"L'animale più bello della Terra è l'essere umano" la mostra show di Thierry Mugler

Prêt-à-porter, haute couture, Haute Parfumerie e talento visionario, nutrono lo spettacolo della prima retrospettiva di Thierry Mugler: Couturissime. Dal Musée des Beaux-Arts di Montréal al Kunsthal di Rotterdam (per ora).

Alan Strutt, Thierry Mugler
Alan Strutt, Yasmin Le Bon, Palladium, London, 1997 ; Evening Standard Magazine, October 1997. Photo © Alan Strutt. Outfit Thierry Mugler, La Chimère collection, “La Chimère” gown, haute couture fall/winter 1997–1998

«Sono sempre stato affascinato dall'animale più bello della Terra: l'essere umano» - Thierry Mugler

Dimenticate i vaghi sogni utopici che ha sempre incarnato. La chimera è reale, favolosa e pronta a vestire l'animale più bello della terra, con la magnifica creazione di Thierry Mugler. Più di una metafora del suo potere metamorfico e rivoluzionario. Una seconda pelle di scaglie, crini e piume in corsetto dorato (creato da Mr.Pearl), usata dal couturier visionario per dare nuova forma al corpo e all'immaginario, all'umanità e alla femminilità. Una forma in continua trasformazione. Prêt-à-porter, haute couture, profumi ed effetti speciali per uno spettacolo senza precedenti, di nuovo in scena e in passerella con la prima retrospettiva di Thierry Mugler. Couturissime, inaugurata al Musée des Beaux-Arts di Montréal (fino 8 settembre 2019) e pronta a fare la prima tappa europea al Kunsthal di Rotterdam (13 ottobre 2019 - 8 marzo 2020), con il suo viaggio nel glamour più sfrenato, tra moto-bustier perfetti per popstar come George Michael e Beyoncé, la memoria di fragranze irresistibili, fotografie rare e video di uno spettacolo inarrestabile, quasi quanto le performance di temperamenti camaleontici, del calibro di David Bowie e Lady Gaga.

Emma Sjöberg during the shooting (by Patrice Stable) of the video for George Michael’s song “Too Funky,” Paris, 1992, directed by Thierry Mugler. Outfit Thierry Mugler, Les Cow-boys collection, prêt-à-porter spring/summer 1992
© Patrice Stable. Outfit Thierry Mugler, Les Cow-boys collection, prêt-à-porter spring/summer 1992

Oltre centoquaranta delle sue creazioni più eclatanti e materiale in gran parte inedito, portano in mostra il talento istrionico del ballerino di Strasburgo, avvicinatosi alla moda per caso a Parigi e alla fotografia per colpa di Helmut Newton. Il fotografo era così esasperato dalla sue continue richieste, da invitarlo a fare da solo, dopo avergli lanciato la macchina fotografica e prima di diventare uno dei suoi amici e collaboratori più cari.

Il resto è storia, impressa nelle fotografie scattate dallo stesso Mugler e dai migliori obiettivi puntati sul fashion system. Tutti i frammenti di uno spettacolo scintillente, assemblati dal percorso espositivo curato da Thierry-Maxime Loriot, sotto la direzione di Nathalie Bondil, insieme alla pubblicazione accademica che l'accompagna. Illuminante, come la ricerca approfondita che guida il viaggio nell'universo di Mugler, edita da MMFA con la collaborazione di Phaidon e disponibile da maggio 2019, con Les Insectes collection indossato da Jerry Hall in copertina ma tante eroine contemporanee ad affollarne le pagine.

Jerry Hall by Dominique Issermann. Outfit: Thierry Mugler, Les Insectes collection, haute couture spring/summer 1997
© Dominique Issermann. Outfit Thierry Mugler, Les Insectes collection, haute couture spring/summer 1997

Questo viaggio vibra, insieme al guizzo d'acciaio dell'automa che resuscita la cattedrale di modernità della Metropolis di Fritz Lang, fotografato da Helmut Newton e Karl Lagerfeld. Freme con il fascino dinamico e resistente colto da Paolo Roversi e le alchimie couture di Sarah Moon. L'obiettivo di Ellen von Unwerth è puntato su Eva Herzigova, la Cow-boys collection di Mugler e la seducente emancipazione che l'ha resa una dirompente fotografa della femminilità.

L'universo di Mugler è il filo conduttore tra l'eleganza enigmatica cara a Lillian Bassman e le armonie ricercate da Herb Ritts, le metafore estremizzate da Guy Bourdin, o le passioni e ossessioni esplosive di David LaChapelle.

Toni Garrn for Vogue (Germany), 2009, digital print. Photo by Karl Lagerfeld. Outfil Thierry Mugler, Anniversaire des 20 ans collection, prêt-à-porter fall/winter 1995–1996
© Karl Lagerfeld. Outfil Thierry Mugler, Anniversaire des 20 ans collection, prêt-à-porter fall/winter 1995–1996
Audrey Marnay, W, April 1997. Photo by Paolo Roversi. Outfit: Thierry Mugler, Les Insectes collection, haute couture spring/summer 1997
© Paolo Roversi. Outfit Thierry Mugler, Les Insectes collection, haute couture spring/summer 1997

Sono scatti, bozzetti, video, fragranze e quel che resta di celebri collaborazioni artistiche e cinematografiche, a restituire la vasta gamma di stimoli e trasformazioni toccate da Mugler, con la complicità delle ambientazioni scenografiche di Michel Lemieux e Philipp Fürhofer, insieme agli effetti speciali di Rodeo FX. Il designer londinese Tord Boontje ha anche creato lampadari di cristallo Swarovski per una delle gallerie.

«Nel mio lavoro ho sempre cercato di far sembrare le persone più forti di quello che sono realmente, come superdonne o superuomini. Mi è stato spesso detto quanto siano diventate persone molte più sicure di sé quando hanno indossato i miei modelli » - Thierry Mugler

Eva Herzigovaa, behind the scenes at the Thierry Mugler fashion show, Paris, 1992. Photo by Ellen von Unwerth. Outfit: Thierry Mugler, Les Cow-boys collection, prêt-à-porter spring/summer 1992
© Ellen von Unwerth. Outfit Thierry Mugler, Les Cow-boys collection, prêt-à-porter spring/summer 1992
Danie Alexander; London Sunday Times, May 1998. Photo by David LaChapelle. Outfit: Thierry Mugler, Jeu de Paume collection, haute couture spring/summer 1998
© David LaChapelle. Outfit Thierry Mugler, Jeu de Paume collection, haute couture spring/summer 1998.

L'impatto visivo delle sue sfilate più eclatanti ed estreme, spinto oltre le ossessioni del tempo e lo star system dei suoi protagonisti, nel percorso espositivo segue le idee provocatorie dello scultore di universi poderosi, da indossare anche con la Haute Parfumerie inedita, inaugurata nel 1992 da Angel. Una rivoluzione olfattiva di due o tre note, distillate insieme ai ricordi d'infanzia, il suo universo visionario e l'armonia dell'eccesso.

«Quando ero bambino, non riuscivo ad accettare il mondo che mi circondava. Sognavo di crearne uno della mia misura. Un mondo tutto per me» - Thierry Mugler

Bionic Sayoko (Sayoko Yamaguchi), Façade, 1977, painted photograph by Pierre et Gilles
© Pierre et Gilles

L'addio al mondo della moda di Thierry Mugler risale al 2003, ma la mostra, prodotta dal Museo delle Belle Arti di Montreal in collaborazione con la Maison Mugler e il Gruppo Clarins che ha acquistato il marchio Mugler, segue il flusso creativo dell'eclettico artista, tornato a essere semplicemente Manfred, senza scalfire il suo innato talento per lo spettacolo. Vivace e presente nelle nuove sfide e visioni audaci del creatore di profumi e grandi eventi, dalla creazione di costumi per Zumanity (2003), lo spettacolo per adulti del Cirque du Soleil, agli abiti indossati da Beyoncé nel tour mondiale I Am... (2009).

«La mia unica e autentica vocazione è lo spettacolo» - Thierry Mugler

Thierry Mugler, Claude Heidemayer, New York. Photo © Thierry Mugler. Outfit Thierry Mugler, Les Infernales collection, prêt-à-porter fall/winter 1988–1989
© Thierry Mugler. Outfit Thierry Mugler, Les Infernales collection, prêt-à-porter fall/winter 1988–1989

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