Antonio Marras incontra Zanichelli e ne nascono 16 opere/parole del nostro tempo

“Mi affascina sporcare, imbrattare, rendere impuro, porre a contatto superfici, oggetti diversi. Trascorrere lunghe ore, dimentico di tutto e di tutti".

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Antonio Marras è un insegnante che avrebbe potuto prendere parte a romanzi di Zolà. Il suo percorso nella moda è un romanzo di formazione in versione couture ed è per questo che il maestro sardo incontra la storica casa editrice bolognese Zanichelli per un progetto che ancora una volta coniuga arte, moda, parola tutto alla corte del più romantico degli stilisti italiani. Passo indietro. Zanichelli ha lanciato di recente una campagna di sensibilizzazione sulla/alla lingua italiana (e straniera), come occasione di riflessione sulle capacità di espressione. L'unione tra Antonio Marras e Zanichelli, insieme all'hashtag #laculturasifastrada si traduce in una mostra di 16 opere, presentata a Milano nello showroom dello stilista. Parole di uso comune tradotte in opere d'arte da pronunciare con gli occhi: autore Antonio Marras. Il percorso museale che si snoda in preziose teche è visibile fino al 21 novembre. Ma non solo.

Dizionari Antonio Marras
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“La cultura non è mai andata fuori moda. È qualcosa di così connesso con la nostra esistenza che non se ne può fare a meno. È come l'aria. Credo che il mio lavoro implichi un'aderenza alla realtà e quindi alla cultura che ci circonda. Quel che ho provato a fare nel tempo è far dialogare questa disciplina che è la moda con altre discipline: arte, danza, poesia, cinema, teatro, letteratura" ha quotato l'artista e stilista Antonio Marras.

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Daniela Zedda

Otto delle opere vedranno una collocazione anche al Mudec nell'abito di un'asta presso il ristorante dello chef stellato Enrico Bartolini in quello che sarà un evento condotto dalla conterranea Geppi Cucciari. E se di vocabolario trattasi non può che essere Antonio Marras a riassumere questo incontro commovente tra ciò che pronunciamo e quello che sogniamo perché “mi affascina sporcare, imbrattare, rendere impuro, porre a contatto superfici, oggetti diversi. Trascorrere lunghe ore, dimentico di tutto e di tutti. Un foglio bianco, piccoli spazi di pagine già scritte, quaderni usati, vecchie copertine di libri, carta o cartone, cartoline, brandelli di stoffa, tutto chiede di essere riempito. Da incosciente quale sono un vocabolario diventa l’oggetto ideale per raccontare, fuori dalle righe, fuori dai margini.”

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