La storia della Saddle Bag di Dior tra '68, anni Zero e futuro certo

Linea iper-femminile, richiami equestri, messaggi di couture-révolution. Dal mondo Dior un omaggio alle donne.

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Sotto al cappello della parola 1968 si protegge un mondo di donne, momenti e movimenti che hanno cambiato il nostro modo di vivere. Di vivere al femminile, in primis. Allo scoccare di quei 50 anni di magiche rivoluzioni parigine una maison parigina ricorda una femminilità dell’epoca. La Saddle Bag di Dior è la borsa che riassume quel 1968 epocale, euforico, complesso, libero. Maria Grazia Chiuri ha riassunto un mondo in una borsa dell’autunno inverno 2018/2019 che ci trascina in quei moti emotivi. Le chiamano solo borse e invece?

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Saddle Bag in tela ricamata con effetto patchwork, 6.500 euro su Dior.com/it

Invece sono mondi festeggiati in un #DiorSaddle Day. La silhouette è un punto cardine della maison: nata nel 1999 dal disegno di John Galliano, il suo battesimo avvenne nella primavera estate del 2000. Un pezzo di storia formato borsa cresciuto tra i desideri delle donne, finito di diritto tra le it-bag che una collezione bag only dovrebbe celebrare. La Saddle Bag oggi conferma il vecchio adagio che nessun trend virale può scalfire: timeless è il vero lusso.

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Saddle Bag in tela blu con lettering, 2.200 euro su Dior.com/it

La visione di Maria Grazia Chiuri da Dior porta la Saddle Bag in luoghi/citazione: da portare a bandoliera, dalla versione in tela ricamata, oggetto da museo con inserti a contrasto (e nuance Seventies) alla versione più dna della maison, in tela blu con lettering/refrain, Ma anche minimalismo in tocco di rosa pastello: i dettagli equestri sempre lì a dominare la scena con discrezione. Una sella, un oggetto di lusso che segue la linea del corpo: una borsa sinuosa può esistere? Può essere erotica nel suo raccontare linee 100% femminee? Bien sûr...

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