Il romanzo della sfilata di Celine by Hedi Slimane, la sua Celine, le sue notti

96 look, equamente divisi tra uomo e donna. La sua firma: ovunque.

Celine : Runway - Paris Fashion Week Womenswear Spring/Summer 2019
Yanshan ZhangGetty Images

Sia chiaro, non vi è nulla che può (auto)citare altro da Hedi Slimane. Ma con uno show che il nuovo direttore artistico titola La Nuit la citazione autoriale è d’obbligo. Viaggio al termine della notte (anno 1932) ronza nella testa quando inizia lo show della nuova collezione Celine - togliamo Primavera Estate 2019 perché la maison annuncia che questa è una collezione no-season. Sfilata creata nei minimi dettagli da Hedi Slimane, l’uomo che solo con quella “é” cambiata in una “e” e portando il suo font alle origini ha scosso Parigi e dintorni. Davanti alla sua collezione nulla può il movimento dell’Uniposca che ovunque appone “é” accentate sulla nuova campagna Celine che tappezza le città. Si parte con i maxi pois, i maxi fiocchi, le minigonne mini, gli smoking mini e alla quarta uscita (maschile) con trench e beatles boots Celine accentata è archiviata per sempre.

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Il mondo Hedi Slimane e il nuovo mondo Celine si muovono all’unisono nella notte abitata dalla soundtrack La Femme, scritta per lo show da Marlon Magnée, Sacha Got e Grace Hartzel (ascoltata da Hedi per la prima volta nella sua Los Angeles lo scorso anno). Su 96 look lo stilista americano ha voluto equamente suddividere le uscite ma ci tiene a precisare che tutto il guardaroba è unisex e i capi maschili in primis sono anche per le donne. Le modelle e modelli sono volti nuovi e poco conosciuti che hanno sfilato per questo show, la prima di molte notti parigine. New genderless?

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La fluidità della collezione è nelle intenzioni quanto nella pratica: il little dress, refrain di collezione è stato creato negli atelier della maison che mixano haute couture e pret-à-porter: la differenza? Inafferrabile e dichiarata. La nuova Celine di Hedi Slimane si palesa in parole chiave che annunciano rapidamente il nuovo corso: “Journal nocturne de la jeunesse parisienne french new wave and geometric synth-pop”. Urge cambiare il termine celinesco che dava per scontato il comfort-wear, i colori da cremeria, i volumi appoggiati ai corpi. Ma questo era un dettaglio pressoché scontato anche ore prima che Hedi Slimane a Le Figaro parlasse del suo nuovo affaire parigino.

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Effetto animalier che è puro trompe-l’oeil, the “novö” style jackets, volumi rettangolari e opere d’arte con riferimenti ai cartoon vintage riprodotte su maxi blouson e kimono dall’artista svizzero Christian Marclay. Tra gli a-dress e linee di occhiali da sole unisex e avvolgenti, iper-femminilità a fianco dell’intuizione maschile “ispirata dal movimento jenunes gens modernes”. Questo show è un romanzo e all’uscita 33, i pugni in tasca, il fit adamitico del pantalone da sera, la notte non accenna a passare all’alba.

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A chi si domanda dov’è la Francia Slimane risponde con il cappello parigino, “bibi”, veletta e ricordo frescherrimo delle notti di Slimane a Le Palace, enclave parigina della nightlife secondo Slimane stesso. Oppure alla 66esima uscita con marinière e blazer dai bottoni dorati (marinière che veste lo stesso Slimane a fine show). Le prime luci dell’alba arrivano al 96esimo look: quando un fascio dorato (lo stesso che ha animato le campagne pre-show del nuovo corso di Celine) avvolge la modella che, anfibio e peplo croccante, saluta La Nuit.

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