"Lo streetwear è già finito": parola dell'uomo che lo ha creato, Virgil Abloh

Basta t-shirt e sneaker, il domani è del vintage: Virgil Abloh confessa in un'intervista che il domani non appartiene più al mondo dello sport, da lui portato in passerella. E adesso?

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ALAIN JOCARDGetty Images

Lo streetwear, Virgil Abloh, l'ha praticamente inventato. Il designer di Off-White e anche creative director della linea uomo di Louis Vuitton, a quella posizione di rilievo in seno all'universo di LVMH – di cui Vuitton è una delle stelle più brillanti – ci è arrivato proprio grazie alla rivoluzione dello streetwear, uno dei primi a precorrere. Le sneakers più costose pagate a prezzo d'oro su mercati paralleli, felpe e pantaloni dai font minimali trattate come fossero la divisa di rito di una nuova era, co-lab che apponevano lo stesso sigillo grafico su tappeti dell'Ikea e borse DHL: questo universo stilistico ha visto indubbiamente Virgil Abloh tra i padri costituenti, insieme a Demna Gvasalia, Gosha Rubchinskiy e Heron Preston. Eppure, in una recente intervista a Dazed, il designer di Chicago, tornato in attività dopo un periodo di pausa per ricaricare le batterie, ha ammesso di riuscire a vedere chiaramente la fine di quest'era. "Direi che (lo streetwear) sta per morire. Il suo tempo sta per scadere. Se ci penso, mi chiedo quante t-shirt, quante felpe,

quante sneakers possiamo ancora avere?

Penso che questo modo di esprimere noi stessi e il nostro stile sia ora possibile tramite il vintage. Ci sono così tanti vestiti cool nei vintage shop e si tratta solo di indossarli. Credo che la moda si allontanerà dal concetto di comprare qualcosa di nuovo, preferendo una sorta di ritorno nei propri archivi”.

Ovviamente, la sua previsione è giusta, al netto del fatto che, in un mondo sempre più attento alla sostenibilità ambientale, immettere sul mercato enormi quantità di prodotti nuovi, co-lab e capsule tutte, ovviamente, imprescindibili, comincia ad essere visto come un gesto ben poco considerato verso l'ambiente. Il recupero del vintage – magari semplicemente scavando negli armadi di madri e nonne –pare invece una possibilità molto più adatta alla contemporaneità, che non si può (più) concedere la proliferazione massiva di prodotti "luxury" nella definizione ( e nei prezzi), ma destinati a durare l'espace d'un matin, nel vorticoso mondo dello streetwear, dove una tendenza fagocita l'altra tra il sorgere e il calar del sole.

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Per esser sicuri, comunque, dopo la co-lab con Ikea, Virgil Abloh ha appena firmato con il suo marchio Off-White, una capsule collection per il Louvre. Nella cattedrale dell'arte parigina saranno infatti vendute felpe e t-shirt con stampe mash-up di quadri di Leonardo da Vinci come la Vergine delle Rocce e Sant'Anna con la Vergine e il bambino. Se la fine dell'era dello streetwear è prossima, d'altronde, forse è meglio affrettarsi.

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