"Ho ascoltato il suono che fa una borsa Fendi quando viene al mondo"

In esclusiva a Marieclaire.it, il video savoir faire dell’iconica Peekaboo bag.

Intrecciare epoche e generazioni come un labirinto sulla storia della moda. Intrecciare polpastrelli e pellami come una sinfonia a quattromani. Intrecciare passato e presente come un testamento couture al futuro. È così che nasce una borsa Fendi Peekaboo, l’iconica handbag della maison di Via del Plebiscito, Roma. In un corto d’autore in esclusiva italiana a Marieclaire.it, la it-bag che ha da poco compiuto 10 anni si svela, si racconta, si apre a noi come uno forziere quando si pronunciano le paroline magiche. Peekaboo, qual cucù che ci fa tornare bambini in un soffio, è la parolina magica di Fendi.

Sibiliamo Peekaboo e siamo catapultati, in medias res, al centro del Palazzo della Civiltà Italiana, il cuore pulsante del savoir-faire del casato fondato nel 1925 da Edoardo Fendi e Adele Casagrande, il luogo baciato da luci e ombre caravaggesche, la scatola delle meraviglie in travertino, simbolo del nuovo impero (romano) di Fendi. Sibiliamo Peekaboo e ci troviamo faccia a faccia con gli artigiani che, in punta di dita, danno vita alle borse Fendi, tessendo le nappe più morbide d’Italia, accarezzando ago e filo come orpelli preziosi, avviluppando passione e tradizione in un crochet di emozioni dove la tecnologia 3D non può, e non deve, arrivare.

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