"Ecco perché non sono più uno stilista", parla sua Maestà Raf Simons

Il ruolo del creativo, le tempistiche (troppo) veloci della moda, l'ossessione della stampa: il creativo spiega perché la moda di oggi non gli interessa più. Anche se potrebbe tornare prima del previsto...

Christian Dior : Runway - Paris Fashion Week - Haute Couture S/S 2015
Pascal Le SegretainGetty Images

Ad Anversa, nella sua città, in occasione della quarta edizione dei Fashion Talks, organizzati alla storica sede della Borsa cittadina: Raf Simons è apparso qui, dopo diversi mesi dalla sua scomparsa mediatica. Lo stilista di culto tra appassionati di storia della moda e fashion insider, ha parlato in un talk con il giornalista Alexander Fury, venendo meno alla sua riservatezza, seconda solo a quella di Martin Margiela – di cui, a oggi, ancora non si conosce il vero volto. Maglione intrecciato over nel quale si perdono e confondono i profili del corpo di Simons, pantaloni rubati allo sportswear con fascia laterale, il creativo, seduto su un divano che pareva troppo grande per lui, si è espresso pubblicamente per la prima volta, dopo aver abbandonato la direzione creativa di Calvin Klein, sul finire del 2018.

"Il compito dello stilista è ancora quello di creare desiderio"

, ha detto, rispondendo a Fury che gli chiedeva quale fosse il compito del creativo, oggi, al netto di social e canali di e-commerce, che hanno radicalmente modificato il mercato. E lui, a crearlo, per tutti gli Anni 90, è stato maestro, ripetendosi poi nella seconda parte degli anni Anni Zero, quando era direttore creativo di Jil Sander, marchio che ha riportato all'attenzione delle platee mondiali grazie a un innesto contemporaneo e ultra-pop di colori fluo su capi riflessivi e razionali, come piaceva sicuramente a Jil, designer tedesca iperconcettuale. Nel suo caso, ha ammesso, molto ha fatto anche l'ambiente nel quale è cresciuto, quell'Anversa dove si trova la scuola che ha formato i designer dell'"Antwerp Six", leggendario gruppo di creativi che si sono seduti a quei banchi, negli Anni 80, per poi dare lezioni di stile al mondo intero.

Tra di loro Walter van Beirendonck, uno dei primi a credere in Raf, tanto da volerlo nel suo team creativo, nei primi Anni 90. Una solidarietà tra menti affini, che Raf ha riconosciuto, ringraziando ancora Walter, presente in platea ad applaudirlo. I motivi che però lo hanno allontanato dal fashion system – e che in molti già sospettavano, conoscendo la sua indole – fanno parte della rutilante velocità con la quale si muove il carrozzone della moda. "Quando lavoravo da Dior, la pressione era veramente forte", ha confessato il designer, facendo riferimento al suo penultimo incarico, quello di direttore creativo di una delle maison più grandi a livello mondiale. "La curiosità della stampa non aiutava, volevano avere informazioni sulla collezione con settimane di anticipo, e si aspettavano di vedere il designer nel mezzo del processo creativo". Una stilettata, o, nel suo caso, un tacchetto in punta di sneaker, a un mondo, quello dell'editoria, che nel disperato tentativo di competere con la velocità del web, voleva accedere a informazioni esclusive, prima e meglio degli altri.

A chi piace, in fondo, essere costantemente sotto l'occhio di una telecamera, tanto più mentre si è al lavoro su un progetto – nel suo caso, una collezione – che a volte implica passi falsi, ripensamenti, modifiche dell'ultimo minuto? Non essendo una star da reality show, Raf Simons ha spesso ammesso di convivere male con l'eccessiva attenzione della stampa, che non faceva altro che alimentare un sistema già frenetico. Tra resort, pre-collezioni e couture, le tempistiche sempre più sincopate della moda, che immettono sul mercato nuovi prodotti ogni 3 mesi, non permettono inoltre la necessaria lentezza con la quale si deve muovere chi ha sempre puntato, come lui, su prodotti di qualità, sinonimo stesso di un approccio artigianale alla creatività. La fine della storia d'amore tra Raf e la moda? Forse è troppo presto per dirlo. Dopo aver lanciato qualche settimana fa la sua nuova collaborazione con Fred Perry, un paio di giorni fa sul suo profilo Instagram ufficiale sono apparse delle foto, scattate dal fido sodale Willy Vanderperre, che ritraggono gli XX, gruppo musicale londinese undergound con i quali Raf ha già lavorato in passato. Il sottotitolo è un "coming soon". Forse, in fondo, il creativo belga, della moda, non ne ha ancora abbastanza.

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