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C'è un brand che crea abiti da bambola per donne over 30 anni: ed è stupendo

Una designer danese ci riporta all'infanzia: disegnando abiti da bambola per donne che hanno ampiamente superato il momento.

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Prima di parlare di un brand di abiti eleganti per Lolite molto cresciute, un brand che sta conquistando Instagram a colpi di taffetà e balze, dobbiamo sottoporvi una LUNGA premessa. Abbiate fede, letteralmente. Iniziamo: forse il perché ci sono più spose (tra)vestite da cupcake che fronzoli sulle torte nuziali sta tutto in quel trauma puberale che, più o meno, ogni bambina tra i 10 e i 12 anni ha vissuto. La prima comunione. Sacramento sì, debutto nella società ecclesiastica del paese di residenza, prima grande opportunità di sbandieramento di un abito coi controfiocchi. Anzi, sartorialmente parlando. Cresciute a pane e telefilm, Kinder Brioss e cartoni animati, dove qualsivoglia beniamina indossava almeno un vestito da grande soirée for kids, da mille e una notte (prima di filare in cameretta). Ogni bambina dalle visioni tanto couture quanto cinematografiche sa che una volta nella vita indosserà QUELL’abito. Quello che mai si permetterà di sfiorare con le manine chiazzate di pennarelli. Ogni bambina immagina che la volta nella vita in cui indosserà QUELL’abito sarà la prima comunione, vive con questo sogno al profumo di white linen e rouches finché la parola “tunica”, spesso declinata nella versione per pro “saio”, non entra a far parte dei motivi per cui il sogno di diventare principessa slitta di una ventina d’anni. Bene: tutta questa premessa per dirvi che c'è un brand che ora permette a over 30enni di indossare l'abito della comunione atteso una vita. Chi dobbiamo ringraziare? Cecilie Bahnsen.

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Forse il perché ci sono più spose (tra)vestite da cupcake che fronzoli stessi sulle torte nuziali sta tutto nell’assenza di un brand che a 10, 11, 12 anni ti abbia fatta sentire, per un pomeriggio almeno, in una fiaba da blockbuster. Per quelle che la pubertà è più un miraggio che un ricordo, una stilista made in Sweden ha creato una collezione - che dire preziosa è dir nulla - di vestiti eleganti, vestiti cocktail o vestiti da sposa low cost. Cecilie Bahnsen, finalista al LVMH Prize 2017 che da una manciata di stagioni appena mette nero su bianco prima, satin su cotone dopo, le basi al luxury brand per chi cerca un filo di Lolita in abiti da bambola. Per adulte, chiaro.

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“È come se mi ispirassi alle nipoti di Peggy Guggenheim”, ha chiosato su Vogue.com la stilista from Copenaghen a proposito della collezione Primavera Estate 2018 Cecilie Bahnsen. Treccine a spina di pesce, total white e total pink chiarissimo si rincorrono tra le calzettine bianche appena annunciate da dentro le sneakers. “Desideravo che ogni pezzo di questa collezione assomigliasse ad un’opera d’arte”, ha continuato la Bahnsen, “un abito fatto e finito, bello da guardare anche su un appendiabiti”. E così, difatti, è. Le “Bahnsen girls”, a metà tra l’allure tomboy e quella iper vezzosa (sì, la stilista svedese riesce a far convivere in un abito un ossimoro intero) sono delle mini-maxi sculture, sono un'ode al lusso quando non t'importa neanche cosa sia il lusso, sono quello che vorresti essere tu. Sì, anche a 35 anni.

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