A Pechino il sogno a occhi aperti di Valentino

Cosa sogni? Lo chiede Pierpaolo Piccioli con Daydream, una limited edition e una memorabile sfilata di Haute Couture

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Courtesy of Valentino

L’imperatrice Cixi sarebbe stata orgogliosa di Pierpaolo Piccioli. Lei, che destinò più di 900 tonnellate d’argento non all’esercito ma alla ristrutturazione del Palazzo d’Estate, avrebbe apprezzato la bellezza che ha animato un’ala dell'immenso parco cinese. Nelle esclusive e costosissime sale dell’Aman hotel che si trova dentro la regale cinta (una rarità anche per la catena di hotel di lusso), è apparsa per magia un’inaspettata sfilata Haute Couture di Valentino. Una trasferta cinese d’eccezione motivata dall’apertura della mega boutique di Taikoo Li, a Sanlitun, quartiere della moda a Beijing. Dentro i due piani dello store, una zona è dedicata alle limited edition come il tipico gioco del Mahjong, accendini, i quaderni con stampe vintage e matite nere. E poi ancora accessori e abbigliamento che si trovano solo qui, a Pechino.

Il ristorante stellato Trb Hutong in cui si è tenuta la cena per l’apertura dello shop Valentino a Taikoo Li, Pechino.
Courtesy of Valentino

Non bastano però questi oggetti ai facoltosi clienti (per il The Guardian, in Cina ci sono più di 4 milioni di milionari) per sfamare la loro sete di lusso. E così in piazza Mignanelli a Roma si è lavorato oltre i soliti orari per dar vita a un’altra-extra-nuova collezione d’alta moda, molto prima di fine gennaio (o inizio luglio) della presentazione a Parigi. E se la felicità del creare da parte del team Valentino è nei video sui social, la sorpresa è stato aver visto ancora una volta una collezione di Pierpaolo oltre le aspettative.

I grandi fiocchi da diva secondo Pierpaolo Piccioli per Valentino Haute Couture
Courtesy of Valentino

Certo, il sottotitolo #ValentinoDaydream aveva ingannato chi pensava a una presunta praticità e a vestiti per occasioni da giorno o da cocktail. E invece le visioni oniriche hanno vinto sul daywear. Per una ragione intrinseca: secondo Pierpaolo la Couture deriva dallo streetwear. Vuoi perché gli abbinamenti di colore hanno la forza dei graffiti, vuoi per le proporzioni over da rapper, vuoi per il gusto di sbalordire come le migliori band indie, senza dimenticare l’attitudine da artista. E oggi più che mai, la Couture è una scusa per sognare a ogni ora del giorno. Ecco spiegato perché ha voluto anche 350 metri di tessuto per creare un abito creato solo da nocche in dégradé.

Uno dei modelli più semplici rispetto al trionfo di fiocchi, nocche e metri di tessuti usati per ogni look
Courtesy of Valentino

O ha richiesto 1.600 ore di lavoro su un look che aveva anche 13 diversi tipi di seta, tutte ovviamente intarsiate a mano. Senza dimenticare gli 800 fiori ricamati e applicati su un cappotto (chiamato così per la lunghezza, non certo perché protegga dal freddo). Un nulla se si pensa alle 25mila paillettes usate per un vestito luccicante più dei lingotti d’oro o alle altre 32mila che hanno dato toni sabbiati a un altro look. E poi che dire dei riflessi dorati tutti ottenuti con le tecniche a quadro o tessuti su antichi telai. Senza dimenticare i fiocchi che arrivano a 200 su un vestito che ha richiesto 500 metri di stoffa per essere realizzato.

Un sogno in 3D di 800 fiori applicati e foglie colorate, Valentino Haute Couture
Courtesy of Valentino

Come da qualche stagione, i look non hanno più numeri o titoli di fantasia, portano i nomi di chi li ha tagliati, cuciti e messi sulla gruccia. E fra i collaboratori più fidati ci sono anche Michel Gaubert che con Ryan Aguilar, riesce sempre a scegliere temi musicali che toccano il cuore, fra il noto, sconosciuto o intellettuale. Che può essere un malinconico valzer di Alexandre Desplat come il più fastoso valzer di Romeo e Giulietta. E come la soprano Maria Callas ha intonato nella Tosca a vivere d’arte non c’era solo lei ma anche altre persone che per inseguire un sogno e vederlo realizzato anche solo per pochi minuti non esitano a dare sempre di più, dimenticando stanchezza e problemi personali. Perché qui non conta più giudicare sulle forme, i colori o il trucco (sirene da viso specchiato d’argento grazie a Pat McGrath), l’estetica se non ha come compagno il cuore, il sentimento, l’affetto rischia di essere sterile, esagerata e presuntuosa. Tutti difetti che Pierpaolo a ogni stagione evita grazie al suo modo di pensare e di fare. Ecco perché la sua Haute Couture, così epica, lontana e impossibile per i comuni mortali diventa, senza i filtri della preoccupazione quotidiana dell’avere, un momento di estasi e riflessione ovunque la si veda. Anche da un semplice telefonino.

Le sirene metalliche di Pat McGrath per Valentino Haute Couture
Courtesy of Valentino
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