Quanto volti ha un cristallo? Nel mondo di Swarovski tra ieri e domani

Un museo, un passato importante, un futuro audace: viaggio nel mondo del brand austriaco.


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Quanto volti ha un cristallo? Quanti volti ha una donna? Quanti volti ha un desiderio? Le equazioni di bellezza nascono sempre da prospettive speciali: per esempio quella che rende un gioiello desiderabile e accessibile allo stesso tempo. Innegabile: il potere edonistico di certi amuleti che cambiano, indossiamo e regaliamo costantemente. Un esempio tra i più forti è quello nato dalla maison Swarovski: luce pura che riveste abiti, accessori, addirittura arredi, che è andata nello spazio grazie a Samantha Cristoforetti (nella sua prima missione formato talismano à porter) e che oggi diventa ironico quanto creativo con la nuova collezione ideata e pensata da Giovanna Battaglia tra pietre pop, volumi over e colori brillanti. La storia di Swarovski inizia nel 1862 quando Daniel Swarovski crea in Boemi il cristallo che oggi conosciamo, una ricetta speciale che unisce vetro e piombo, e che nel 1892 è tra i primi a brevettare un macchinario che taglia il vetro in modo speciale. Cinque generazioni dopo è ancora la famiglia Swarovski a seguire questa potenza nel mondo degli accessori. La sua storia passa per molte collezioni che ancora oggi continuano: dalle stelle di Natale finalmente lavorate all’oggettistica che abbiamo ritrovato in molte case, cerimonie, momenti da ricordare.

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Accessibilità, ricerca, diversificazione delle linee e uso che possiamo fare del mondo Swarovski: a raccontare la sua storia e il suo progresso è un museo dedicato, sorto per i 100 anni del brand a Wattens, vicino a Innsbruck. Si chiama Swarovski Kristallwelten / I mondi di cristallo ed è dominato dal volto di 17 metri interamente di erba, una maestosa testa con due occhi brillanti e una fontana che esce dalle labbra opera dell’artista multimediale André Heller. Un luogo non solo per gli amanti della gioielleria ma anche per chi cerca nella tecnologia le chiavi future per un mercato della moda più sostenibile: all’interno si viaggia e si sogna tra 17 opere d’arte che sono esperienze, performance e addirittura una giostra di cavalli da record le cui foto hanno fatto il giro del mondo, creata da Jaime Hayon grazie a 15 milioni di cristalli Swarovski. Tra passato e futuro non possiamo non ricordare che i gioielli pop di oggi sono un continuum del suo visionario fondatore: già negli anni della grande Hollywood i cristalli Swarovski erano tra i prediletti dei ricchi set come Gli uomini preferiscono le bionde, cult con Marilyn Monroe quanto nel film campione di incassi di tutti i tempi, Titanic fino ad adornare l’abito di scena di Natalie Portman ne Il Cigno nero.

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