La fotografia di moda deve tutto, molto, moltissimo a Frank Horvat (e Parigi)

Il ritratto couture e affascinante della ville lumière prende il volo dall'aeroporto Parigi-Charles de Gaulle con l'obiettivo che affronta le sfide e l’evoluzione del linguaggio fotografico del 900.

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Chapeau Givenchy, 1958, Paris, France, pour JDM © Frank Horvat /Courtesy Espace Musées (Agence Artcurial Culture)

Ai baci senza tempo serve un bel respiro, ma prendendo la distanza necessaria dagli stereotipi sulla città degli innamorati per antonomasia e un biglietto per il resto del mondo, ogni passeggero dell'aeroporto Parigi-Charles de Gaulle può concedersi una bella traversata della capitale francese, respirandone l’anima glamour fotografata da Frank Horvat. Un viaggio nella bellezza che veste il quotidiano, destinato a rivoluzionare la fotografia fashion con il realismo del fotoreporter e gli "istanti privilegiati" di un raffinato interprete delle emozioni. Attimi di grazia, strappati ai vagoni della metropolitana, sull'autobus in abito da sposa e ogni angolo di strada. Il candore di un abbraccio Givenchy che domina il paesaggio di binocoli dell’ippodromo di Longchamp e quello che resta nell’ombra insieme a Coco Chanel. Tutti in mostra con Frank Horvat - La Traversée de Paris (fino al 30 aprile 2020), attraversando l’insolito Espace Musées che dal 2013 offre una bella vetrina sul patrimonio culturale della città, nel cuore di una sala partenze del suo aeroporto (Terminal 2E Hall M).

Couple dit Quai du Louvre, 1955, Paris, France
© Frank Horvat /Courtesy Espace Musées (Agence Artcurial Culture)

Attraversando Parigi con Frank Horvat, si più prendere il volo con la grazia della moda che negli anni cinquanta in-veste il quotidiano, lasciando atelier e studi di posa per la strada, mentre il fervore sociale e la rinascita economica rivoluzionano il costume di un’intera epoca con il prêt-à-porter. Horvat spoglia le modelle di pose, fondali artefatti e stereotipi, con la discrezione usata per cambiare le regole della fotografia di moda e restituire un’immagine della donna più realistica. Per sua stessa ammissione "Peggio di tutto erano gli stereotipi: lo sguardo appassionato, il sorriso radioso, l’aria sognante, le labbra dischiuse come sul punto di godere, il riso isterico e, non dimentichiamo, il contegno fiero, l’incedere seducente e ondeggiante, il collo piegato in un finto abbandono. Come avrei potuto crederci? Come innamorarmene?".

mode dans le métro, 1958, Paris, France,
© Frank Horvat /Courtesy Espace Musées (Agence Artcurial Culture)
Frank Horvat - Au Chien qui Fume, 1957, Paris, France
© Frank Horvat /Courtesy Espace Musées (Agence Artcurial Culture)

Il fotografo ungherese Martin Munkácsi aveva già rivoluzionando le pose, rendendole dinamiche con il suo approccio da reporter sportivo, influenzando anche la mise en scène attenta ai dettagli e la psicologia dei sentimenti di Richard Avedon. A questo rinnovamento della fotografia di moda, Horvat aggiunge l’illuminazione ambientale, situazioni di vita reale e, su consiglio di Henri Cartier-Bresson, anche l’agilità della fotocamera 35 mm, insieme alla complicità che instaura con le modelle. Scelte perché gli piacciono, alle volte dopo aver sentito solo la voce, intuito la verve fuori dagli schemi e la personalità che non manca al ritratto di Monique Dutto all’uscita della metro parigina nel 1959. I suoi obiettivi discreti si intrufolano dietro le quinte per scattare il ritratto più eloquente di creatori di moda del calibro di Karl Lagerfeld e Coco Chanel. Inaspettato e intrigante, quando coglie il bello delle cose comuni e l'insolito di personaggi in vista, come Edith Piaf e Yves Montand, Françoise Sagan o Agnès Varda.

Frank Horvat - Karl Lagerfeld, créateur de mode, avec un mannequin, 1970, Paris, France
© Frank Horvat /Courtesy Espace Musées (Agence Artcurial Culture)
Frank Horvat - Coco Chanel, créatrice de mode, regardant son défilé depuis les coulisses, 1958, Paris, France
© Frank Horvat /Courtesy Espace Musées (Agence Artcurial Culture)
Frank Horvat - Françoise Sagan, auteur, se cachant dans sa loge, 1958, Paris, France
© Frank Horvat /Courtesy Espace Musées (Agence Artcurial Culture)

Frank Horvat matura l’approccio del cittadino del mondo di origine italiana (nel 1928 l’attuale Abbazia croata era annessa all’Italia), arrivando a Parigi dopo aver vissuto in Svizzera, Italia, Inghilterra, Pakistan, India e Stati Uniti. La sua visione della città segue il lavoro del fotografo free-lance, realizzato sin da quando scambia la prima macchina fotografica con una collezione di francobolli, viaggia per i reportage di Magnum Photos, ed entra a far parte anche della celebre mostra Family of Man al MoMA di New York. La sua ville lumiere brulica di caotica vitalità, sporca come la vita, sgranata come le sue emozioni più sfuggenti. Lontana dai romanticismi di tanti umanisti, mai dalla sintesi poetica di un haiku che pulsa di vita, balla in strada con i suoi direttori del traffico, brilla anche di notte con la luce di lucciole e cabaret. La messa in scena del realismo, insieme alla sensibilità del fotoreporter che gioca con l’inquadratura e taglia teste come Robespierre (una battuta in ovazione delle celebrazioni del 200esimo anniversario della Rivoluzione francese finita sui giornali dell’epoca), amplia le stesse chiavi di lettura della bellezza.

Frank Horvat - policier place de l’Opéra, 1959, Paris, France, pour Réalités
© Frank Horvat /Courtesy Espace Musées (Agence Artcurial Culture)
Frank Horvat - Chatelet, 1956, Paris, France
© Frank Horvat /Courtesy Espace Musées (Agence Artcurial Culture)

Frank Horvat - Tour eiffel, 1956, Paris, France
© Frank Horvat /Courtesy Espace Musées (Agence Artcurial Culture)


Tecniche, strumenti e prospettive del reporter, affrontano le sfide e l’evoluzione del linguaggio fotografico del 900, attraversano ben più dei suoi generi e rivoluzionando le diverse lingue della fotografia di moda. Il processo di maturazione inarrestabile di un fotografo moderno, destinato a sperimentare con il cinema e video, l’udito mentre ha problemi agli occhi e Photoshop, fino all’app Horvatland per iPad con la quale condivide quasi sette decenni di fotografia. Prendendo in prestito il titolo dalla cinematografica traversata delle città di Claude Autant-Lara con Jean Gabin, la dodicesima mostra dell’insolito museo parigino e la prima dedicata a un fotografo, offre un ritratto realisticamente fashion e affascinante di una delle metropoli più desiderate al mondo.

Frank Horvat: La Traversée de Paris, Espace Musées, Parigi Charles de Gaulle - Terminal 2E Hall M
© Zoo Studio, /Courtesy Espace Musées (Agence Artcurial Culture)

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