Tyra Banks apre la Disneyland delle top model (e la scelta è politica)

La super modella degli anni 90 lancia una nuova sfida: rendere accessibile a tutti l'ambiente più posh dell'universo.

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Getty Images

Tyra Banks apre un parco divertimenti basato sulla vita delle modelle famose, una sorta di Disneyland dove tutti saremo top model. Prendiamo nota, ma oltre a registrare la notizia come un evento curioso, è inevitabile porsi alcune considerazioni. Partiamo dai suoi esordi. Si usa ancora la parola “revival”? Perché usarla per parlare del fenomeno delle top model anni 90 come regine di fama e bellezza di un tempo che fu, è un pochino destabilizzante, per chi c’era. Gli anni 80 hanno fatto da incubatrice a quell’epoca che per molti si è conclusa ufficialmente il 15 luglio del 1997, con l’assassinio di Gianni Versace nella sua villa di Miami. Gli anni 80 hanno creato il mito del Made in Italy, hanno elevato gli stilisti al rango di divinità e le modelle sono diventate le loro muse, da Brigitte Nielsen (nota nei backstage come Gitte), a Paulina Porizkova, da Carol Alt a Stephanie Seymour fino a Elle Macpherson. Tutto si è evoluto nel decennio successivo, quando sembrava ormai certo che il divismo fosse diventato un'esclusiva delle indossatrici o delle mannequin, per usare termini vintage, tanto che le dive che cinema sfondavano solo in due versioni: o bellezze non convenzionali, come Meryl Streep, o ragazze con fisionomie adatte alla passerella come Brooke Shields e, più avanti, Julia Roberts.

Negli anni 90 Tyra Banks era “l’altra pantera nera”, un passetto indietro all’inglese Naomi Campbell ma è stata comunque la prima afroamericana a finire sulla cover di Sport Illustrated ed entrambe spiccavano tra Cindy Crawford, Linda Evangelista, Christy Turlington, Claudia Schiffer, Carla Bruni e tutto il Dream Team delle top anni Novanta. Nel tempo Tyra si è lodevolmente riciclata in N-mila ruoli, da mentore assoluta del talent show di moda, ad attrice, scrittrice, insegnante, filantropa e pioniera della battaglia contro il body shaming. Oggi Tyra Banks ha un'altra missione che, letta attraverso il filtro di tutto ciò che abbiamo detto prima ha un solo senso: la legittima celebrazione di se stessa, okay, e di tutto quello che lei e le colleghe hanno rappresentato nella storia recente. Ma è tutto qui? No, per nulla.

Tyra Banks oggi, raggiunta la soglia dei 45 anni, ha dato l’annuncio dell'apertura di Modelland tramite Women’s Wear Daily, al quale ha svelato che tutto sarà basato sul suo omonimo romanzo semi-autobiografico del 2010. Poi ha spiegato che avvicinare le masse al mondo del modeling, invece di relegarlo in un ambito elitario, è la sua vocazione. "Ho creato i talent itineranti Next Top Model per espandere la definizione di bellezza basandomi sul mio dolore di sentirmi dire “no”, che non potevo fare qualcosa perché sono curvy o perché sono nera", ha detto a WWD. Questo parco divertimento a Santa Monica, (commettiamo che il riferimento Tyra Banks Instagram diventerà il migliore per seguirne gli sviluppi?) nato da un progetto che l’ex modella ha messo in cantiere dieci anni fa, è quindi anche una sorta di rivincita (di vendetta?), tramite l’apertura a tutti e tutte di un ambiente che ha cercato di rendersi inaccessibile persino per lei, agli esordi e alla fine. Tuttavia ha annunciato che saranno ospiti spesso delle star di oggi, come Gigi e Bella Hadid, e che saranno coinvolti costumisti e stilisti di Hollywood per creare outfit per i visitatori, da indossare subito. Non ci sarà da aspettare molto per scoprire come ci si sente a essere Tyra Banks. Il parco, che sta sorgendo nel centro commerciale di Santa Monica Place, verrà inaugurato quest’anno e sarà completo di ristoranti, albergo e tutto ciò che riassume in miniatura un mondo speciale, definito da Cut "un luogo in cui i visitatori potranno sperimentare una versione fantasy dell’ambiente in cui vivono le modelle, la versione da sogno di se stessi”. Resta da sapere se il business of fashion accoglierà questa iniziativa o la considererà un mezzo oltraggio. Di cui Tyra, comunque, se ne infischierebbe perché non deve rendere conto di niente a nessuno.

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