Cosa ha rivelato Hedi Slimane su Celine nella sua prima intervista a Le Figaro

Di pensieri, parole, opere e omissioni (di accenti acuti), il nuovo creative director della Maison dell'hôtel particulier si sbottona con il magazine francese.

Hedi Slimane Exhibition Opening
Getty ImagesMiguel Villagran

Se in 20 anni di carriera Hedi Slimane ha rilasciato un numero di interviste inversamente proporzionale a quello delle sue révolution estetiche (aka col contagocce), figuriamoci post proclama couture “Heidi Slimane Celine 2019” (e oltre). Intervistato per la prima volta da Le Figaro, dopo la sua ufficializzazione a capo della direzione creativa della maison fondata da Céline Vipiana, Heidi Slimane ha sbottonato - pochissimo - le asole delle sue camicie western-inspired per raccontare di quel passaggio di timone che è già storia Slimane-Philo, dell’adieu a Saint Laurent, della collezione Celine Primavera Estate 2019 e del perché un accento può valere (caro) mille interpretazioni.

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Getty ImagesMichel Dufour

Hedi Slimane e Parigi. Il concetto di artigianalità, i francesi, ce l’hanno in testa dalla nascita. Le tradizioni, gli ateliers, i métiers, l’immediatezza di un capo… sono tutte caratteristiche che puoi trovare solo a Parigi.

Hedi Slimane e la ristrutturazione di Celine. Il primo passo è stato rafforzare i laboratori già esistenti e aggiungerne dei nuovi dedicati alla sartoria. Abbiamo anche irrobustito la nostra côté dedicata al draping e al pattern making, soprattutto per gli abiti da sera e la couture. Tutto è stato fatto in modo preciso e ordinato.

Hedi Slimane e Phoebe Philo. Il nostro background, il nostro stile, la nostra visione del mondo è naturalmente diversa. Non si entra in una maison cercando di imitare o di stravolgere completamente il lavoro del tuo predecessore, ma provando a carpirne e rispettarne i codici e gli elementi vincenti. In ogni caso, l’eredità di Celine non è così pesante come quella di Dior o Saint Laurent, mi sento più libero e cerco di prenderla con più leggerezza.

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Lo stile di Hedi Slimane. Rigore, precisione, consistenza: queste sono le uniche cosa che contano per me. Sento di dover difendere una sorta di french touch formale, legato alle mie prime esperienze e ai geni che ho conosciuto, Yves Saint Laurent e Pierre Bergé. In definitiva, lo stile è una disciplina fatta di rinunce, della consapevolezza di ciò che si è e ciò che non si è. È qualcosa che hai dentro ma che è più forte persino di te stesso.

Hedi Slimane e Celine 2019. Altissima qualità, savoir-faire, giocare con i codici couture della borghesia, non rimanere incastrati nelle etichette, coniare un nuovo vocabolario.

Hedi Slimane e l’accento di Celine. Non sto cercando di marcare il mio territorio - come quando aveva “sbeccato” Yves Saint Laurent in Saint Laurent. Voglio semplicemente tornare a quell’iconografia essenziale in grado di dimostrare che le grandi maison sono ancora vive.

Hedi Slimane e la moda “inclusiva”. Ho sempre interpretato un’idea di mascolinità che prescinde dal corpo, dai muscoli, dai luoghi comuni legati alla virilità, e non intendo smettere di farlo adesso.

Getty ImagesBertrand Rindoff Petroff

Hedi Slimane e il nero. Il nero è forma ed essenza, è un elemento a cui non posso rinunciare tanto nel mio stile personale quanto in quello delle mie collezioni o fotografie. In Celine abbiamo lavorato a lungo per trovare il perfetto punto di nero, adatto a giacche, abiti, effetti satin, matte o shiny.

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L’infanzia di Hedi Slimane. Non ricordo giorno in cui non sia stato circondato da scampoli e tessuti, mentre guardavo mia madre ricamare… invece di andare al parco a giocare con gli altri bambini. Vengo da una famiglia di sarti abruzzesi, fare questo lavoro è un po’ come continuare questa tradizione infinita.

Hedi Slimane e il nuovo profilo Instagram Celine. Sono una serie di ritratti fotografici, lo so, ma prescindono da ogni collezione io crei. Non sono interessato alle bellezza tout court, ma all’energia e alla personalità. I casting sono la chiave di tutto, noi designer non saremmo niente senza i nostri modelli, sono un po’ degli artisti. Hanno la capacità di trasformare e dare vita alle nostre creazioni. Il “progetto Celine” è un’avventura di gruppo, una comunità fatta di personalità, un lavoro di team: studio, laboratorio e modelli.

Hedi Slimane e i millennials. Ho sempre fotografato, documentato e vestito la gioventù. Ma il termine millennial, da cui sembrano tutti ossessionati, lo trovo noioso. Ci siamo accorti solo adesso, forse, di quanto i gioventù sia importante e legata alla moda quanto alla musica. La giovinezza è grazia, libertà di parola e audacia. La giovinezza può risiedere tra i banchi della Sorbona, tra le celle del Saint-Germain o tra i marciapiedi dei grand boulevards, non esiste un solo tipo di giovinezza al mondo.

Getty ImagesDimitrios Kambouris
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Il lusso più grande di Hedi Slimane. Il tempo. E la privacy.

Hedi Slimane e i social network. I social media sono una fantastica rivoluzione, ma io continuo a sentirmi un po’ all’antica. Non ho account personali né li avrò in futuro, penso semplicemente che siano delle piattaforme preziose per scoprire nuovi talenti o condividere la propria arte. Chissà a cosa porterà in futuro tutta questa storia dei selfie, della rappresentazione di una verità fittizia… Chissà, forse i social network del futuro ci vorranno senza filtri e senza alterazioni della realtà

Il motto di Hedi Slimane. Tieni duro. Qualsiasi sia lo scopo, la motivazione, la critica, proteggi la magia di ciò che fai.

Getty ImagesMARTIN BUREAU
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