Siamo stati nella Shanghai 3D di Tracey Snelling alla Biennale di Venezia

Intervista con l'artista Tracey Snelling, ex-residente del Swatch Art Peace Hotel a Shanghai, presente in Biennale al padiglione Swatch Faces 2019.

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"Come artista, osservo costantemente le persone. Perché fanno quello che fanno? Che cosa fanno quando nessuno li guarda, quando sono da soli?" ci racconta Tracey Snelling l'artista statunitense, classe 1970, ex-residente dello Swatch Art Peace Hotel di Shanghai, la residenza di artisti fondata dal brand svizzero di orologi nel 2011 e presente alla Biennale d'Arte di Venezia 2019 fino al 24 novembre. Tracey Snelling riproduce le sue impressioni di un luogo, di chi lo abita e delle loro esperienze in installazioni multimediali: conglomerati di edifici, su piccola scala, senza facciata, affastellati in alte torri di luci, insegne, video, fotografie, souvenir…

Swatch Ltd.

Snelling condivide il padiglione Swatch Faces 2019 insieme agli altri tre artisti selezionati per questa edizione dal direttore creativo Carlo Giordanetti: Santiago Aleman (Spagna), Jessie Yingying Gong (Cina) e Dorothy M Yoon (Corea del Sud). Abbiamo incontrato Tracey nei giorni di vernice della Biennale, di cui Swatch è main sponsor, in Arsenale dove l'artista ci ha raccontato delle sue metropoli interattive, stratificate, multicolor, scaturite da voyeurismo, film noir e posizione geografica e architettonica.

Raccontaci del tuo progetto, di questa interactive crazy city…
Si chiama Shanghai/Chongqing Hot Pot/Mixtape. È una combinazione delle due città e nella Cina in generale. L'ho costruita in circa cinque mesi, durante la mia residenza Swatch a Shanghai, era la mia terza volta in Cina.

Swatch Ltd.

Sculture, suoni, video, luci: il tuo lavoro si può definire multimediale? Come sei arrivata a utilizzare tutti questi linguaggi, elementi, materiali diversi?
Ho iniziato come fotografa, anzi no, veramente ho iniziato facendo collage. Ho realizzato un collage di un palazzo senza la facciata frontale e guardando tutte queste stanze, mi è venuto in mente di creare una scultura tridimensionale. L’ho fatta e poi ho fotografato la stanza. In seguito, ho aggiunto la musica, e ho continuato a sperimentare. Penso di non essermi mai soffermata su come come potevo definirmi…

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Le tue installazioni sono un po’ delle storie, sei d’accordo?
Well, sono storie, sono definitivamente storie! Penso che le mie installazioni, le mie sculture, in un certo senso siano dei film 3D perché ci puoi girare intorno. Non c’è un punto di inizio, o un punto di fine. Ma sono storie che ruotano soprattutto intorno alle persone, cosa fanno le persone, che tipo di decisioni prendono…

Entrare nelle case, nelle stanze delle persone, significa entrare nel loro spazio intimo. Come ti senti a “spiarle”?
È puro voyeurismo in un certo senso, ma a volte ci metto anche me stessa. Per esempio, guarda qui, in questa stanza, in questo video, ci sono io mentre mi sto facendo fare un tatuaggio a Shanghai.

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Queste stanze sono delle vere miniature, così ricche di dettagli e davvero realistiche, immagino che richiede molto tempo costruirle…
Sì, è vero, ma ormai le faccio da un bel po’ di tempo, e ho messo in piedi una specie di catena di montaggio, ma faccio tutto da sola. Cerco di mettere la giusta quantità di dettagli e poi mi obbligo a fermarmi, perché se no potrei continuare forever! Ma vuoi vedere il retro?

Assolutamente! Oh wow, ora devo scattare una foto…
Ci tengo che le persone vedano anche il retro. Anche questo è interessante, secondo me.

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Ma quanto ti diverti quando lavori?
Mi diverto moltissimo, non posso crederci che faccio questo nella vita, ma allo stesso tempo è un lavoro duro, così meticoloso e, a volte, è difficile usare degli assistenti perché ci sono così tante decisioni da prendere. Così, alle volte è stressante, altre amazing. All of it!

Quest'opera però è diversa dalle altre, sembra più una moodboard, un collage, una collection di ricordi…
Ne ho già fatte altre in questo stile, le ho chiamate Clusterfucks. Un Clusterfucks è dove tutto viene messo assieme a caso. A volte realizzo tutta una stanza e mixo foto, proiezioni, differenti culture…, ma qui, dato che ero Cina, è tutto sulla Cina. Quella che vedi qui è diversa da ciò che avevo costruito in residenza Swatch, è molto più politica. In Cina non ho potuto a causa delle restrizioni, you know... Ad esempio, questa foto ritrae un arresto politico e qui i musulmani che vengono deportati in centri di rieducazione. I mean, la Cina è un paese così complesso, ha fatto così tante cose meravigliose, ma poi, il governo può essere così harsh e (con questa opera) ho voluto commentare questo, in un certo senso.

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E ora, cosa ti piacerebbe fare come prossimo progetto?
Ora vorrei lavorare a una grande serie di stanze, come 8/12 stanze nello stesso spazio. Grandi. Dove puoi camminarci dentro.

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