Quando Christian Dior insegnò agli americani a pronunciare "corolle"

Tutto sulla mostra Dior From Paris to the World (P.S. Scopri i video making of in esclusiva su Marieclaire.it)

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Non volevo essere solo il couturier delle parigine, io volevo realizzare i desideri di tutte le donne del mondo. Mentre realizzava le sue ambizioni, Christian Dior confezionava le nostre aspirazioni. A corolla, a pois, a cloche, a cascate di piume impalpabili. Avevo deciso di essere meticoloso, scrupoloso, di andare fino in fondo in tutte le cose, avevo deciso di andare dappertutto. Mentre compilava il suo memoir, una volta al centro di Place des Vosges, una volta ai piedi della Statua della Libertà, Christian Dior redigeva il capitolo pesantissimo/delicatissimo della storia dell’haute couture mondiale. Le pagine diventano stanze da coup de coeur immediato, i versi si trasformano i bozzetti di china, le lacrime d’inchiostro in percorsi sensoriali, da adesso fino al 3 marzo 2019 al Denver Art Museum in Colorado alla mostra Dior From Paris to the World. Una retrospettiva che ricorda/celebra/eterna i 70 anni (e oltre) della Maison di avenue Montaigne con un viaggio monumentale tra i viaggi geniali dello stilista nato a Granville nel 1905.


Progettata dall’architetto Shohei Shigematsu e curata dalla storica della moda Florence Müller, la retrospettiva Dior From Paris to the World è un’esplosione gentile degli armadi e degli archivi dell’Héritage di Maison. Dalla giacca Bar alla silhouette di Liz Taylor, i 15 spazi in cui si articola l’esposizione raccontano i Grand Tour di Dior attraverso 180 capi e accessori d’alta moda, schizzi, filmati inediti, prototipi di ampolle di fragranze icona e pack make up avant-garde (sì, anche oggi). Perché ripercorrere l’odissea del New Look proprio nel Nuovo Continente? Perché è quello da cui, nel marzo 1957, per primo (e nel nome) di tutti i couturier francesi Christian Dior appare sulla copertina del Time. Forbici giganti ed espressione sognante su patina croccante. “Ha tolto dalla bocca degli americani l’unico termine francese che conoscevano, Generale de Gaulle, per poi nutrirle a suon di chiffon, crêpe, animalier”, spiega la Müller. “È stato uno dei primi a capire l’importanza di un’eleganza raggiungibile da tutti, è così che ha conquistato il mondo”.

From Paris to the World, dal 19 Novembre 2018 al 3 Marzo 2019 al Denver Art Museum (DAM) in Colorado (USA)

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