Il nuovo chalet di Chanel

C’è una nuova regina delle nevi: è Virginie Viard che da Chanel ci porta in una stazione alpina mai vista.

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Nell’aria c’è la voce di David Bowie che canta Heroes, la sfilata di Chanel è finita ma nessuno si muove. Le modelle sono uscite insieme per il gran finale eppure il contegno, la devozione e il rispetto immobilizzano tutti. C’è chi aspetta la neve dalle navate del Grand Palais, chi vorrebbe la sorpresa: questa volta il cordoglio toglie ogni sorriso ma non gli applausi e la standing ovation per una maison diventata un mito grazie a Karl Lagerfeld. Per lui c’è stato un minuto di silenzio interrotto dalle sue stesse parole: <<Quando mi hanno proposto (di lavorare da Chanel) molti mi hanno detto “È un niente, è morto come marchio. Non accettare!”, ma io trovavo affascinante il personaggio e tutto. Alla seconda volta ho accettato proprio perché tutti mi dicevano di non farlo. E poi è diventato un marchio di moda che anche la Regina d’Inghilterra, quando è venuta da Chanel, per l’allestimento disse: “È bello come un quadro, sembra di camminare in un dipinto”. Non me lo dimenticherò mai>>.

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E se queste sono state le ultime parole di Karl da Chanel, quelle di Virginie Viard, il nuovo direttore creativo di Chanel, sono state tutte nella collezione ispirata al grande freddo alpino. Fra il centrale Chalet Gardenia (da cui uscivano le modelle) e altre casette in legno laterali alla passerella di derivazione svizzera (la nazione rifugio per Coco Chanel durante la seconda Guerra Mondiale), Cara Delevingne ha aperto lo show indossando un cappotto lungo fino ai piedi in pied-de-poule mentre le altre hanno preferito morbide lane mélange.

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Tutte indossavano scarponcini da montagna in shearling ma con lacci di catene. Le modelle che passeggiavano sulla neve, potevano sembrare ricche signore di Aspen o Megève, sempre perfettamente accessoriate ma mai strabordanti di loghi. Solo un orecchino, un maglione arancio e qualche bracciale si sono fatti notare per la loro doppia C.

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La palette è quella dei colori della maison: bianco e nero con il leggendario beige fra colpi di colore perfetti per farsi riconoscere sulle piste: rosa ladino, arancio albicocca e verde pino. Nessuna stampa divertente ma d’altra parte l’assenza di Karl spegne gli entusiasmi, seppure con una collezione così la continuità è garantita.

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Fra i passi innevati arriva anche Penelope Cruz, amica da sempre di Karl e recente testimonial per la campagna della collezione La Pausa. Con una rosa bianca in mano e il suo abitino di ruches con gonna di candide piume come la neve, che ogni tanto si leva al passaggio delle modelle. E mentre il ghiaccio tintinna come cristalli, la certezza che Chanel resterà ancora in pista è un dato di fatto a vedere una tale collezione. Virginie non risponde a nessuna domanda sulla sua ultima fatica ma la sua uscita a fine sfilata, così veloce, carismatica e memorabile, è salutare come un bel respiro in montagna: profuma di buono e potrebbe iniziare a lenire il dolore per la perdita di Karl Lagerfeld.

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