MCExperience Ultràchic Primavera Estate 2020

Ultima tappa per raccontare la nostra Experience by Airbnb dalla MFW.

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DavideMandolini

Dalla Russia con amore, dal Giappone con passione e dall’Italia per ritrovarci: la nostra terza ed ultima MCExperience ha per protagoniste due sorelle moscovite Irina e Lana Skornyakova, due studenti di luxury & digital management, Mayuko Kawata e Ryan Tambis, e un’illustratrice che ci ha già “testato” nelle edizioni precedenti, Laura Locci. In un mattino di fine estate e fine fashion week è tempo di rifugiarsi nella splendida location della sala delle Cariatidi per quello che è un nostro classico di #casaMC, lo show di Ultràchic che chiude sempre la settimana della moda milanese prima dell’avvio di Parigi.

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I designer del brand, Diego Dossola e Viola Baragiola, intrecciano tessuti moderni e concetti da vita reali per Ultràchic, brand inserito trai i debuttanti supportati dalla Camera della Moda: e il loro show è uno dei momenti più intimi e sinceri dell’intera MFW ss 20. Mentre le nostre experience’s girls (+ boy!) esplorano la maxi sala che domina la piazza del palazzo reale con le sue cariatidi a vegliare sulla sfilata, le luci si spengono, inizia l’atmosfera che chiunque vorrà incontrare durante le sfilate di moda. Richiami allo stile 90s, quello dove il massimo del comfort era tradurre la propria personalità, Flower Power, Space/Galaxy, Postcards. Inizia il viaggio mentre il fotografo dedicato a seguire la nostra MCexperience riprende i guest intenti a scattare foto di look dove arcobaleni e pantaloni a zampa dialogano con il nuovo trend color block di azzurro e rosso vivo.

Davide Mandolini
Davide Mandolini

Abiti morbidi, maglieria seducente, vecchie locandine pubblicitarie e fibbie anni 80: il pop non è mai stato così vicino alle esigenze delle donne. Di questo ci parlerà più tardi, a casaMC, Lana, quando raccontando lo show farà un focus molto chiaro sul nuovo desiderio delle donne di essere raccontate come normali specie da uomini che, per anni, hanno disegnato abiti con troppi cliché annessi e poca libertà per forme e attitudini. Prima che il van offertoci dalla Camera della Moda di Milano ci conduca chez casaMC, è tempo di una fuga in backstage dove l’adrenalina è scesa, ma è salito l’entusiasmo di una sfilata apprezzata e sincera. Portiamo il nostro gruppo di appassionati tra foto di look appesi, casting di modelle, selfie con il designer Diego Dossola immersi tra cashmere e jacquard, punti di viola e shorts che fanno sognare la primavera.

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Nel nostro van è tempo di social review, meglio ancora davanti a una lauta colazione e caffè caldo: per Mayuko Kawata la forza della sfilata è stata il suo essere “democratica, riferita a donne e per donne che non ambiscono a un lusso sbandierato. Gli abiti avevano chiaramente la qualità di un made in Italy costoso ma erano per forme e funzioni molto portabili. Sono qui per un anno per uno scambio in business luxury: Milano è la migliore città per capire come l’eccellenza delle grandi aziende artigianali possa incontrare i bisogni di donne reali”. Le sorelle Skornyakov rispondono entusiaste per lo show “siamo abituate a un mercato, quello sovietico, che per anni ha voluto e apprezzato il lusso estremo, esibito, ora stiamo virando a un minimalismo più legato a linee pulite, come tailleur polvere dai tagli seasonless, Instagram è una fonte incredibile di business in questo. Abbiamo molto amato questo show perché finalmente abbiamo visto abiti di alta qualità per donne che possono indossare ciò che vogliono”. Decisamente…la nostra social review preferita.

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