Le dimissioni di Ed Razek da Victoria's Secret, l'uomo che non voleva modelle trans

Dopo l'annuncio di Valentina Sampaio quale prima modella transgender per VS, arriva l'addio del capo del marketing: un caso o una strategia precisa?

1999 Victoria's Secret Fashion
Images PressGetty Images

Valentina Sampaio sarà la prima modella trans nella storia di Victoria’s Secret. E con questo i titoli dei giornali hanno appianato una controversia che durava da tempo in casa di uno dei più famosi marchi di lingerie del nuovo millennio. Tra gambe chilometriche in passerella, show faraonici a rischio cancellazione (non si farà, come dichiarato dalla modella Shanina Shaik? Si farà, ma senza andare in onda in televisione? E in caso, come?), polemiche attorno all’ingresso nel cerchio magico delle modelle sottoposte a regole rigidissime, alle domande sulla crisi di Victoria’s Secret ne manca una: cosa succederà in Borsa e sul mercato dopo le dimissioni di Ed Razek, capo del marketing di L Brands che controlla VS, annunciate con un memo inviato ai dipendenti dal CEO Leslie X. Wexner?

Un passo indietro è doveroso, perché l’addio di Razek (che, scrive il Wall Street Journal, “is retiring”, ovvero va in pensione) potrebbe aggiungere un ulteriore faro illuminante sulla parabola calante di Victoria’s Secret degli ultimi anni. Tra ali di angelo sempre meno spiegate e fatica nel mantenere la leadership nella lingerie grazie al boom dei nuovi marchi di intimo sexy online, ha dovuto cominciare a ripensare il proprio ruolo. I 53 negozi chiusi negli Stati Uniti nell’ultimo anno hanno dato una botta seria agli affari del marchio, e la scelta del riposizionamento di mercato è stata obbligatoria. Poi, il lento lavoro di marketing cominciando dall’apertura alle modelle transgender (beh, una) finora ben poco apprezzate in casa VS. Proprio Ed Razek, in occasione del Victoria’s Secret Fashion Show 2018, aveva deliberatamente affermato a Vogue che la sfilata era una fantasia e non avrebbe mai incluso trans in passerella, perché nella (sua) fantasia (patriarcale) non c’era proprio spazio per una modella transgender. Un commento accusato di razzismo e sessismo, per il quale Razek si era successivamente scusato, ma che aveva spalancato nuovi dibattiti sulla scarsa inclusività del patinatissimo marchio.

Oltre le dichiarazioni, però, c’è di più. E non è esattamente edificante. Intanto la questione aperta sul trattamento delle modelle di Victoria’s Secret, che a forza di raccontare segreti di bellezza e allenamenti per la forma fisica hanno rivelato tra le righe anche i durissimi parametri di ingresso tra le file degli angeli, spesso talmente proibitivi da rasentare l’eccesso pur di mantenere lo standard di inarrivabilità. A questo si aggiunge il rapporto stretto e tutto da chiarire di Jeffrey Epstein, l’ex finanziere arrestato in passato per molestie sessuali e nuovamente nel 2019 per traffico di minori a scopo sessuale, con uno scandalo allargato che sta coinvolgendo alti ranghi della finanza e della politica statunitense. Epstein è stato per lungo periodo amico personale di Leslie H. Wexner e a metà anni 90 cercò anche di farsi assumere come talent scout proprio per Victoria’s Secret, pur senza trovare sponda. Ma non mancò di molestare una modella spacciandosi proprio per recruiter di Victoria’s Secret: nel maggio 1997 Alicia Arden, una modella californiana, lo denunciò per averla assalita, aver cercato di spogliarla e toccarla per “un provino” in una camera d’albergo. La sua è stata una delle denunce per molestie depositate contro Jeffrey Epstein ad aver consentito l’avvio delle primissime indagini su di lui.

Ma il legame di Epstein con Wexner, L Brands e di conseguenza Victoria’s Secret non termina qui. A quanto pare i due uomini sono stati molto legati, con tanto di dichiarazioni ai giornali: Wexner si definiva il “mentore” di Epstein e garantiva che fosse “un amico leale”. Questo almeno fino ad una decina di anni fa, come hanno precisato i portavoce a The Cut che cercava di comprendere meglio la timeline del rapporto professionale e personale. A quanto risulta al New York Times, a seguito dello scandalo L Brands avrebbe assunto avvocati esterni che stanno investigando silenziosamente sui rapporti passati e attuali tra Wexner e Epstein. In tutto questo, Victoria’s Secret resta suo malgrado sotto i riflettori. In attesa di comprendere se l'azienda e il suo show sopravviveranno a questo nuovo scandalo tangenziale.

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