La storia della Palma d'oro di Cannes ha la sceneggiatura più preziosa del mondo

Di artigiani dalle mani di piuma, di savoir-faire ancestrali, di storie di famiglia che fanno la storia del cinéma by Chopard.

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Courtesy Photo

Quaranta ore e cinque artigiani. Quaranta ore, cinque artigiani e 158 anni di esercizi di stile aureo. Quaranta ore, cinque artigiani, 158 anni di pratica della raffinatezza e 72 anni di emozioni su pellicola cinematografica. Ma più che di numeri, la storia d’amore tra Chopard e il Festival di Cannes, è un’ode al saper fare artigiano, ancestrale, a-temporale, a-generazionale. Quel savoir faire che nasce schietto e spontaneo come le prime inquadrature di un film, come i primi schizzi su carta bianca della cassa di un orologio di haute joaillerie.

Ci vogliono 40 ore e 5 artigiani per confezionare il riconoscimento artistico tra i più ambiti dietro la cinepresa, la Palma d’oro. Testimonianza d’impegno, dedizione e tradizione manifatturiera di Chopard, testimonianza d’impegno, dedizione e tradizione cinematografica del festival sulla Croisette vista mare (Mediterraneo). Realizzata nei laboratori di Haute Joaillerie della Maison di Sonvilier, la Palma d’oro (etico e certificato Fairmined) è assegnata ogni anno al miglior film della Selezione Ufficiale del Festival di Cannes. Quest’anno poi, per la prima volta, dai laboratori della Maison usciranno la Palma d’oro - ça va sans dire - e tutti i trofei assegnati durante la cerimonia di chiusura del Festival. Rispettivamente cinque “mini Palme” dedicate ai vincitori del Grand Prix, Prix de la Mise en Scène, Prix du scénario, Prix du Jury e la Palme d’or du Court Métrage.

Ispirata ai filari di palme sulla Croisette e agli stemmi dei celebri casati della città francese, la Palme d’or è composta da 118 grammi di oro giallo etico 18 carati. La sua storia inizia nel 1998, quando il presidente della manifestazione Pierre Viot chiede a Caroline Scheufele, direttrice artistica di Chopard, di ridisegnare le linee del premio secondo gli stilemi couture della maison. E, come tutte le storie d’amore nate “sul set”, quella tra Cannes e Chopard è impossibile da bissare, quanto da dimenticare.

Come accarezzate dalla brezza dei primi giorni di primavera, le sue foglie affusolate sembrano essere state modellate e immortalate proprio durante quel soffio tiepido. Mentre la disegnava, poi, Caroline Scheufele “ha nascosto” un piccolo cuore tra gli angolini del trofeo, come un omaggio silenzioso alla sua Casa, quella dal Grand Cœur. Adagiata su due cristalli di roccia identici, dalla forma di diamante, la Palma attende di sentire ancora una volta quel vento, stavolta abbracciata dalle mani emozionate di un giovane vincitore.

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