Maeva Giani Marshall e quelle cicatrici che "possono sembrare cool su Instagram, nella realtà sono tutt'altra cosa"

Un nome da guerriera e un viso che sembra uscito da un dipinto di Raffaello: chi è Maeva Giani Marshall, la modella che sta cambiando l'idea che abbiamo della bellezza.

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Courtesy Photo Bally

Le efelidi si affollano sul suo viso, in un reticolo a pois del quale è impossibile discernere il percorso. Una particolarità, quella di Maeva Giani Marshall, che, non è nata con lei, nella nativa e soleggiata Florida, ma che quello stesso sole ha contribuito a creare: non orpello estetico, ma cicatrice. Quelle lentiggini, infatti, altro non sono che ferite rimaste sul suo viso, dopo una reazione allergica particolarmente violenta all'esposizione solare.

Se le efelidi sono considerate in effetti sinonimo di una certa bucolica e innocente bellezza per alcune culture – esclusa quella cinese, dove sono definite anti-estetiche e incompatibili con l'incarnato lunare a cui le donne dovrebbero ambire – quelle di Maeva si rincorrono in maniera disordinata e caotica, eppure, a guardarla, bellissima, sul suo ovale. Ovviamente, quando ha iniziato la sua carriera di modella, non le sono tornate utili: i canoni estetici vigenti almeno fino a qualche stagione fa condannavano la diversità, e quindi l'unicità, della bellezza.

Proprio per questo motivo Maeva, oggi reclutata con intelligenza dall'agenzia Premiere Models, è divenuta testimonial dell'ultima campagna di Bally, Champions are made, dedicata al rilancio delle sneakers originariamente prodotta negli anni 90, e usata sui campi da tennis del French Open. Accanto a lei, a raccontare come si scolpisce un carattere capace di affrontare qualunque avversità, nel campo da gioco e nella vita, l'attore Ncuti Gatwa, divenuto famoso interpretando il ruolo di Eric nella serie acclamata di Netflix, Sex Education ( è già in produzione la seconda stagione), e il ballerino della Royal Ballet School Matthew Bell.

«In realtà non ho mai deciso di fare la modella » spiega, quando la raggiungiamo al telefono «posavo a volte per degli amici, ma nulla di serio o professionale. A un certo punto un'agenzia mi ha notata e contattata, ma non ero neanche sicura di volerlo trasformare in un lavoro a tempo pieno. Poi ho pensato alle opportunità che questa carriera mi poteva offrire, e diciamo che ci ho ripensato. Anche se, a dire la verità, non avrei mai pensato di arrivare dove sono oggi».

Le lentiggini sono state un problema, in tutto ciò?
È divertente che tu lo chieda. La gente in realtà pensa che siano IL motivo per il quale faccio la modella. Nella realtà, ho ricevuto moltissimi rifiuti per quello che c'è sul mio viso...Può sembrare cool su Instagram, nella realtà è tutt'altra cosa. Ormai fa parte del mio lavoro, provare a farmi spazio, quando gli altri mi mettono in dubbio.

Com'è nata la collaborazione con Bally?
Quando ho posato per la campagna, mi è sembrato che condividessimo lo stesso punto di vista, quello di dare importanza a persone con una storia, non solo in ragione della loro bellezza. Un percorso che ho condiviso con Ncuti e Matthew, e mi ha reso felice vedere un brand importante riconoscere il nostro background, e le nostre lotte, senza provare a cambiarci: non è da tutti.

Però tu sfili già da un anno: l'esordio è stato durante la scorsa NYFW..
E se ci penso oggi, non credo di avere abbastanza parole per descrivere l'emozione di allora. La cosa divertente è che anche oggi, ho la stessa ansia da prestazione, nel senso più positivo del termine..le mani sudaticcie e i brividi prima di salire in passerella. Sento molte altre colleghe lamentarsi del carico di lavoro della fashion week, mentre io sono piena di adrenalina se penso di dover sostenere 12 casting, figurarsi quando poi si arriva in passerella. Divento una bambina di 8 anni che aspetta l'arrivo di Babbo Natale (ride). È un traguardo importante per me, soprattutto in quanto sono considerata “diversa”. E ancora oggi, non è facile nella moda essere considerata adatta a sfilare quando hai i tatuaggi e le lentiggini. Ma sai cosa, sono orgogliosa e grata delle opportunità che ho avuto fino ad oggi.

Grazie a te e modelle come Winnie Harlow, la diversità oggi è celebrata, la si esibisce con orgoglio. Credi che ci sia ancora molto da fare per combattere la discriminazione e questi canoni di bellezza ormai datati?
Abbiamo indubbiamente fatto dei passi in avanti, ma ancora oggi c'è gente che pensa che le modelle dovrebbero essere tutte ugualmente bellissime, mai “strane”. Quando percepisco questo atteggiamento ringrazio, e prendo la porta. Però mi riscalda il cuore vedere che nella maggior parte dei casi è possibile vedere in passerella tanti tipi diversi di bellezza, e non solo quelli che rispondono ai classici canoni estetici. La strada imboccata è quella giusta, l'obiettivo è anche dare fiducia e ispirare le nuove generazioni!

Ma questo nome così bello ed esotico, Maeva Giani, poi, da dove arriva?
Grazie mille (ride). Mi piace molto il mio nome, ancora di più il significato. Maeva significa “benvenuto” in thaitiano, e un po' rappresenta la persona che sono: mi piace far sentire le persone che amo al sicuro e protette. Il nome per intero è Maeva Nikita Giani, e sì, come puoi immaginare mia madre ha preso ispirazione dal film..

Con questo nome da guerriera, qual è il tuo prossimo obiettivo?
Lo stesso di quando ho iniziato: dare una casa a mia nonna, alleviare mia madre da qualunque problema economico, e aiutare come posso amici e famiglia.

Il sogno di una vita?
Questa è difficile...facciamo che ti chiamo quando lo capisco?

Cosa vedi oggi, quando ti guardi allo specchio?
Sono orgogliosa di dire che vedo una donna forte, sicura, bellissima e indipendente che ne ha passate tante, ma ha reso orgogliose le persone che ama. Dovremmo sentirci tutte così. Quando però mi sento triste, o sono in uno di quei giorni nei quali non mi piaccio, come capita a tutte, mi metto allo specchio dopo la doccia e ripeto: “sei forte, sei bellissima, e sei potente”. Funziona, provalo!

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