Hermès riscopre la Patafisica: e il gioco diventa un dettaglio da re-immaginare

A Roma torna un metodo e un’arte francese quasi dimenticata a cui Matali Crasset rende omaggio.

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Alessandro Argentieri

Forse non l’avete mai sentita. Forse pensate che sia un errore di scrittura eppure la Patafisica esiste e sarebbe la scienza delle soluzioni immaginarie che accorda ai lineamenti degli oggetti proprietà virtuose. Una teoria e una pratica che ha come padre spirituale Raymond Roussel (1877-1933), un dandy francese di ricchissime origini ma morto in povertà a Palermo causa i troppi barbiturici.

Oggetti dal museo Hermès di Parigi e dalla più recente collezione "Home" in esposizione a Roma in via Condotti 67.
Alessandro Argentieri

Perché Hermès lo celebra? Per un motivo tutto italiano. Il suo primo grand tour lo fece arrivando a Roma con il suo caravan. Che, per nota storica, non era un mezzo di trasporto usuale o conosciuto ai tempi. Era una giocosa invenzione. Proprio pensando a questo atipico pianista e scrittore (che collezionò in vita solo fallimenti artistici), Hermès ha voluto ricordarlo negli spazi di via Condotti 67 a Roma. Come? Con un altro ipotetico caravan disegnato dalla futurista Matali Crasset, apprezzata designer internazionale.

Uno dei moduli creati da Matali Crasset e Stéphane Corréard che omaggiano il genio di Raymond Roussel
Alessandro Argentieri

Il caravan, concepito anche dal curatore di mostre e critico Stéphane Corréard, assomiglia a una spigolosa e geometrica anfora con le ruote, al cui interno ci sono una serie di spicchi in plexiglas, popolati da oggetti Hermès. E non solo: sono arrivati dalla Francia anche memorabilia dello scrittore e antichità del museo Hermès. Il contenuto del caravan ovvero i suoi spicchi sono stati esibiti in due sale contigue, lussureggianti di sorprese, sui quali ognuno ha una calotta, con tanto di microfono, per spiegare il legame con Raymond Roussel.

Gli oggetti Hermès immaginati dentro il camper di Matali Crasset e Stéphane Corréard in omaggio a Raymond Roussel
Alessandro Argentieri

Il tema dell’anno di Hermès è infatti il gioco e dunque la vita ludica (e viziata) dell’artista è il pretesto per farci riflettere su un modo di pensare e agire che diventa arte e sorpresa, poesia e innovazione.

"La Vista" (2018) un’opera di Jean-Marie Alberola che rappresenta Raymond Roussel in un momento creativo
Alessandro Argentieri

Fino al 27 ottobre anche l’artista franco-algerino Jean-Marie Alberola mostra le creazioni a lui ispirate. Perché oltre a Kafka o Guy Debord, l’artista si interroga sulla fragilità della bellezza, l’estasi creativa e lo scopo dell’arte in una terza sala dall’intenso blu. Spazi che, oltre a qualche accessorio in vendita, fanno riflettere sul passato e portano il sogno verso l'inaudito e il curioso in una dimensione più vicina e possibile.

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