A Parigi apre il circo Dior Haute Couture

Fra acrobate e sarte, l’Haute Couture di Maria Grazia Chiuri rende omaggio a chi dimentica le fatiche per condividere un sogno.

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Che la vita sia come un circo è metafora felliniana di vita ben conosciuta. Forse meno nota è la sfilata che Christian Dior fece a Londra e a cui la BBC dedicò un documentario dal titolo “Dior Circus comes to town” come ricordo dello show tenutosi all’hotel Savoy. Maria Grazia Chiuri deve averlo riscoperto mentre era in preparazione la mostra al V&A Museum di Londra (Dior Designers of the dreams dal 12 febbraio 2019). Consapevole di quanto, senza essere dei trapezisti, spesso ci si sforza di stare in equilibrio e di dare un sorriso alle grandi fatiche, anche lei si è lanciata in funamboliche prodezze da Haute Couture.

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Sempre nel giardino del Musée Rodin è stata realizzata una maxi tenda color bianca e beige con più di mille lucine. Nessuna terra battuta, ma una passerella a rombi nei colori pastello più opachi. La sua parata di artiste inizia con un’esibizione delle Mimbre acrobats, ragazze di ogni nazionalità, altezza, peso che vivono a Londra e con cui Maria Grazia Chiuri si è confrontata per capire le reali esigenze di movimento.

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Con i loro costumi in bianco e nero hanno aperto la strada ai 68 look di sfilata in cui si sprecavano i rimandi sottili a Picasso, Satie ma anche al Cirque Medrano che piaceva a scrittori del calibro di Cocteau. E nelle citazioni non si potevano dimenticare i più timidi personaggi di Degas o gli scenografici pagliacci di Toulouse-Lautrec al pari dei candidi Pierrot di Seurat fino alle malinconiche fotografie di Cindy Sherman.

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Su tutto però un tintinnio lontano della musica di sottofondo (Particle di Pantha du Prince & The Bell Laboratory) evidenziava oltre che l’arte dei riferimenti anche quella delle lavorazioni. Che non sono solo microscopiche perle e luminescenze impercettibili ma anche coriandoli infiniti, pois satin cuoio, introvabili ricami bigoudis e plissé fatti a mano. Un top incrociato che sembra maglia è invece tulle goffrato mentre le righe arcobaleno sono il riferimento alla prima donna cannone. E c’è anche la prima donna tatuata, solo vestita da gran sera. E riappare rivisitato anche l’abito anni 50 della modella Dovima fra gli elefanti, mitica foto in bianco e nero di Richard Avedon.

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Ad applaudire c’erano le italiane Sara Serraiocco, Isabella Ferrari, Laura Morante e Chiara Ferragni con la sorella Veronica oltre a Karlie Kloss, Natalia Vodianova, Bianca Jagger e Olivia Palermo. Un’avventura, quella di Maria Grazia Chiuri per Dior, esaltante anche per chi non apprezza il circo perché contemporanea e sinonimo della nostra vita o di un certo sistema moda che non è dedito solo al commercio ma soprattutto all’arte e alla sua condivisione.

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