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Le 16 migliori aziende di moda dove andare a lavorare

Qualità dell'ambiente emotivo, sessioni di yoga, premi reali per sforzi reali: la guida di BoF.

Lavorare nella moda: le 16 aziende a cui mandare il curriculum
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Lavorare nella moda senza esperienza? Andare a lavorare nel brand di lusso più esclusivo al mondo è davvero la scelta più smart? Lavorare nella moda, oggi, annus horribilis 2017, significa aprire un raggio molto ampio sul concetto di M-O-D-A. E di lusso, e di low-cost e di tecnologia. Ne sono convinti Amanda Dargan e Robin Mellery-Pratt che su Business Of Fashion hanno condotto una ricerca delle aziende di moda in cui si lavora meglio. I parametri per elencarle sono complessi e basati sulle testimonianze di chi vi lavora. Su 2.600 intervistati in 190 aziende i parametri sono stati principalmente tre: 1) premi e benefici, 2) leadership e sviluppo, 3) ambiente di lavoro. Il dato più eloquente è quello del teamwork: le migliori aziende sono quelle dove il gioco di squadra esiste, funziona ed è limpido. Il full report pubblicato su BoF è molto bello e merita un’attenta lettura/riflessione su quello che è il cambiamento del mondo Moda e la percezione della stessa da parte dei Millennials (che nel 2020 saranno la stragrande maggioranza di lavoratori nel suddetto ambiente). Questa, intanto, è la lista delle migliori aziende di moda dove andare a lavorare (con le motivazioni by BoF e in ordine alfabetico).

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Adidas. Motivazione:”Valorizzare il talento interno, ampie opportunità di trasferimento, creare carriere variegate”.

Berluti. Motivazione: “Yoga e scarpe su misura: il giusto equilibrio tra heritage e assistenza alla qualità della vita del dipendente”.

Calvin Klein. Motivazione: “Sostenere i dipendenti con piani di risparmio, accantonamento, mutui e giusto adeguamento stress/stile di vita”.

Cotton on Group. Motivazione: “Stipendio molto competitivo e vantaggi in loco (dall’osteopata agli orari flessibili)”.

Farefetch.com Motivazione: “Costante dialogo con i dipendenti su cosa non va o vada migliorato attraverso un piano democratico di feedback”.

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Galeries Lafayette. Motivazione: “Una strategia semplice ma efficace: motivare la forza lavoro riconoscendone i meriti e le attitude”.

Gap Inc. Motivazione: “Pagare le ottime prestazioni dei dipendenti con pacchetti di compensazione: questa è la filosofia vincente”.

Gucci. Motivazione:”Trasparenza e comunicazione: i due pilastri del boom dell’azienda che ha portato a un’impennata motivazionale aziendale”.

H&M. Motivazione: “Lavorare in una democrazia: essere tutti uguali e lavorare per un obiettivo comune, promozioni rapide, quasi 700 persone salite di livello nel solo 2016”.

Levi Strauss & Co. Motivazione: ”Stipendi più alti della media per garantire una vita tranquilla a chi vive nella città più costosa d’America, San Francisco dove si trova Levi’s”.

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Loewe. Motivazione: ”Cultura del brand, sviluppo del prodotto, progetti culturali paralleli che influenzano positivamente l’ambiente”.

Nordstrom Inc. Motivazione: ”Puntare sulle diversità dei dipendenti per garantire una forte creatività e sensibilità al brand stesso”.

Tommy Hilfiger. Motivazione: “I risultati arrivano se i dipendenti sono soddisfatti: mix di persone che rendono l’ambiente iper-produttivo e sereno”.

Warby Parker. Motivazione: “L’azienda di occhiali americana celebre per l’autonomia data ai suoi dipendenti e sostegno sociale”.

Zalando. Motivazione: “Team fluidi e corsi per colmare le lacune dei dipendenti in modo che possano crescere più velocemente in azienda”.

Zara. Motivazione ”Azienda fast che crea moda fast: per questo i lavoratori Zara sono valutati e premiati per lo sforzo enorme richiesto”.

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