Il libro sulla storia di Sportmax è l'aprifila dei coffee table sulla moda

Dagli scatti d'autore di David Sims e Peter Lindbergh alle (furono) news faces della couture Carla Bruni e Yasmine Le Bon, i primi 50 anni del minimalismo italiano si sfogliano così.

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Courtesy Photo / 1981 Sportmax Campaign

Celebrare senza essere autocelebrativi, onorare un archivio senza cadere nell’obsolescenza, tirare le fila senza scucire la lunga storia di famiglia. È quello che ha immaginato, provato e poi portato a termine Olivier Saillard, il curatore di Sportmax libro sui (primi) 50 anni dell’omonimo brand nato nel 1969 dal volere e dal genio di Achille Maramotti. Edito dal luxury publisher Assouline per la collana Legends, il volume documenta, pagina croccante dopo scatto d’autore, la storia di Sportmax, dalla genesi in piena rivoluzione socio-culturale che lasciava i giovani col tricolore in petto ispirarsi ai coetanei della Swinging London. “Fondato da Achille Maramotti e definito poi da un coro mutevole di talenti creativi che hanno lavorato per sviluppare la sua intuizione imprenditoriale, Sportmax da 50 anni agisce come un prisma e uno specchio del cambiamento sociale e del gusto femminile precorrendo i tempi e le tendenze”, commenta il critico Luke Leitch, le cui parole hanno l’onore di posizionarsi per direttissima nell’introduzione del volume, sotto forma di saggio couture.

Sarah Moon scatta la campagna Sportmax Campaign 1976
Courtesy Photo / Sportmax
1969, le bozze di Achille Maramotti per la prima collezione di Sportmax
Courtesy Photo / Sportmax
Caroline Trentini scattata da Mikael Jansso nel 2004.
Courtesy Photo / Sportmax

Suddiviso in cinque decadi, dagli anni Settanta a oggi, il libro Sportmax racconta il percorso di un’azienda devota al Made in Italy trasformarsi in un’icona del fashion business internazionale, in un catalizzatore in continua evoluzione di talent scouting di modelle, fotografi, tendenze destinate a rimanere eterne. Da Sarah Moon e Albert Watson a Peter Lindbergh e Inez van Lamsweerde e Vinoodh Matadin, da Mert&Marcus a David Sims e Marc Hom, sono loro gli autori degli scatti che hanno scritto la storia della moda e che hanno interpretato le collezioni Sportmax in immagini forti e senza tempo. E proprio una delle immagini di Sims è stata scelta come cover del prezioso coffee table Sportmax, il raccoglitore di new faces d’antan come Yasmine Le Bon e Carla Bruni, poi diventate supermodelle incontrastate.

Jasmine Le Bon scattata da Peter Lindbergh per la campagna Sportmax 1985.
Courtesy Photo / Sportmax
Sigrid Agren scattata da David Sims nel 2014.
Courtesy Photo / Sportmax
Anouk Lepere scattata da Inez Van Lamsweerd e Vinoodh Matadin nel 200.
Courtesy Photo / Sportmax

Ma se di “ricchissimo repertorio iconografico” si parla, lo si deve anche e soprattutto alla scelta di includere nel volume anche cimeli visivi mai pubblicati prima d’ora dalla famiglia Maramotti. Disegni, foto backstage, editoriali e campagne, oltre a una serie di immagini speciali in cui il fotografo francese Grégoire Alexandre ha interpretato una selezione di capi iconici dagli anni Settanta a oggi. “Dice bene Olivier Saillard che c’è una poesia del quotidiano che rifugge la stravaganza e l’eccentricità", spiega Luigi Maramotti nella sua prefazione. "Mantenersi per 50 anni su questa sottile linea di confine, collaborando con tanti creativi diversi, cercando di fare una ricerca che non fosse fine a se stessa è stata davvero un’impresa di cui siamo orgogliosi”.

Kate Dillon scattata da Albert Watson per la campagna FW 1993.
Courtesy Photo / Sportmax
Gregoire Alexandre scatta due pezzi icona di Sportmax (anno 2009 e 2007).
Courtesy Photo / Sportmax
La copertina di Sportmax (Assouline).
Courtesy Photo / Sportmax
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