e il cavallo erano elementi ricorrenti. Le caratteristiche di questi animali si sposano con gli accessori creati da esperti artigiani. Poi c'era un mondo di bozzetti sorprendenti, come la borsa disegnata da Giacomo Balla.

Se dovesse suggerire un tema zoologico a Borbonese...
Direi di ispirarsi alle illustrazioni dell'ornitologo John James Audubon.

Ha un animale domestico?
Tre cani. Marito e figli adorano gli animali e lo zoo di Villa Borghese a Roma.

Le collezioni di insetti non sono macabre?
Il lavoro dei collezionisti è fondamentale. Le raccolte ci hanno tramandato un immaginario e permesso lo studio di specie estinte.

Quale artista ha meglio rappresentato l'uomo tramite gli animali?
Il cinese Cai Quo-Qiang con Heritage: panda, tigri, leoni, canguri, giraffe ed elefanti in mostra a Brisbane nel 2013. Tutti intorno alla stessa pozza d'acqua: predatori e prede si dissetano all'unica fonte.

In quale animale Borbonese si identifica?
La farfalla. Nel libro è magnifico il testo che le dedica il poeta Goldsmith.

Lei pare attratta dall'arte dell'accumulo. Che emozioni prova il collezionista?
Si muove con codici arbitrari, dettati da emozioni incontrollabili: passione e ossessione per un oggetto, un periodo, un artista. Le collezioni sono sogni privati, espressione di personalità. È un tema che mi affascina: in Pinacoteca dal 2006 dedichiamo due mostre all'anno al collezionismo. Abbiamo ospitato la raccolta di design di Alexander von Vegesack, l'arte africana di Jean Pigozzi e Appenzell dei Bischofberger. Dal 7 novembre 2015 ci sarà la collezione "ideale" di Ed Ruscha.

Cosa c'è in una Wunderkammer oggi?
Vorrei visitare quella in cui Bill Gates tiene i disegni di Leonardo.

Un ricordo bucolico infantile?
Passeggiate nel bosco, funghi, more, latte fresco. C'è senso di conforto nella natura.

Parliamo di cinema. Cosa pensa del "product placement"?
L'inserimento dei prodotti sul set oggi è assai discreto grazie a bravi sceneggiatori.

Cosa c'è di Torino in Borbonese?
C'è la storia della boutique avviata nel 1902 da Lucia Ginestrone, modista e viaggiatrice. Una Wunderkammer in cui borghesi e intellettuali trovavano tessuti e accessori preziosi. Penso che Lucia Ginestrone ispiri ancora il brand.

Infatti il libro si chiama Inspirations. Lettura consigliata a...
A quelli che amano l'artigianalità italiana e la natura.

Damien Hirst: un autore costoso, amato, e controverso. Anche lui si è occupato di tassidermia...
Ha una magnifica collezione, Murderme, un mix di arte moderna e contemporanea e memento mori. Ne abbiamo ospitato una parte nel 2012: maschere funebri, animali in tassidermia e teschi che parlano di ossessione per la morte.

Per capire Hirst serve...
Contemporaneità e humour.

Si dice che Francesco Vezzoli e Maurizio Cattelan siano i più grandi artisti italiani. È vero?
Apprezzo molto il loro lavoro... da torinese aggiungerei gli esponenti dell'arte povera: Giuseppe Penone, Giovanni Anselmo, Marisa Merz, Michelangelo Pistoletto.

Quali sono le differenze tra le fondazioni private (Trussardi, Prada, Vuitton, Cartier ecc…)?
Sono sempre più importanti. Hanno visioni diverse, chi più corporate, chi più personale. Ma ognuna rappresenta uno sguardo sull'arte.

Citando Warhol, oggi chiunque può dirsi artista per 15 minuti?
Ai tempi di Warhol era difficile apparire. Oggi la visibilità è desiderata ed è facile da raggiungere con la tecnologia.

A quale regista si sente più legata?
A Bernardo Bertolucci.

Fare film in Italia è...
Bello e difficile. C'è troppa burocrazia.

Il primo film che l'ha emozionata?
The Elephant Man di David Lynch.

Se dovesse produrre un film con Pasolini sarebbe...
Sull'Islam.

I registi top in concorso a Venezia?
Claudio Caligari, Carlo Lavagna, Luca Guadagnino.

Dopo Expo 2015: qual è il legame tra arte e cibo?
Forte, il logo, ispirato ad Arcimboldo parla chiaro. E La mostra Arts & Foods curata da Celant è da vedere.

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