Neiman Marcus chiude: i grandi magazzini nati 113 anni fa si avviano verso la fine?

Dopo J.Crew, arriva il secondo nome di spicco a dichiarare bancarotta: cosa è successo al gruppo dietro il department store che possiede anche My Theresa?

chicago   march 05  pedestrians walk past a neiman marcus store on the magnificent mile march 5, 2009 in chicago, illinois neiman marcus group inc, which operates neiman marcus, recently reported a 24 percent decline in sales  photo by scott olsongetty images
Scott OlsonGetty Images

Dopo J.Crew, tocca a Neiman Marcus dichiarare la bancarotta. Ed era una notizia che gli analisti americani si aspettavano e sapevano già, anche se vederlo scritto nero su bianco, fissarsi nella mente che quella catena nata 113 anni fa si avvia verso un futuro diverso, lascia comunque l'amaro in bocca. E come per J.Crew, non si può incolpare solamente la pandemia da Covid-19, che ha solo peggiorato una situazione già traballante, nella quale il gigante texano si trovava già da tempo (i debiti ammontano a 4 miliardi, a cui si aggiungono 300 milioni di interessi all'anno).

Il 7 maggio, infatti, il Neiman Marcus Group – che possiede anche Bergdorf Goodman e lo store online MyTheresa , acquisito nel 2014 – ha fatto ricorso al Chapter 11, una norma della legge fallimentare americana che consente a chi la usa di richiedere una ristrutturazione del debito. Se già prima della chiusura degli store, a marzo, aveva annunciato che avrebbe chiuso 22 dei suoi outlet, le misure iniziali per rimettersi in sesto sono ben più drastiche. Nei prossimi 8 mesi, infatti, si prevede il licenziamento di 500 addetti alla vendita e 250 impiegati, mentre attualmente 13.700 lavoratori sono in furlough, una forma di cassa integrazione non retribuita prevista dalla legge americana.

L’ingresso di Neiman Marcus a Dallas, Texas
BettmannGetty Images

A seguito della notizia, dal suo profilo Instagram ufficiale Neiman Marcus ha ringraziato quanti hanno espresso solidarietà, promettendo di tornare presto ad essere il sinonimo del lusso eccentrico, quello che avevano in mente i due fratelli texani Herbert e Carrie Marcus, insieme al marito di lei, A.L.Neiman, quando lo fondarono, nel 1907. E in effetti nella storia del grande magazzino oggi guidato dal CEO Geoffroy von Raemdonk, si inanellano aneddoti che illustrano la vena imprenditoriale e l'acume della famiglia alla guida. Se il suo catalogo di regali natalizi, negli Anni 60, divenne iconico, fu perché Stanley Marcus – figlio di Herbert – vi inseriva oggetti che sembravano partoriti dalla fantasia, più che dalla realtà di un grande magazzino, e che infatti non si trovavano all'interno dei negozi. Jet, sottomarini, yacht – chissà poi se comprati davvero, e da chi – che raccontavano l'entusiasmo petrolifero texano per il lusso, e che brillavano tra le pagine del catalogo che veniva regolarmente sottratto dalle caselle postali dei destinatari. Una situazione che portò il servizio postale di Chicago a suggerire al gigante degli acquisti di incartare il libricino in una anonima carta marrone. Se da Neiman Marcus a Dallas si iniziarono a vedere abiti di Chanel e Dior, che prima non arrivavano in una città ricchissima ma sempre considerata provinciale, a far sorridere erano appunto, i regali natalizi, e le metodologie con le quali venivano presentati al pubblico. Nel 1961, ad esempio, era possibile richiedere ad un computer, un IBM 7030 di quelli che erano stati appena adottati anche dalle maggiori università statunitensi, quale regalo acquistare, inserendo una serie di dati personali. L'assistente alla vendita robotica procedeva così ad analizzare la lista dei prodotti presenti nel catalogo, e fornire le dieci alternative più adatte: qualche buontempone inserì le informazioni del presidente J.F.Kennedy, per vedersi rispondere che, il regalo perfetto per sua moglie Jackie, era uno yacht.

Coco Chanel si imbarca su un aereo da Dallas, salutando Stanley Marcus, nel 1957 : era andata in città per visitare il nuovo store del gruppo
Shel Hershorn - HA/InactiveGetty Images

Di altri cadeaux leggendari, la storia di Neiman Marcus è piena ma probabilmente nessuno è stato scenografico quanto quello del pilota Jim Lovell, che era fuori (dall'atmosfera terrestre) per lavoro, ma cionondimeno non voleva far sentire la sua mancanza durante il Natale del 1968. Così, mentre era impegnato nella missione dell'Apollo 8, quella che orbitò intorno alla Luna, invio a sua moglie Marilyn una pelliccia di visone che Neiman Marcus le fece recapitare all'ingresso di casa in una Rolls Royce. Avvolto in una carta blu royal, insieme al regalo arrivarono dei globi in polistirolo espanso che rappresentavano la Terra e il suo satellite, con un biglietto che recitava "A Marilyn, dall'uomo sulla Luna".

Christian Dior riceve un premio dalle mani di Stanley Marcus
BettmannGetty Images


Storie che sembrano già sbiadire nel loro bianco e nero, di un romanticismo malinconico, se si pensa alle ultime notizie d'attualità che riguardano il colosso. Dopo aver assunto il Boston Consulting Group, che lo aiuterà nella ristrutturazione del debito, il gruppo sta valutando diverse opzioni, che secondo il WWD, rappresentano quattro diverse via d'uscita: vendere Bergdorf Goodman – di proprietà del gruppo – o My Theresa; procedere verso l'amministrazione controllata, lasciando le redini della gestione ai suoi principali creditori; vendere ad uno dei creditori; liquidare, anche se questa opzione pare la più improbabile. E all'orizzonte, infatti, si fa vedere già Richard Baker, ceo di Hudson's Bay, gruppo che possiede Saks Fifth Avenue, che non ha mai nascosto il desiderio di comprare il competitor, e fonderlo con l'altro department store, per creare il più grande polo americano del lusso. E chissà se ne sfoglieremo ancora il catalogo, il prossimo Natale.

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