Ricami di famiglia: i 100 anni di Buccellati

Da un secolo lasciano il segno con creazioni artigianali. Maria Cristina Buccellati ci svela i segreti di un successo italiano nel mondo

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I pezzi unici di Buccellati

«Non si ostenta la bellezza, la si offre. Lo diceva mio nonno Mario», confessa la charmante Maria Cristina Buccellati che, occupandosi di comunicazione per il marchio di famiglia, condivide l’estetica di chi ha sempre creduto nell’abilità manuale dell’artigiano. Che significa prima di tutto sapere incidere un metallo come nessun altro al mondo.

Maria Cristina Buccellati indossa i bracciali Macri in oro giallo, nero e bianco con castoni in oro e diamanti
Courtesy Buccellati

«I nostri artigiani passano anche cinque anni prima di poter iniziare a intagliare un metallo», dice Maria Cristina mentre ci aggiriamo nelle sale in cui si insegna agli under 30 a premere con precisione e maestria su lastre metalliche per creare effetti telati, rigati, segrinati o modellati, tutto attraverso il bulino. Che è una punta usata da molti gioiellieri, ma qui è lo strumento che ha generato un secolo di creazione.

Il collier Elettra dall’ultima collezione di alta gioielleria Buccellati con al centro il primo diamante dal taglio Buccellati. A lato due scatti della creazione del rosone centrale della collana.
Courtesy of Buccellati

«Mio padre disegnava su piccoli bloc-notes di carta a quadretti. La realizzazione però era tutt’altro che semplice. Per fortuna da noi non si è mai guardato il tempo. Per creare la coppa in agata grigia per lo Smithsonian Museum, ci sono voluti 24 anni.

Uno schizzo originale dagli archivi Buccellati
Courtesy Buccellati

Come le spille che nascono da perle scaramazze. Sono pezzi unici perché mio fratello Andrea deve trovare il modo migliore di mimetizzarle in un animale».

Il cammello, un pezzo unico disegnato e realizzato da Andrea Buccellati da due perle scaramazze.
Courtesy Buccellati

Nido d’ape, tulle, pizzo o merletto sono alcune delle lavorazioni già amate da Gabriele d’Annunzio e oggi anche da Rihanna, Alexa Chung, Jessica Alba o Maxima, la regina dei Paesi Bassi. «Abbiamo scoperto dai giornali che aveva addosso i nostri orecchini Gardenia. Ci sono anche altre personalità che ci scelgono perché capiscono la differenza fra noi e gli altri».

L’anello Jasmine in oro e diamanti, inciso a mano, in ogni sua parte, sempre e solo da artigiani italiani
Courtesy Buccellati

Non per nulla il gruppo Richemont a fine settembre ha rilevato il marchio per proiettarlo nella loro preziosa galassia insieme a Cartier, Piaget, VanCleef&Arpels e altre “stelle”. E il nuovo sodalizio nasce all’insegna di una luce spettacolare: «Il nostro primo taglio di diamante Buccellati, che ha la massima brillantezza e lucentezza, usato subito nella collana Elettra». Ultime novità i pendenti Opera Color, un’edizione limitata di 14 modelli prodotti in cento pezzi numerati. «Sono piccoli e facili, per tutti i giorni, esclusivi nei colori degli smalti e con pietre come la giada lavanda, l’howlite, l’unakite o l’arenaria blu». Come a dire, originali sempre.

I pendenti Opera Color in edizione limitata Buccellati.
Courtesy Buccellati
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