Di chi si parlerà alla Parigi Fashion Week 2020/2021

Dai successi di Saint Laurent ai nuovi inizi di Kenzo, passando per l'ultima sfilata di Alessandro Dell'Acqua per Rochas: cosa aspettarsi dalla città delle luci.

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Andrea AdrianiGetty Images

Se la settimana della moda di Milano si è conclusa un po' in fretta – complice l'emergenza da coronavirus che ha portato Giorgio Armani a decidere di presentare la sua sfilata a porte chiuse, rendendola disponibile in streaming – anche Parigi si muove con precauzione. Cancellati gli show di alcuni stilisti cinesi, come Masha Ma, Uma Wang e Maison Mai, la kermesse modaiola inizierà il 24 febbraio per concludersi il 3 marzo. Tra i big si attende la nuova direzione creativa di Kenzo: dopo la fine del rapporto lavorativo con i precedenti designer, Carol Lim e Humberto Leon, fondatori di Opening Ceremony, il brand che fa parte del gruppo LVMH ha scelto di affidare il timone a Felipe Oliviera Baptista, che ha già dimostrato le sue abilità in 8 anni da Lacoste come direttore creativo. E mentre da Chanel Virginie Viard dovrà continuare sulla strada del rinnovamento, seguendo però le orme del maestro Karl Lagerfeld, Saint Laurent, che ha registrato un fatturato di 2 miliardi grazie anche alla strategia dell'amministratore delegato Francesca Bellettini, sfilerà il 25 febbraio, mandando in scena la donna sensuale immaginata da Anthony Vaccarello. E proprio parlando di donne sensuali, come quelle che amava il fondatore Yves, al Musée Yves Saint Laurent di Parigi debutterà in questi giorni ( dal 3 marzo fino all'11 ottobre) una retrospettiva dedicata a Betty Catroux, musa e amica storica del designer, al pari di Loulou de la Falaise.

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Se per Stella McCartney c'è il difficile compito di superarsi, dopo aver presentato un'ultima collezione realizzata al 75% con materiali riciclabili, è arrivato il momento del rilancio di Coperni, brand fondato nel 2013 da Sebastien Meyer e Arnauld Vaillant. Sotto osservazione anche, tra gli emergenti, Kennet Ize, finalista dello scorso LVMH Prize, apprezzato anche per il suo lavoro con le maestranze africane. Originario di Lagos, è divenuto noto per il suo utilizzo dell’aso-oke, un tessuto in cotone di origine Yoruba fatto a mano, che fa realizzare a maestranze locali, già indossato da Naomi Campbell.

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Parlando invece di altre latitudini, l'altro "sorvegliato speciale" è Kei Ninomiya, cresciuto alla scuola di Comme des Garçons, che presenterà la sua moda architettonica ma carica di colori, dopo aver già dato prova delle sue abilità anche all'interno del progetto Genius di Moncler. Se per Rochas, invece, non si conosce ancora il nome del designer che sostituirà Alessandro Dell'Acqua, che presenterà in questa occasione la sua ultima collezione per il brand che ha guidato per sei anni, non fa ben sperare il fatto che, da poco rilanciato, Courrèges abbia già perso la sua direttrice creativa Yolanda Zobel, e opterà quindi per una presentazione su appuntamento. Alexander McQueen affronterà invece un anniversario speciale: quello dei dieci anni dalla morte del suo fondatore, che, si è certi, Sarah Burton troverà il modo di omaggiare. E che Parigi abbia inizio.

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