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Perché le donne pagano i vestiti più degli uomini?

Una ricerca prima e un'inchiesta poi indagano sulle tassa rosa (legittima?)

Perché le donne pagano i vestiti più degli uomini
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Confrontando i prezzi di articoli molto molti simili in vendita sugli e-commerce di brand tutt’altro che low cost, Business of Fashion si è accorto che qualcosa non andava. Su 17 capi selezionati disponibili sia in versione male che female, tutti e 17 nella versione per lei costavano nettamente di più rispetto a quelli per lui. In alcuni casi fino a mille sterline in più. Un esempio? Un maglione marinière, classico, praticamente unisex, nella versione per lui era venduto al costo di 950 sterline, per lei di 1.190. Perché le donnepagano lo stesso capo disponibile anche per uomo, molto molto di più?

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Insomma, l’idea che qualsiasi versione femminile di un capo di moda costi di più a prescindere non è solo un’idea. BOF parla di una “tassa rosa” che non riguarderebbe però solo la moda. Boots, una famosa catena di farmacie del Regno Unito, ha rivisto i prezzi su alcuni prodotti dopo che gli acquirenti (donne soprattutto) hanno lanciato una petizione online. Il motivo? Prodotti unisex come i rasoi, in versione lady costavano inspiegabile di più (2,29 sterline contro l’1,49 del trilama per barbe stoiche). Uno studio del New York City Department of Consumer Affairs citato da BOF ha confrontato la versione femminile di oltre 800 prodotti democratici come jeans, shampoo e giocattoli, e ha scoperto che, in media, le versioni femminili costano il 7% in più.

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Il perché di una "tassa rosa" apparentemente immotivata non sono chiare. Quali ragioni logiche potrebbero nascondersi dietro a un addebito superiore sui capi da donna? Su tutti la domanda del consumatore. Nella moda di lusso soprattutto, il mercato è womenswear-dipendente, e questo può influenzare il costo di un capo, soprattutto se iconico. «Si dovrebbe analizzare la natura psicologica del caso», spiega a BOF Kit Yarrow, psicologa e professore emerito presso la Golden Gate University, «il prezzo è davvero un modo per alimentare il desiderio o per elevare lo status di un brand o di un prodotto. Tornando alla tassa rosa, bisognerebbe porre l’attenzione sul fatto che le donne sono più disposte rispetto agli uomini a pagare di più per un capo di moda, perché il loro comportamento nell’acquisto è decisamente più orientato al valore. E i brand lo sanno». Insomma, siamo davvero arrivati ad avere anche le tariffe di genere?

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