Serpenti Metamorfosi, dentro l'installazione aperta al pubblico realizzata con Intelligenza Artificiale

Aperta al pubblico fino al 31 ottobre, è il nuovo racconto della maison tra arte, lusso, bellezza e condivisione.

Quando pensiamo all’intelligenza artificiale riusciamo a pensare anche alle emozioni, alla manualità dietro un oggetto ideato attraverso l’AI o decliniamo l’abbinata con la convinzione che esistano solo due poli: calore umano vs scienza? Nel dibattito aperto tra uomo e tecnologia un punto d’incontro immersivo e ludico arriva dalla nuova installazione che Bulgari ha realizzato in piazza Duomo a Milano: un'immersione nell’arte di Refik Anadol, geniale media artist che ha fatto dell’Intelligenza Artificiale un percorso accessibile a tutti. È lui l’artista chiamato dalla maison romana per creare un mondo parallelo (fino al 31 ottobre) intitolato Serpenti Metamorfosi dove la genialità dell’uomo applicata all’alta gioielleria (in mostra con modelli speciali) incontra la genialità artificiale, materia con cui l’artista crea scatole dove vivere di input, odori, tatto, vista e percezioni infinite. Un progetto realizzato con più di 200 milioni di immagini della natura e per l’occasione un algoritmo speciale addestrato sull’apprendimento di 120 mila fotografie di serpenti. Gli stessi serpenti a cui sono ispirati i grandi classici di Bulgari da quando, alla fine degli anni Quaranta, divennero repertorio prima come bracciali e orologi e poi storia ufficiale della maison. Entrare nella capsula delle emozioni con Refik Anadol, 36enne nato a Istanbul e cresciuto a Los Angeles, è la chiave per vivere 200 milioni di immagini che si animano intorno a noi “mettetevi al centro del muro, guardate, toccate e sentite i profumi” racconta mentre intorno vorticano miliardi di fiori, texture estremizzate, emozioni in 3D “quando Bulgari mi ha commissionato Metamorfosi non è stata una sfida ma la richiesta di un’idea fresca, sociale. Ho iniziato a lavorare con data e intelligenza artificiale da circa dieci anni” e quando gli facciamo notare che sembra molto giovane la risposta è il suo dna artistico “ma ho sempre cercato di essere innovativo nella mia quotidianità: in questa mia media art gli occhi sono un senso che conduce nel nuovo. Bisogna usare lo sguardo per immergersi”. Intorno a noi si snodano squame di serpente dai colori elettrici, fiori ingigantiti rimbalzano tra pupille e ricerca di un profumo (immaginato?). “Sono onorato di essere in Italia perché mi permette di vivere il nuovo Rinascimento, qui nella piazza centrale di una città che ha sofferto molto durante la Pandemia: il mio vuole essere un omaggio ottimistico e positivo al nuovo corso delle percezioni, grazie agli strumenti delle motivazione e ispirazione. In questi anni tutti abbiamo subito un’enorme perdita delle emozioni ma anche di contatti e umanità, e spero che chi entrerà qui possa ritrovare una certa bellezza, quasi sorpresa: non è un caso che un pigmento che innesca il cambiamento come la pelle di serpente sia al centro di questo rinascimento creato con l’intelligenza artificiale” conclude Anadol.

Jean Christophe Babin, Chiara Ferragni e Refik Anadol al taglio inaugurale
Daniele Venturelli

Con questo nuovo appuntamento per Bulgari si conferma la storia d’amore Roma-Milano che sceglie ancora la città meneghina per viaggiare tra arte, lusso, artigianato, rinascita e ricerca. Jean-Christophe Babin, AD del Gruppo Bulgari, ne è più che mai entusiasta: “Noi siamo italiani e Milano è la capitale della moda, del design, dell’arte contemporanea: quindi come italiani alfieri dell’arte e della bellezza italiana non possiamo essere solo romani. In questo anno per Bulgari vi è molto di Milano: dalla mostra di Paolo Di Paolo, al film campagna in Galleria Vittorio Emanuele e ora l’energia di questa mostra, totalmente in sintonia con lo spirito della città che guarda avanti alla ricerca di futuro. È un’innovazione eccitante trattandosi della prima mostra totalmente creata dall’intelligenza artificiale nel mondo del lusso e che verrà poi venduta come NFT alla fine del suo giro del mondo”. L’arte per Bulgari è un viaggio continuo tra classico, materia, sensazioni (come ricorda la mostra di poche settimane durante la Design Week) ma la ricerca dell’artista giusto, attuale, e innovatore è continua come racconta sempre Babin: “l’Alta Gioielleria è arte, creiamo un patrimonio unico, e non possiamo che guardare all’arte come prima fonte di ispirazione: ecco perché se la moda guarda ai trend Bulgari guarda all’arte. Lo siamo con il premio in collaborazione con il Maxxi di Roma, lo siamo cercando nell’arte mondiale anticipazioni, come il lavoro di Refik nell’abito dell’intelligenza artificiale, una visione, la sua, arrivata anni e anni prima di chiunque altro e che per noi ha coniugato alla texture simbolo, il serpente”.

Per visitare la mostra è necessario prenotarsi qui o attraverso QR code all’ingresso dell’installazione, vetrine della Rinascente di Piazza Duomo e boutique Bulgari in via Montenapoleone.

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