Come Quando Fuori Pitti 96: bigino illustrato del made in Florence

Debutti assoluti, grandi ritorni, anniversari speciali, e commistioni con l'arte contemporanea (e le sue icone pop): cosa non perdersi a Firenze nei giorni del Pitti...

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VIncenzo GrilloImaxtree

Dall'11 al 14 giugno, tutto il mondo (della moda) si darà appuntamento a Firenze: l'occasione è l'edizione numero 96 di Pitti Immagine Uomo, sempre più evento protagonista del calendario della moda maschile internazionale, pur restando una fiera, dove a far mostra sono i nomi consolidati e i nuovi talenti del panorama del menswear. Intorno alla Fortezza da Basso, infatti, si svilupperanno come in una costellazione, una pletora di special event e mostre e opening, che renderanno Pitti Special click – il tema che guida quest'edizione – stella polare di Firenze.

Gli abiti di oggi, e di ieri, così come la loro evoluzione, saranno al centro delle 72 ore, declinandosi in qualunque tipo di contenitore: lo storico della moda Olivier Saillard, dall'anno scorso nella squadra di Pitti come consulente artistico, curerà la mostra Romanzo breve di moda maschile, sostenuta dalla fondazione Pitti Discovery: al museo della Moda e del Costume di Palazzo Pitti, si potrà così compiere un viaggio nel passato recente dell'armadio maschile, studiandone le evoluzioni. Dall'inglese del punk seventies Vivienne Westwood all'approccio minimalista figlio degli anni 10 di Fumito Ganryu, passando per Romeo Gigli, a essere esposti saranno brand che hanno partecipato, dal 1989 al 2019, al Pitti (e tra di loro ci sono anche nomi contemporanei come Fabio Quaranta, l'astro nascente della moda inglese Craig Green, Andrea Incontri e Andrea Pompilio). La mostra, visitabile fino al 29 settembre per poi trasformarsi in una collezione permanente donata al Museo della Moda, diventerà anche un libro.

Pitti, però, è anche la piattaforma perfetta, non solo per rievocazioni di stile, ma anche per i debutti: proprio qui, infatti, il 12 giugno, nella cornice scenografica del Tepidarium del Roster, il messinese Marco De Vincenzo lancerà la sua prima collezione uomo. Responsabile creativo della pelletteria di Fendi, dove è arrivato a soli 21 anni, De Vincenzo ha poi lanciato nel 2009 il suo marchio eponimo, amato in Italia e all'estero per l'approccio sognante, eppure contemporaneo, alla femminilità. Un suolo, quello della Fortezza da Basso per il quale il creativo era già passato nel 2016, quando è andato alla manifestazione come designer ospite per il ready-to-wear femminile. «L’energia di quell’evento era stata talmente incredibile che mi ero ripromesso che ci sarei tornato per un debutto importante» ha affermato De Vincenzo. «La mia prima collezione uomo non poteva che essere presentata in un contesto simile, dove la gioia di fare questo mestiere si respira in ogni angolo della città».

Un altro debutto da segnare nei calendari è quello di Clare Waight-Keller, direttrice creativa di Givenchy, che a Firenze porterà la prima collezione uomo del marchio firmata da lei. Il guest designer di quest'edizione sfilerà il 12 giugno, inorgogliendo non poco la squadra guidata da Lapo Cianchi, il direttore della comunicazione di Pitti Immagine, che ha affermato: «Quella di Clare Waight-Keller è una visione forte, moderna ed elegante: un progetto perfetto per Pitti Uomo. Sono certo che le atmosfere e gli spazi di Firenze offriranno a Givenchy ulteriori motivazioni estetiche e simboliche per concentrarsi sulla moda maschile».

A festeggiare un compleanno speciale, sarà invece Massimo Giorgetti, la cui creazione, MSGM, compie 10 anni, e spegnerà le candeline proprio al Pitti, dove era già stato anni fa, come uno dei protagonisti di Pitti Italics, sezione dedicata alla new wave dei talenti del Belpaese. Al Nelson Mandela Forum sfilerà la collezione per la primavera/estate 2020 del brand nato celebrando l'atmosfera festaiola della riviera romagnola e la musica indie, quella vera, che ha definito i primi anni 2000 (MSGM è infatti un omaggio conclamato a band del calibro di MGMT e The Strokes).

E sembrerà un ritorno a casa, quello di Salvatore Ferragamo: il fondatore omonimo della maison, infatti, arrivò in città nel 1927, dopo un periodo negli Stati Uniti, dove era divenuto “il calzolaio delle stelle”. Oggi il marchio, che ha alla guida creativa l'inglese Paul Andrew tornerà a sfilare in occasione dell'apertura della manifestazione l'11 giugno, in Piazza della Signoria, dove troneggia la splendida Fontana del Nettuno di Ammannati, che proprio il marchio ha contribuito a restaurare.

Infine, si strizzerà l'occhio al mondo dell'arte: ad arrivare in città con la sua prima collezione di abbigliamento sarà infatti Sterling Ruby, creativo americano attivo in molteplici discipline, dalla scultura alla ceramica, passando per la pittura e le installazioni. Dopo aver rielaborato il workwear americano e aver collaborato con diverse maison della moda – tra cui Raf Simons, creativo da sempre attratto dal mondo dell'arte – Sterling presenterà S.R. Studio. LA.CA. : e chissà se sarà emozionante quanto avere i propri lavori esposti al MoMA di New York e alla Tate Modern di Londra...

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