ABC il calendario della Milano Fashion Week Primavera Estate 2020

Numeri, nomi ed eventi: cosa succederà durante la prossima fashion week milanese, tra debutti importanti (Fendi) , nuove speranze e l’arrivo attesissimo in città di Wes Anderson, in una veste inedita: quella del curatore di mostre alla Fondazione Prada.

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Armando GrilloImaxtree

Partiamo dai numeri: 58 sfilate, 110 presentazioni e 54 eventi che avranno luogo dal 17 al 23 settembre. La Milano Fashion Week Primavera/Estate 2020 riscalda i motori, e, in un’edizione che sembra di passaggio – il governo precedente non è mai sembrato particolarmente interessato al settore, forse per mancanza di tempo – a guidare e orchestrare il tutto c’è la Camera Nazionale della Moda italiana, insieme ovviamente al Comune di Milano. Nel calendario della Milano Fashion Week 2020 ci sono già i tratti distintivi dell'edizione. Si punta molto, però, nelle parole di Capasa, presidente del CNMI, presente durante la conferenza stampa di presentazione a Palazzo Marino, sulla sostenibilità: il 22 settembre alla Scala ci sarà infatti la terza edizione dei Green Carpet Fashion Awards, evento che celebra un approccio consapevole al settore del tessile, realizzato in collaborazione con il Ministero Italiano dello Sviluppo Economico (MISE).

Inaugurata da Prada, e chiusa da Gucci, tra le sfilate in programma ci sono poche novità che fa(ra)nno battere il cuore degli insider. Da Fendi, però, c’è una prima volta importante: quella di Silvia Venturini Fendi, che prende il timone, difficilissimo, di Karl Lagerfeld. In realtà, la prima sfilata diretta esclusivamente da lei, c’è già stata: quella della Couture di luglio, al Tempio di Venere a Roma. Cinquantaquattro uscite, come gli anni per i quali Lagerfeld ha militato nella maison. L’attesa per un nuovo inizio, è palpabile.

E di nuovi inizi si parla anche al Fashion Hub, nello Spazio Cavallerizze, nel museo di Scienza e Tecnologia Leonardo Da Vinci, dove faranno mostra di sé 6 designer emergenti italiani, una selezione di 4 designer africani, 7 brand ungheresi e 8 cinesi. L’obiettivo è sostenerne la promozione in una cornice di spicco, ma soprattutto favorirne l’espansione commerciale: il 23 sarà infatti organizzata una giornata ad hoc, Fashion Hub an emerging designers market day, nei quali i buyer italiani ed esteri presenti potranno apprezzare da vicino le collezioni, e, nel caso, procedere ad acquistarle.

Divenire un punto di riferimento anche a livello internazionale è infatti il secondo degli obiettivi di questa stagione, tanto che nei giorni precedenti alla Fashion week di Milano, il CNMI porterà alla fashion week newyorchese , e nello specifico negli spazi di 10 Corso Como del Seaport District, 5 designer italiani, simboli del nuovo Made in Italy: Vivetta, con i suoi abiti leggeri ma carichi di poesia, Nico Giani, Sunnei e la loro visione post-industriale e ironica dell’intellighentia milanese, Act N°1 e Coliac.

Tra i nomi nuovi, a suscitare interesse è di certo Angel Chen, alunna della Saint Martins inserita da Forbes China nella lista dei 30 under 30 più interessanti del paese. La sua fusione, coloratissima, delle estetiche orientali ed occidentali ha convinto persino H&M, con il quale Angel ha realizzato una capsule collection di 45 pezzi sul mercato proprio da settembre.


In Italia, invece, i cuori delle fashion insider battono per Brognano, calabrese dall’animo romantico, che a settembre lancerà, insieme alla collezione per la spring /summer 20, anche la linea da uomo. Drappeggi, tulle, abiti a palloncino e colori pastellati, la femminilità naive eppure contemporanea dell’alunno della Marangoni è una necessaria ventata d’aria fresca nel panorama milanese.

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RESORT 20- “ MILAN-TEXAS” #brognano

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Meno emergente, ma sempre battente bandiera italiana, è il progetto di successo di Alanui, marchio nato focalizzandosi sulla maglieria dai volumi cocooning, con motivi jacquard o ispirati al mondo dei nativi americani, e tramutatosi in un progetto completo, già venduto nei migliori store, da Milano a New York.


Tra gli eventi culturali che fanno da costellazione alla manifestazione, Louis Vuitton arriva a Milano il 20 settembre con la mostra Time Capsule, viaggio nel passato della maison e nella sua creatività quasi ingegneristica nel creare borse adatte alle necessità dei viaggiatori della Parigi del XIX secolo, come quelli di oggi (il secchiello, ad esempio, nacque dall’ingegno della famiglia Vuitton, con l’obiettivo di trasportare agevolmente in giro per il mondo le necessarie cinque bottiglie di champagne). Dal 18 al 30 settembre, invece, lo Spazio Pirelli celebrerà uno dei più grandi fotografi di moda italiani, Gian Paolo Barbieri, autore di immagini iscritte nell’immaginario collettivo di insider e non, da quelle con Audrey Hepburn a Jerry Hall passando per Saint Laurent e Diana Vreeland, con la mostra Milano e moda. Omaggio a Gian Paolo Barbieri.

L’evento più atteso, però, rimane l’arrivo di Wes Anderson a Milano, e nello specifico, alla Fondazione Prada, per la mostra da lui curata, insieme a sua moglie Juman Malouf: Il sarcofago di Spitzmaus e altri tesori. Già presentata al Kunsthistorisches Museum di Vienna lo scorso anno, la mostra arriva in Italia in versione extra large, complici gli spazi maggiori: 537 opere, selezionate proprio dal museo viennese, compreso appunto il sarcofago del titolo ( una scatola di legno egiziano che contiene la mummia di un toporagno del IV secolo A.C. ) che riflettono sulle modalità del collezionismo, su come si organizza e si vive una raccolta così importante di reperti storici. E i fanatici del visionario regista, sono già in fila.


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