Il Colosseo, il Palatino e Fendi

Silvia Venturini torna alle origini di Roma ma con la modernità che da sempre contraddistingue Fendi.

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Courtesy of Press OfficeImaxtree

Di solito le sfilate fuori calendario o in luoghi inconsueti sono sempre spettacolari e memorabili, ma questa di Fendi Couture è uno di quei show che rimane nel cuore per molte ragioni.

Prima di tutto l’omaggio soffuso a Karl Lagerfeld, che per 54 anni ha guidato la maison romana e a cui Silvia Venturini ha dedicato le 54 uscite, scelte dagli archivi ma rielaborate ad arte. E il piacere, anche per chi si ricordava le cappe “Astuccio” o i cappotti “Chalet”, è stato proprio la reinterpretazione così attuale e sorprendente, che del passato emanava solo il miglior profumo.

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Altro atto da premiare: aver continuato a creare le “non pellicce” o “fur-like” che proiettano Fendi nella Couture grazie a lavorazioni certosine di ricami ma anche di intagli e geometrie. «Siamo partiti come spirito da un libro che mi aveva regalato Karl per questo show sulla Secessione Viennese, la Ver Sacrum», una raccolta di riviste del secolo scorso che profetizzavano l’arte come opera totale e patrimonio di tutti. E anche per questo, Silvia ha permesso di mostrare gratuitamente queste meraviglie (dal 14 al 22 luglio 2019) al Palazzo della Civiltà Italiana di Roma.

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Perché bisogna andare a vederle? Perché solo Fendi riesce a tradurre meraviglie italiane in altri miracoli di incomparabile fattura. I marmi per esempio delle basiliche romane sono stati ricreati non come mere stampe ma tramite le tecniche di accostamento di materiali unici. Nessun look, anche se appare fatto di porfido, granito e alabastro non è mai pesante anzi è così ben “gheronato” ovvero ridotto a listarelle che crea effetti ottici impensabili.
E non per nulla, quando Silvia è uscita gli applausi non sono mancati tanto che a oggi si contano 51 appuntamenti di facoltose clienti che vogliono avere almeno uno di questi look. E pare che Catherine Zeta-Jones sia una di queste, presente anche lei alla sfilata con l’eterea figlia Carys Douglas.

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In quella cornice unica che è il colle Palatino con una passerella in travertino che sembrava arrivare direttamente al Colosseo, con le musiche tecno di Caterina Barbieri, anche Chiara Ferragni con il marito Fedez, la cantante Zendaya, il gigantesco attore Jason Momoa e la divina (ma mai troppo diva) Susan Sarandon. Una location, quella del tempio di Venere, che verrà restaurata da Fendi offrendo 2,5 milioni di euro al Parco Archeologico.

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Sul fronte italiano invece c’era la stilista di Dior, Maria Grazia Chiuri e griffatissime attrici (vestite Fendi) come Miriam Leone, Sara Serraiocco e Margherita Buy. E più sorridenti che mai, il regista Luca Guadagnino e l’artista Francesco Vezzoli hanno applaudito l’emozionata Silvia, che anche dopo giornate estenuanti di prove e interviste, è apparsa più bella e forte che mai.

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